DONNA NON RIEDUCABILE @ Teatro del Popolo: attraverso i suoi occhi

In scena, al Teatro del Popolo di Castelfiorentino, Donna non rieducabile di Stefano Massini, con la regia di Silvano Piccardi e, in scena, una grande attrice, Ottavia Piccolo. Con questo spettacolo (già recensito a Roma con Elena Arvigo in scena, qui il link al pezzo di Bianca Coppola Melon), caso teatrale celebre, programmato sul territorio stagione dopo stagione, il Teatro del Popolo inaugura la sua ripresa, intitolata in modo commovente “Con la meraviglia negli occhi”, perché, come ci viene spiegato nel discorso introduttivo alla serata, il pubblico in sala ha il volto coperto dalla mascherina necessaria all’emergenza, ma gli occhi restano vividamente aperti, e forse la meraviglia di uno spettacolo intenso potrà ancora farli brillare. E intenso lo spettacolo si dimostra senza dubbi.

In una bianca scena vuota, abitata soltanto dalla splendida arpa di Floraleda Sacchi (che riempirà lo spazio e il tempo con la sua melodia astratta e corposa, ritmo di guerra e ala musicale distesa) e da una scrivania e una sedia, Ottavia Piccolo compie un lungo viaggio, cavalcando un album di immagini riprese dagli articoli di Anna Politovskaja, giornalista russa trovata morta il 7 ottobre 2006 nell’androne della sua casa di Mosca, uccisa da quattro colpi di pistola. Il testo di Stefano Massini non ricostruisce la biografia, ma entra nella testa, nella mente (negli occhi ancora) della Politovskaja, utilizzandone esperienze, stati d’animo, momenti, avvenimenti per farci saltellare da una Kurcaloj dove, appesa al ponte, una testa decapitata “lentamente, precisamente – sgocciola”, alla scuola di Beslan, al teatro Dubrovka di Mosca, luoghi di terribili, indimenticate stragi. Eppure così grande è l’intensità del mestiere dell’attrice che lo spettacolo non si snoda in una plumbea tragedia ma si sgrana tra dolore, debolezza, ironia, orrore, un intero prisma di percezioni, di emozioni. Ottavia Piccolo (in elegante camicia chiara e pantaloni, classica e contemporanea, eterna) contraddice, con la sua bravura, la stessa realtà. E' sola in scena, eppure non lo è: basta un cambio di voce ed ecco un altro personaggio, a popolare tempo e mondo fuori e dentro di lei. E questo che va in scena non è l’ennesimo monologo, ma uno spettacolo, sì: con un andirivieni temporale che batte e rintocca, uno spazio fuori scena che entra e esce e si mostra senza bisogno di passare dalle quinte, e fantasmi sottili che fanno capolino dagli occhi e dalle labbra dell’interprete in modo magistrale, evocati, tra l’altro, dai tagli di luce geometrica, strappi e solchi nel biancore, verso l’infinito, come le tele di Lucio Fontana. C’è, in questa scelta performativa, un colossale no alla retorica. Si esalta in questa donna non rieducabile non l’eroismo, ma la scelta di verità. Per questo, l’atto di accusa verso la nuova Russia, che elimina la sua voce coraggiosa con sistemi simili a quelli più biecamente mafiosi, risulta più cocente. Non di violenza sulle donne si parla, ma di colpa enorme verso il lato chiaro, luminoso e dignitoso del nostro essere umani nel mondo. Esseri umani.

INFO

DONNA NON RIEDUCABILE

di Stefano Massini

con Ottavia Piccolo

regia Silvano Piccardi

produzione Residenza Artistica Officine della Cultura

musiche per arpa composte ed eseguite da Floraleda Sacchi 

 

Teatro del Popolo – Castelfiorentino (FI)

mercoledì 21 ottobre 2020

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