AXTO @ Teatro Cantiere Florida: il mito e la riflessione sulle diversità 

AXTO, l’inconsapevole contadino testimone dell’unione tra Pasifae e il Toro bianco che generò il Minotauro, dà titolo alla collaborazione tra Balletto Civile e Teatro della Tosse, dove grazie alla regia di Emanuele Conte e Michela Lucenti, teatro, danza e musica si riconciliano sul palcoscenico del Cantiere Florida di Firenze per la stagione di danza curata da Versiliadanza.

Axto, l'ingenuo contadino ingiustamente punito dal re cretese Minosse è un personaggio marginale nella vicenda che vede il Minotauro protagonista. La scelta di titolare la rappresentazione in onore di una figura marginale eppure decisiva della vicenda, induce a riflettere sul ruolo della marginalità stessa. È infatti vero che il bestiale Minotauro è un essere mostruoso e in quanto tale diverso, emarginato. Il piccolo mostro Asterione, dato alla luce da Pasifae e il Toro, trascorre la sua vita in solitudine, abbandonato dalla sua stessa famiglia e imprigionato nel labirinto da Minosse. “C’è solo un mezzo per uccidere i mostri: accettarli” e l’essere umano non conosce accettazione.

Al centro dell’arena tripartita, Asterione guarda il suo riflesso allo specchio. La narrazione del mito ha inizio sul palco del teatro spoglio a tal punto da mostrare le pareti in mattone e le uscite di sicurezza. Nudo e crudo come la vicenda che sta per disvelarsi. Neon freddi ed abbaglianti, bianchi e rossi insieme a musiche dal ritmo scandito e animalesco ci trascinano dentro il livello più profondo della leggenda.

È un'arena il recinto entro il quale le scene sono rappresentate dai danzatori del Balletto Civile: Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Alessandro Pallecchi, Emanuela Serra, Filippo Porro, Francesco Gabrielli, Faustino Blanchut. I ballerini sono un tutt’uno con la terra sotto di loro, la sollevano, ci si sporcano, sembra quasi che la mangino con il proprio corpo. Impossibile non restarne coinvolti ed ammaliati dalla sensualità animalesca dei movimenti. Oltre quel recinto in piedi su due cubi posti alle estremità si ergono gli attori , Lisa Galantini e Enrico Casale, che raccontano il mito e che danno voce ai personaggi danzanti.

Asterione muove dalla parte più remota e centrale del recinto insabbiato, con piccoli passi si avvicina al proscenio, facendosi strada tra i due estremi: da un lato l’affascinante Toro Bianco; dall’altro Minosse, Pasifae, Dedalo e Arianna. Questi, come un tableau vivant, immobili, sono riuniti attorno ad un tavolo, come una famiglia, tra gli arredi immersi nella terra. Sono le mura di un inconsistente rifugio che Dedalo offre a Pasifae, ma che sarà teatro dell'atto d'amore sensuale tra il Toro Bianco e la regina inconsapevolmente soggetta al volere di Poseidone. Un momento di tensione e fascino estremo: Michela Lucenti e Filippo Porro intrecciano i loro corpi mescolandosi tra la terra ed ergendosi sulla struttura costruita da Dedalo. La feroce passione tra i due amanti a cui lo sfortunato contadino Axto assiste brucia tutto ciò che vi è intorno, lasciando al mondo un solo nuovo essere mostruoso.

Ecco che si crea sotto i nostri occhi il labirinto: Asterione, ancora legato dal cordone ombelicale a Pasifae, lo tira fuori dal ventre della madre, ci danza insieme ed allo stesso tempo costruisce la sua prigionia, dentro la quale si ritrova chiuso. Il mito del labirinto si offre a metafora dei malsani legami familiari trasformando il senso di protezione che originariamente caratterizza il nido materno in una condanna a morte.

La rappresentazione di Balletto Civile e Teatro della Tosse fa leva sul senso di solitudine che attanaglia l’animo di Asterione, come conseguenza di una diversità non ammessa, conosciuta o accettata. Il re Minosse non può uccidere il piccolo mostro perché è frutto del grembo di sua moglie, ma per la sua diversità lo condanna isolato tra “milioni di specchi dove illudersi di riconoscere forme amiche”. Le voci asincrone dei due attori-narratori ai margini estremi dell’arena riecheggiano in platea rendendo udibile ciò che i danzatori illustrano: Asterione è sacrificato dalla sua famiglia e solo Arianna crede che dietro le fattezze di mostro si celi un essere che necessita di essere amato. “Asterione perdonami l’apprensione di sorella, donna e madre. Non ti posso abbandonare. Ho conosciuto un altro te”.

In questo è racchiuso il senso del mito di questo originale e coinvolgente adattamento: la diversità genera solitudine, ma il diverso, emarginato perché indicato come nemico, mostra un lato negato del sé. E non è questo forse uno dei più classici clichè della nostra vita? La paura dello straniero, di chi è diverso da noi e che solo per questo è considerato cattivo e pericoloso? Il labirinto è il nostro stesso cervello, e siamo noi purtroppo ad esserne vittime per primi.

E così Asterione parla a Teseo di “milioni di minotauri” nascosti all’interno di ciascuno, perfino negli eroi: “Tu, Teseo, vuoi uccidere il minotauro che è il mostro che vive nel tuo cranio”. Sono i costrutti mentali a determinare la demonizzazione delle diversità presenti in ogni individuo e solo l’accettazione può rivelarne il potenziale. Supplice, il Minotauro afferma: “donami la vita, uccidi il mostro e fai vivere Asterione”. Teseo non è in grado di affrontare il mostro che è dentro di sé. Uccide il Minotauro e ne indossa le corna. È solo un caso che Teseo sia l’eroe e Asterione il mostro. E se fosse il contrario?

 

Info:

AXTO. Oratorio per corpi e voci dal labirinto
Testo Emanuele Conte
Regia Emanuele Conte, Michela Lucenti
Coreografie Michela Lucenti
Impianto scenico Emanuele Conte
Luci Andrea Torazza
Costumi Daniela De Blasio
Rielaborazioni musicali Massimo Calcagno
Collaborazione al testo Elisa D'andrea, Luigi Ferrando
Assistenti alla regia Alessio Aronne, Natalia Vallebona, Ambra Chiarello
Danzatori Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Alessandro Pallecchi, Emanuela Serra, Filippo Porro, Francesco Gabrielli, Faustino Blanchut
Attori Lisa Galantini, Enrico Casale
Direttore di scena Roberto D'Aversa
Elettricista Davide Bellavia
Macchinista Fabrizio Camba
Attrezzista Renza Tarantino
Sarta Anna Romano
Produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse, Balletto Civile, Artisti In PiazzaPennabilli Festival

Teatro Cantiere Florida, Firenze
15 Febbraio 2020

 

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