Dal 30 gennaio al 3 febbraio è andato in scena uno spettacolo-evento? Un happening? Un pigiama party, forse? Scritto e diretto da Silvia Gallerano e allestito insieme a un folto collettivo d’artiste, SVELARSI è quel che di più vicino c’è a un vero e proprio tiaso moderno, prodotto dal Teatro di Dioniso.

Donne, è arrivata la Gallerano! Al suo richiamo a teatro è difficile rinunciare, specialmente se l’invito è proposto in un formato facilmente seducente. “Serata evento per sole donne”, si legge sulla locandina. Il rischio di rimanere deluse, come spesso accade con eventi di tal fatta, è altissimo. In un’epoca pregna di contraddizioni, in cui si parla di inclusività ma si inseriscono nuove brillanti categorie che definiscono spazi di esistenza e tolleranza sempre più angusti, una serata di sole donne non rischia di inserirsi a pieno titolo in uno di quegli eventi di facile sbigliettamento organizzati idealmente a tutela di diritti che domani verranno comunque usurpati e nella prassi con l’obiettivo di darsi una inutile pacca sulle larghe spalle della commiserazione collettiva? Tuttavia, dopo spettacoli dalla brutale schiettezza come La Merda, la fiducia nel genio dell’artista mi spinge a propormi come penna femminile per questa pièce. Entro alla Centrale Preneste e la sala è smisuratamente colma. Mai fiducia fu meglio riposta.
Contenuti
CON SVELARSI SILVIA GALLERANO DÀ FORMA A UN TIASO TRASVERSALE
SVELARSI è un progetto di scrittura collettiva. Sebbene Silvia Gallerano sia effettivamente regista e collante del gruppo, tutte le artiste in scena hanno partecipato alla scrittura di questo evento con il corpo e con la parola.

A pochi minuti dall’inizio della serata, è già chiara da parte delle artiste l’intenzione di creare un’atmosfera distesa e disponibile alla condivisione trasversale palco/platea. A scena rigorosamente aperta le attrici si sparpagliano come menadi, avvicinandosi al pubblico e anticipando vis à vis alcuni temi che verranno proposti collettivamente dal palco. La bravura delle interpreti in questo processo di adesione empatica è fondamentale.
Senza l’adesione totale del pubblico, la disponibilità a una completa condivisione di esperienze e la sicurezza di un ambiente protetto dal giudizio e da sguardi indiscreti, l’happening non sarebbe altro che uno spettacolo-riflessione, somministrato a un pubblico disposto al solo ascolto. La condizione di esistenza e realizzazione dell’evento è data dalla disponibilità al totale svelamento personale da parte del pubblico.
In tal senso, si potrebbe dire che SVELARSI utilizza le forme dello spettacolo dal vivo e dell’arte performativa con l’obiettivo di dare voce e spazio al corpo e alla parola del pubblico. Solo così la platea allora diventa cassa di risonanza del palco, coro tragico, spazio scenico del reale.
SVELARSI: TU CHIAMALA SE VUOI, “CULTURA”

L’evento a porte serrate per qualsiasi individuo di genere maschile (comparto tecnico compreso) si configura come una vera e propria azione di condivisione artistica e umanamente impegnata a un’arrabbiata presa di coscienza. Nella cornice di una tranquilla serata tra donne – o forse più un pigiama party dai tratti sabbatici – su un palco semivuoto si materializzano nelle parole e nei movimenti delle artiste dubbi, paure e complessi di diverse generazioni di donne unite da una sadica educazione culturale.
Uno schema a quadri scandisce i capitoli di questa presa di coscienza. Ogni quadro individua un complesso sorto e nutrito dalla cultura occidentale post – bellica. Dal senso di inadeguatezza rispetto a un modello da “Wonder Woman”, al senso di invasione del proprio corpo, dilaniato da cure dimagranti e interventi chirurgici, e della propria coscienza, smarrita come tra le opinioni di un continuo talk show, al sentimento più atroce di tutti, il senso di colpa.
SVELARSI COSTRUISCE UNA NUOVA GRAMMATICA COLLETTIVA

Silvia Gallerano è garanzia di obiettiva e brutale sincerità. In questo progetto, i temi proposti per quadri dentro e fuori dal palco, sono affrontati con una schiettezza ferocemente leggera. Stretto un patto di intenti e di empatia con il pubblico, il collettivo (formato da Giulia Aleandri, Elvira Berarducci, Smeralda Capizzi, Benedetta Cassio, Livia De Luca, Chantal Gori e Giulia Pietrozzini) è guidato dalla regia a scena aperta della Gallerano in un viatico di frivolezze inquietanti e black humor pericolosamente esilarante.
La grammatica di brutture e sensi di colpa delineata nello spettacolo, non si ferma ai lemmi evocati sul palco. Il consesso femminile in platea, disteso dalle risate, dagli sguardi di intesa con le vicine di poltrona (con cui lecitamente si instaurano brevi ma intense amicizie) risponde agli stimoli delle attrici con altrettanta spietata leggerezza.
Si tratta di una grammatica, sì, comprensibile a tutti, uomini e donne, ma vissuta dal solo genere femminile nato e cresciuto nella nostra cultura. Vittime e colpevoli della loro infelicità, le donne, libere da sguardi indiscreti, abbracciate da esperienze fin troppo simili alle proprie, al termine dell’evento hanno in mano un nuovo lessico di definizioni, una guida aggiornata di comportamenti e consapevolezze. Una su tutte catarticamente le incoraggia a una sana rabbia di rivalsa: nessuna è esclusa.
CAST E INFO SPETTACOLO
regia di Silvia Gallerano
di e con Giulia Aleandri, Elvira Berarducci, Smeralda Capizzi, Benedetta Cassio, Livia De Luca, Chantal Gori, Giulia Pietrozzini, Silvia Gallerano
con il contributo di Serena Dibiase e la voce di Greta Marzano
allestimento luci Camila Chiozza
consulenza costumi Emanuela Dall’Aglio
una produzione Teatro di Dioniso
in collaborazione con PAV nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe e Frida Kahlo Production
con il contributo del MiC – Ministero della Cultura, Regione Lazio e Roma Capitale
in collaborazione con SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori
Supporto e ospitalità: ATCL per Spazio Rossellini, Lottounico, Fortezza Est e Fivizzano27


