CON LA CARABINA @ Arena del sole: Gioco a premi

Con ben due premi UBU (miglior testo straniero e miglior regia 2022) va in scena al Teatro delle Moline, lo spettacolo Con la Carabina, diretto da Licia Lanera (testo di Pauline Peyrade) uno spettacolo che non lascia risposte solo pensieri torbidi e domande nere come la pece sul nostro rapporto con l’altro

Licia Lanera al Teatro delle Moline

Una grandissima ruota panoramica sempre accesa, un tavolo che separa i due attori, dei faretti, il buio alle loro spalle, una musichetta inquieta da luna park ed una storiaccia da raccontare.
Siamo “alle giostre”, una bambina di undici anni sta sparando per cercare di ottenere un premio e un adolescente, amico di suo fratello, ha promesso di tenerla d’occhio perché “co quanti scemi che stanno in giro”.
Ermelinda Nasuto e Davide Giuva recitano in barese e questo gli dà una forza immensa perché riescono a farci entrare in una dinamica quotidiana, di paese che costantemente ci allontana e ci avvicina.
La presenza dei due attori, la claustrofobica cassa di risonanza del Teatro delle Moline, ci tiene il cuore dentro una cella, lo affidiamo agli attori, loro lo pongono in una scatola, al cui interno c’è una bomba che nessuno ha idea di quando esploderà.
Perché è tutto scandito dall’ansia, tutti lo sanno che qualcosa succederà; passo dopo passo, cominciamo a metabolizzare, capiamo di trovarci davanti un film horror al quale non possiamo non partecipare, non c’è spazio per voyeristi: siamo con loro e non possiamo fare niente.

Ermelinda Nasuto, Davide Giuva: solo un gioco

Appare una comica intesa tra loro due e la voglia di primeggiare. “Io so sparare” dice lui “ma ora non mi va” continua a dire quando lei lo sfida, mettendolo alla prova e lasciando passare un po’ di fragilità d’animo, un attimo prima della violenza.
Ermelinda risponde alla violenza con altra violenza, alimentando l’animale che è dentro di noi, che non è certo un coniglio di peluche.
Funziona come nelle piante, quasi tutte hanno una variante tossica, così come gli umani.
Lo spettacolo rovescia la medaglia, trasforma il carnefice in vittima e la vittima in carnefice, con una violenza dirompente, stomachevole per lo spettatore che è costretto a guardare e lasciar viaggiare il verme dell’umano orrore nella pancia.
La violenza è un gioco pericoloso, ma non si vince niente anche se si è bravissimi a sparare.

Buio e luce

Nel buio, alle loro spalle, qualcosa che non riusciamo o non possiamo vedere, che si rivelerà un pozzo di desideri mai avverati, di coniglietti di peluche mai vinti e di conigli nudi di vera carne sofferenti.
È il buio di qualcosa che non si vuole dire, è il buio della soffitta nella quale si va a dimenticare, è il buio delle coperte, che messe fino alla testa, ci fanno piangere a dirotto per quello che abbiamo visto o subito.
Ma il buio è anche luce incandescente che viene puntata sulla faccia degli spettatori, soprattutto nella scena finale, come un camion che ci sta per investire.

CON LA CARABINA

Davide Giuva subisce attacchi continui da questa ragazzina che, una volta diventata adulta, decide di farsi giustizia da sola.
Lei sputa in faccia al pubblico tutto quello che ha da dire e con la carabina che urla nella gola del tremolante Davide Giuva, preme il grilletto e lui s’accascia, morto.
Alla fine, uno sparo, Not my responsability di Billie Eilish che suona nel silenzio, la ruota panoramica che si spegne, forse il luna park ha chiuso i battenti, il circo ha smontato i tendoni, dove c’era un luogo ora c’è terra arsa.
La maschera dice al pubblico di lasciare il teatro ed il pubblico lo fa.

Dati artistici

di Pauline Peyrade 

con Danilo Giuva e Ermelinda Nasuto 

regia e spazio Licia Lanera 

traduzione Paolo Bellomo 
luci Vincent Longuemare 
sound design Francesco Curci 
costumi Angela Tomasicchio 
aiuto regia Nina Martorana 
organizzazione Silvia Milani 
produzione Compagnia Licia Lanera 
in coproduzione con POLIS Teatro Festival 
in collaborazione con Angelo Mai 

si ringrazia E Production

foto di Clarissa Lapolla

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