BERT BRECHT STRASSE @ OFF/OFF Theatre: Le ragioni del Teatro nella notte di Brecht

Un apprezzabile e necessario viaggio metateatrale con Bertolt Brecht, una vera e propria lezione di Teatro Contemporaneo condotta magistralmente da Claudio Trionfi con il testo e la direzione di Giancarlo Sammartano, che non insegna ma indirizza. In scena ancora al Teatro OFF OFF Theatre fino al 10 novembre BERT BRECHT STRASSE

BERT BRECHT STRASSE: dal testo di Brecht

Siamo negli ultimi anni di vita di Brecht (Claudio Trionfi), dopo aver girovagato in Europa, ritorna a Berlino, precisamente nella Germania dell’Est, l’ala del regime comunista che diffidente nei confronti del drammaturgo o meglio scrittore teatrale, gli affianca una spia, una tale Maria Eich (Alisia Pizzonia) che diverrà la sua amante. L’amarezza è grande nell’ormai disincantato Bert, il peso si fa sempre più incombente, il rammarico è il male che lo affligge e cioè non esser riuscito ad attuare quella Rivoluzione culturale con il contributo del marxismo, da lui perseguito e immesso nella sua produzione teatrale post-epica. Quest’ultimo ripercorre tutta la sua vita teatrale in una notte, alla ricerca di una logica che si appanna sempre più, esibendo un mix di personaggi di sue celebri opere con l’ausilio e la dimostrazione di un gruppetto di giovani attori (Ivano Cavalieri, Maria Beatrice Giovani, Andrea Lami, Giulia Malavasi), fantasmi che hanno sete di ragioni e di speranza; sono gli ultimi, vissuti ai margini della strada o della propria esistenza che rivivono nella durata di una veglia, all’interno dell’intricatissimo mondo pensante di Brecht.

BERT BRECHT STRASSE: Brecht e l'utopia disillusa 

L’utopia disillusa dell’ultimo Brecht è ben dimostrata dall’eccellente perfomance di Claudio Trionfi, tenera, a tratti risentita, agrodolce con la sua inconfondibile voce che sazia e la sua possanza fisica che dà autorevolezza al personaggio. Nella messinscena ci sono tutti i capisaldi della teoria brechtiana, e cioè: lo straniamento, la critica mossa dalla ragione, il superamento della passività del pubblico, vittima dell’immobilità delle scene e la missione dell’attore che non deve far rivivere un personaggio o vivere una parte ma distaccarsene. Quindi, Brecht ci dice che la trasformazione, quel giro su se stessi e cioè la Rivoluzione che doveva passare anche per il Teatro non c’è stata. Ma di quel Teatro socialmente impegnato resta qualcosa, un qualcosa di profondamente poetico come la speranza. Forse per aggrapparsi disperatamente a quest’ultima, lo scrittore e poeta teatrale tedesco ha in animo di portare sulle scene Aspettando Godot di S. Beckett, un Teatro con una visione diametralmente opposta alla sua, ma alla quale, sorprendentemente trova parti in comune e personaggi apparentati  alle sue opere. In fondo,  in ogni speranza c’è sempre un po’ di nostalgia!

BERT BRECHT STRASSE: il lavoro di Sammartano e Claudio Trionfi all'OFF OFF Theatre, di ispirazione per giovani attori

L’equipe attoriale che affianca Trionfi nella silloge teatrale è complessivamente di buon livello. Merita, a nostro avviso, particolare attenzione e rilievo l’attrice Alisia Pizzonia per la bellissima presenza scenica, Giulia Malavasi che incanta con il suo fraseggio, le parole sembra morderle e stupisce nel corso della rappresentazione per la sua capacità di metamorfosi. Una nota di merito la dedichiamo al giovane attore Andrea Lami, voce importante e sicurezza scenica oltre all’esibizione di doti musicali inaspettate. Infatti, Lami si cimenta nell’esecuzione musicale dal vivo con una tastiera forse un po’ rudimentale, durante il momento dedicato a L’opera da tre soldi, dimostrando una completa preparazione artistica. Stupisce ancora lo stesso, nell’interpretazione finale di Aspettando Godot con i suoi attraenti occhi cangianti, un raro esempio di mimesi attoriale, difficile da riscontrare in un attore così giovane.

La regia di Giancarlo Sammartano impeccabile e puntuale, lascia assaporare i retrogusti di quel Teatro Off ben fatto, ben eseguito e ben lavorato. Inoltre, altra attenzione merita la scenografia e in particolare il sipario aperto a metà palcoscenico che ai più distratti può sembrare avere funzione di fondale scenico nel corso di una sola scena. Ma agli occhi più attenti non può sfuggire la sua reale finalità, e cioè per consentire l’avanzamento di tutto lo spazio scenico verso il pubblico, con una totale frantumazione del boccascena, confine tra gli attori e la platea, che come suggerisce e sostiene Brecht deve svanire.

Consigliamo di partecipare a quanti si vogliono avvicinare al mondo del Teatro, in particolare ai giovani aspiranti attori e a tutti gli addetti al mestiere.

Fondamenta Srl
BERT BRECHT STRASSE

da Bertolt Brecht
drammaturgia di Giancarlo Sammartano

con
Claudio Trionfi

e con
Ivano Cavaliere, Maria Beatrice Giovani, Andrea Lami, Giulia Malavasi, Alisia Pizzonia

regia
Giancarlo Sammartano

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