APOCALISSE TASCABILE @Teatro delle Moline: è solo la fine del mondo

Continuiamo a seguire gli appuntamenti del Focus Lavoro ideato dall‘Emilia Romagna Teatro Fondazione all’interno della stagione 2023/2024 con l’ormai celebre Apocalisse tascabile di Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri. Debuttato nel 2020 e abbondantemente premiato anche successivamente, è in programmazione al Teatro delle Moline di Bologna dal 20 al 25 febbraio.

Apocalisse tascabile: una storia già nota

In un centro commerciale di Roma dio si palesa a Niccolò: la fine è vicina, non c’è più nulla da fare e il suo compito è quello di diffondere il più possibile l’infausta notizia. In una blasfema rilettura del libro dell’Apocalisse il giovane protagonista si ritrova insieme al coetaneo Lorenzo, ora dio ora angelo della morte ora amico troppo oberato tra lavoro e aperitivi per dargli ascolto, a analizzare con acume quasi scientifico la nostra contemporaneità. Tra sagaci battute, discorsi di commiato alla vita e un’intramontabile cadenza romana il cui suono evoca una qualche saggezza che solo gli abitanti della capitale, ormai disinvolti, sembrano possedere, si segue quasi ad occhi chiusi una trama, un disegno di un presente spacciato già da tanto tempo. Conta più un’orata in sconto che un titolo di studi, non c’è più tempo per pronunciare interamente il proprio nome di battesimo che da Niccolò Fettarappa Sandri si tramuta nel ridicolo Piccolo Fetta, più veloce, conciso, forse calzante ma disumanizzato.

Apocalisse tascabile: la lingua del consumo

fotografia di scena di Marcella Pesichetti

Lo spettatore viene inondato dalle parole, in un continuo botta e risposta tra Fettarappa e Guerrieri. Il primo con voce flebile rispetto a quella del secondo, che ha la forza di un megafono, si trova disorientato in un mondo di cui non riesce a far parte, in cui è chiamato a consumare ma non riesce a produrre. Sono fluviali i monologhi e i discorsi in cui sacro e profano, libero mercato e agognata rivalsa compongono testi ritmati e mai noiosi, divertenti e accattivanti, seppur il tema sia ben noto già da tempo. Lunghe liste di marche in ordine alfabetico i cui punti vendita costellano i centri commerciali, rapidi scambi di celebri didascalie pubblicitarie che compongono un inquietante dialogo, il jingle di Mary Poppins/Guerrieri la cui pillola da mandare giù è uno Xanax, anzi una pioggia di tranquillanti che riempiono la scena, un curriculum spersonalizzante redatto a voce per delineare un vero uomo lavoratore e di successo, perfetto solo per essere assunto.

Apocalisse tascabile: gli strumenti della profezia

fotografia di scena di Marcella Pesichetti

Un carrello verde e giallo è l’oggetto di scena feticcio di tutta la drammaturgia. È grazie a esso che dio si palesa a noi comuni mortali comunicandoci la fine imminente, che si delinea l’immagine di un sistema che il sapere di chi studia se lo mangia con gusto; quando invece sempre lo stesso carrello non rappresenta il divano su cui Fettarappa passa le sere tra una lasagna da asporto e giochi alienanti sul cellulare. Sono pochi e immediati gli oggetti che servono soprattutto a Guerrieri per trasformarsi nei suoi numerosi personaggi (un paio d’ali, una spada giocattolo, un cappello di paglia, una maschera subacquea), mentre bastano un paio d’occhiali da sole per rendere Fettarappa qualcuno che non sarà mai: un grottesco imprenditore con un marcato accento milanese. Ma come è stato promesso, ecco l’apocalisse che tappezza la scena con croci lignee a testimonianza dei cadaveri della nostra epoca.

Apocalisse tascabile: la rabbia giovane

Si è tutti immersi in questo grande banco freezer dove pure il padre di Fettarappa è prigioniero, mentre il palco si tinge del blu dei flutti profondi. Fagocitato dall’impeto della drammaturgia, il pubblico viene riempito di sputi, di peluches rappresentanti i laureati nei più disparati dipartimenti, da economia al DAMS, di una pioggia di giornali e di volantini dei supermercati con sconti mai visti. Si ride molto essendo la comicità il linguaggio in prima linea della pièce ma un dubbio sorge alla fine della rappresentazione: dove va a finire la rabbia militante, motore della drammaturgia? Si insinua davvero tra gli spettatori, si ferma alla mera rappresentazione del nostro tetro presente perché ormai assuefatti da questa narrazione? Non sembra esserci speranza tra gli interpreti che prefigurano morte, uscendo di scena in fila indiana, con piccoli passi curvi su se stessi. All’uscita un desiderio: quello di distruggere tutto.

Visto il 20 febbraio

Apocalisse tascabile: dati artistici

ideazione e scrittura Niccolò Fettarappa Sandri

con Niccolò Fettarappa Sandri, Lorenzo Guerrieri

regia Niccolò Fettarappa Sandri, Lorenzo Guerrieri

produzione Sardegna Teatro

distribuzione Agidi

nell’ambito del Focus Lavoro

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