Abbiamo avuto modo di vedere in anteprima il docu-fiction di Stefano Landini dal titolo STOLEN MOMENTS – Un piccolo film sul Jazz e il Sud. La pellicola è stata proiettata il 16 marzo 2024 alle ore 21,30 in occasione della serata di apertura del Bari International Film & TV Festival, presso il Teatro Kursaal del capoluogo pugliese. Tra gli interpreti si segnala la presenza di Nicola Nocella, Antonella Carone e Paolo Sassanelli. Partecipazione speciale quella di Pupi Avati.
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STOLEN MOMENTS: docu-fiction a ritmo di Jazz

Cinema e Jazz sembrano essere le due istanze espressive che procedono con pari dignità in un film difficile da incasellare. La stessa trama, posta sul versante fiction, si inserisce nella storia italiana mostrata da immagini documentarie provenienti dallo storico archivio AAMOD e dall’Archivio del Cinema di Impresa di Ivrea, facente capo al Centro Sperimentale di Cinematografia. A partire dal titolo del film, tratto dalla denominazione del primo brano del disco di Olivier Nelson The Blues and the Abstract Truth del 1961, il jazz accompagna tutto il filmato attraverso la suggestiva colonna sonora originale di Massimo Fedeli.
STOLEN MOMENTS: una trama tra realtà e immaginazione
L’inchiesta giornalistica riguardante la chiusura del jazz club Stolen Moments di Torino dopo cinquanta anni di attività è l’innesco che permette la narrazione della storia. Sabino De Falco, balbuziente e impacciato appassionato di jazz barese, eredita da uno zio defunto un capannone a Torino alla fine degli anni Sessanta. Dopo averlo liberato da immigrati meridionali che lo utilizzavano da ricovero, insieme a Michele, suo cugino, e con il finanziamento di un boss corregionale, decide di realizzare il suo sogno e di aprire così un jazz club. Ai due molto presto si affiancherà un loro compaesano, Pasquale, un giocatore d’azzardo-pizzaiolo. I tre si scontreranno con le difficoltà economiche che renderanno difficoltoso rifondare i debiti al loro discutibile finanziatore, il quale durante una partita a poker, nella quale è coinvolto, non casualmente, anche Sabino, si riprende il locale che aveva preso vita con i suoi soldi. Quando sembra tutto perduto e il sogno di Sabino sembra infrangersi nel fallimento della chiusura del locale, il destino riserverà a Sabino un’occasione da non farsi sfuggire.
STOLEN MOMENTS: il coraggio di seguire i sogni

Attraverso una narrazione spiazzante, della quale lo spettatore deve accettare il gioco ambiguo di Stefano Landini, si assiste all’elaborazione di un messaggio finalizzato a lottare con convinzione al fine di dar vita ai propri sogni, come anche a non indulgere nella sconfitta, ma al contrario, saper cogliere ogni possibilità per capovolgere le sorti del destino. Le vicende narrative di finzione si stagliano su quelle storiche nazionali, con tanto di manifesti di partiti politici oramai estinti sullo sfondo, come anche con immagini di repertorio riguardanti la strage di Piazza della Loggia (1974), oppure attraverso atti di razzismo nei confronti dei “terroni”. Landini nel mostrare i fatti, ed inquinare ulteriormente le acque narrative, alterna il colore con il bianco e nero, come anche le dichiarazioni illuminanti dei protagonisti invecchiati che svelano nell’attualità i trascorsi della vicenda, guidati da un Pupi Avati, massimo rappresentante italiano del connubio cinema e jazz, che veste i panni di una guida nel contesto storico-culturale del tempo, nonché interprete delle azioni e dei sentimenti di Sabino De Falco.
STOLEN MOMENTS: la musica attraverso la pellicola
Landini, con Stolen Moments, tradotto momenti rubati, racconta una storia, per certi versi edificante, dove è tangibile il concetto di riscatto sociale, il desiderio di non farsi portare via i sogni, parimenti alla messa in atto ad un tentativo di rigenerazione urbana ante litteram, con la trasformazione di un capannone dormitorio in un luogo dove poter ascoltare musica, ma diviene anche una rivisitazione di un contesto sociopolitico complesso, palcoscenico di incresciosi atti di terrorismo di matrice politica. Su tutto l’evocativa colonna sonora originale di Massimo Fedeli, facente parte di un disco, che si adatta magnificamente alla narrazione per immagini, toccando momenti iconici e nostalgici nel prezioso abbinamento della sua musica con le immagini in bianco e nero, forse, immedesimazione cromatica più consona del sound delle sue composizioni. I brani di Fedeli sembrano cucire, oltre alle varie scene, anche l’immaginario degli spettatori con gli intenti del regista, facilitando la partecipazione al gioco realtà/finzione, passato/presente, sogno/realtà, al quale lo spettatore è chiamato a prendere parte, dapprima inconsapevolmente, e poi pian piano con più contezza.
STOLEN MOMENTS: una riflessione riguardo all’attualità dei media

L’audiovisivo, che, come abbiamo detto, danza vorticosamente tra la realtà storica e la finzione, si può definire un mockumentary dove i contorni della storia sono alquanto indefiniti. Il fake moment di maggior impatto, quindi più credibile, riteniamo sia rappresentato da Pupi Avati che interpreta sé stesso, il quale racconta e commenta, come durante un’intervista, la storia di invenzione che riguarda Sabino, dopo però aver creato un interessante quadro di riferimento critico dei rapporti tra l’Italia meridionale e l’avvento della musica jazz, giunta al seguito delle truppe statunitensi approdate in quelle terre per sancire la fine del secondo conflitto mondiale. L’esperimento di Landini pare quindi riuscito, soprattutto nell’opera di rendere note le tecniche affabulatorie della società dello spettacolo giunta ormai a maturità, dove tutto assume un alone di verità se mostrato su uno schermo, dove stimati personaggi si prestano sempre più spesso all’arte della menzogna (che non è mai totale, ma si basa su elementi di verità) per interessi personali, e dove, in conclusione, risulta sempre più difficile, soprattutto a chi non è in possesso di strumenti culturali adeguati, distinguere la verità dalla mistificazione.
Visto il 15 marzo 2024
STOLEN MOMENTS
Regia, soggetto e sceneggiatura, Stefano Landini
Collaborazione alla sceneggiatura e ai dialoghi, Enrico Acciani e Daniele Notaristefano
Produttore associato Rio Film, Roberto Gambacorta
Produttore associato Bronx film srl, Gaetano di Vaio
Produttore per LCN srl, Massimo Guermani
Montaggio, Steve Flamini e Stefano Landini
Scenografia, Alessandra Schilardi
Costumista, Rosa Lorusso
Suono in presa diretta, Francesco Piro
Musiche originali, Massimo Fedeli
CAST
Sabino, Nicola Nocella
Maria, Antonella Carone
Don Antonio, Paolo Sassanelli
Michele, Michele Sinisi
Pasquale, Franco Ferrante
Immacolata, Barbara Monetti
Notaio Lo Russo, Pierluigi Patimo
Pino Pozzo, Luigi Moretti
Andrea, Roberto Pitta
Venceslao, Antonio Lanera
Emma, Gaia Pesce
Faustino, Giorgio Consoli
Giornalista, Virginia Boccardi
Vincenzo, Paolo Emanuele Quaranta
Popolana, Maria Pia Autorino
Marina, Elena Cascino
Contadina, Lucia Zotti


