CANTICO DEI CANTICI @ Teatro di Rifredi. Roberto Latini invade lo spettatore con la sua inconfondibile voce carnale.

Roberto Latini spoglia della sua sacralità l'antico testo biblico CANTICO DEI CANTICI per far assaporare al pubblico la sensazione fisica dell'amore e dell'eros, nell'abbandono senza pudori al ritmo della poesia, come una danza delle parole, in un crescendo estatico.

L'ultimo lavoro di Fortebraccio Teatro, dopo il debutto al Festival Primavera dei Teatri di Castrovillari, e ad Armunia Festival arriva al Teatro di Rifredi ad inizio stagione, con la forza dirompente di un Testo Sacro, cantato da Roberto Latini.

In versione Dj dandy, avvolto in un lungo cappotto viola cangiante, nascosto dalla parrucca scura sugli occhi, voluttuoso, esibizionista, come una star del rock, Latini domina con padronanza i virtuosismi della sua inconfondibile voce, suono notturno alla radio, sensuale e dolente, che vibra nelle parole d'amore che il testo inaspettatamente gli offre. In scena la stazione radiofonica con la scritta luminosa On Air, avvolta dal buio, una panchina a dondolo ed un alberello. A confermare l'impressione decadente, l'andatura del personaggio languida, molle, come curvata da alterazioni di stupefacenti. Sul banco della radio la testa di un manichino con un fiore bianco in bocca e una paperella gialla, comune forma di un sex toy. Fuma il Dj, mentre il rock di Every you every me dei Placebo irrompe nella sala, potente vibrazione penetrante nelle cuffie.

Comincia lenta la poesia del CANTICO, fatta di profumi, balsamo soave, forme della bocca, dolci carezze sulla pelle, baci incantati: un'ode all'amore assoluto ed infinito, che nella Bibbia ha un ruolo mistico di ascesi estatica per raggiungere il Divino, dialogo d'amore tra Salomone e Sulammita, amanti sposi, in cerca l'uno dell'altro, in un continuo perdersi e ritrovarsi.

Le parole del testo accarezzano i sensi dello spettatore che lentamente si abbandona all'ascolto della voce calda, assoporando la bellezza cantata e lodata, paragonata a quanto di infintamente bello la Natura Divina può regalare alla vista dell'Uomo.

Baciami, non guardarmi sussurra sensuale l'amante alla sua sposa, come un giglio tra i rovi, profumo di melo, odore di tutti gli incensi, i suoi occhi sono colombe, un nastro di porpora le sue labbra, cerbiatti i suoi seni, è il giardino, la sorgente, tutti i fiori e i frutti. Si cercano gli amanti, senza Peccato si amano nelle curve della voce, tra le pieghe della poesia, anime del cuore, abbandonati e saziati l'uno dell'altra: il mio diletto è mio ed io sono sua.

La forza del CANTICO è l'amore, perché è forte come la morte, le sue fiamme son vampe di fuoco, ma Latini va oltre e riesce nella difficile impresa di dare carnalità alle parole, in un crescendo eccitato dove la musica e i suoni si fanno ritmo, respiro, voce e corpo, tutto in uno: nel sincopato finale, Raffaella Carrà, remixata nella versione di Bob Sinclar, batte il tempo invitando a far l’amore; la voce di Latini, con un riverbero metallico, si fa pulsante sulla musica, batte come un martello sull'incudine; la luce a cono verde diventa rossa ed illumina di fiamme l'erotismo e il sesso che pervadono tutto lo spettacolo.

I suoni e le musiche, a cura di Gianluca Misiti, sono una punteggiatura drammaturgica che accompagnano il testo, lo sottolineano, seguono i movimenti interni della poesia, come anche la citazione del Cantico di “C’era una volta in America” di Leone, sulle note di Morricone.

La voce di Roberto Latini è una prova d'attore eccellente, e la scena, scarna e semibuia, ne esalta la potenza. Ripete con ossessione non guardarmi, come a sollecitare lo spettatore ad abbandonare la vista per restare in ascolto degli altri sensi.

Lode al coraggio di portare in scena questa perla sensoriale, uno spettacolo totalmente scarno nel racconto, che si affida alle sensazioni fisiche dello spettatore, potente e diretto come può essere la poesia.

Vi prego, non svegliate il mio amore che dorme.

 

 

Info:

CANTICO DEI CANTICI
adattamento e regia Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti
luci e tecnica Max Mugnai

con Roberto Latini

organizzazione Nicole Arbelli
produzione Fortebraccio Teatro
con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi
con il contributo di MiBACT, Regione Emilia-Romagna
foto di Angelo Maggio

Teatro di Rifredi

dal 26 al 28 ottobre 2017

 

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