Stagione 2026/2027 @ Teatro Metastasio e Teatro Politeama Pratese

Sono state presentate le stagioni 2026/2027 dei due principali teatri della città di Prato: il Teatro Metastasio, la cui fondazione gestisce anche il Fabbricone, il teatro Magnolfi Nuovo e il Fabbrichino, e il Teatro Politeama Pratese. Due teatri sui quali abbiamo sempre concentrato la nostra attenzione (vedi sul portale gli ultimi pezzi recensiti al MET e al Politeama). Vediamo che cosa propongono per la stagione che prenderà il via il prossimo autunno.

LE “VOCI DISARMATE” DEL MET

Le Dieu du carnage nel cartellone MET 26/27 (foto di Federico Pitto)

Ripartire dal legame con la città: il Presidente della Fondazione Massimo Bressan

Abbiamo superato un anno particolarmente difficile, non solo per le tensioni e le sciagure che continuano a caratterizzare lo scenario politico internazionale, ma anche per il commissariamento del Comune di Prato, nostro socio principale, e il conseguente rallentamento del percorso di attuazione del progetto più importante e complesso che abbia coinvolto la Fondazione negli ultimi anni: la riqualificazione dell’area del Fabbricone. Nonostante ciò, dobbiamo altresì ringraziare in primo luogo il Commissario straordinario e la direttrice generale del Comune di Prato, per aver contribuito ad accelerare il percorso di adeguamento strutturale del Teatro Metastasio.
Il tema degli spazi è tornato al centro delle attività della Fondazione. Nei prossimi mesi ci auguriamo che possano avviarsi le attività finalizzate alla definizione progettuale dell’area del Teatro Fabbricone, così come gli interventi di adeguamento del Teatro Metastasio. Il Comune di Prato ha infatti superato la fase di commissariamento e siamo convinti che il Sindaco, cui rivolgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro, saprà accompagnare questa fase di rinnovamento e consolidamento della presenza del teatro nella nostra città.
L’attenzione rivolta agli spazi non è secondaria rispetto alle attività di produzione culturale, che restano al centro del nostro lavoro. A Prato, tuttavia, il teatro e la città sono sempre stati strettamente legati. Il teatro ha contribuito a far conoscere la città anzitutto agli stessi pratesi, quando l’industria, nel bene e nel male, rappresentava il tema dominante della vita cittadina. Gli spazi urbani sono stati spesso al centro delle nostre produzioni teatrali, dei laboratori e dei progetti speciali, così come degli eventi di Contemporanea e di MetJazz.
È da questo legame profondo tra teatro e città che intendiamo ripartire. La riqualificazione degli spazi e la qualità della proposta artistica sono per noi parti di un medesimo progetto: rafforzare il ruolo del teatro come luogo aperto, capace di interpretare il presente e di accompagnare la crescita culturale della comunità. Con questo spirito guardiamo ai prossimi anni, consapevoli delle sfide che ci attendono ma fiduciosi nelle energie e nelle competenze che la città continua a esprimere.
Massimo Bressan, Presidente Fondazione Teatro Metastasio

Le voci disarmate: il direttore Massimiliano Civica

Teatro internazionale nel cartellone MET 26/27 (foto di Pierre-Yves Jortay)

La voce che dice: “buongiorno amore mio”.
/La voce che dice: “hai mangiato?”.
La voce che dice: “ho paura”.
La voce che dice: “lo so”.
La voce che dice: “scusa”.
La voce che dice: “bravo!”.
La voce che dice: “ti ascolto”.
La voce che dice: “come stai?”.
La voce che dice: “quanto sei bella!”.
La voce che dice: “hai fatto bene”.
La voce che dice: “non ti preoccupare, tutti sbagliano”.
La voce che dice: “passerà”.
La voce che dice: “vorrei solo un po’ di pace”.
La voce che dice: “non ce la faccio”.
La voce che dice: “non ci ho capito niente”.
La voce che dice: “ti voglio bene”.
La voce che dice: “sono triste”.
La voce che dice: “sono qui”.
La voce che dice: “mi sento inutile”.
La voce che dice: “papà”.
La voce che dice: “arrivo!”.
La voce che dice: “mi dai una mano?”.
La voce che dice: “ti aiuto io”.

La nostra nuova stagione è fatta di queste voci disarmate di fronte alla terrificante bellezza e al doloroso mistero della vita. Voci che non minacciano, che non attaccano, che non offendono. Voci che non vogliono odiare o avere per forza ragione. Voci che fanno domande. Voci che santificano il “tu” a cui si rivolgono. Voci che vogliono capire e accogliere. Voci che non vogliono fare la guerra.
Massimiliano Civica, Direttore Fondazione Teatro Metastasio

Linee di politica culturale, tra spettacoli internazionali, nuove produzioni e nuova drammaturgia

Per definire le nostre produzioni anche quest’anno abbiamo chiesto alle artiste e agli artisti che volevamo sostenere di dirci quale spettacolo sognavano di fare. Crediamo infatti che le artiste e gli artisti abbiano la capacità di trovare le “parole” per rendere evidenti e condivisi quei sentimenti che oggi si agitano dentro tutti noi in maniera confusa. Quando ci troviamo di fronte ad uno spettacolo riuscito, la bella sensazione che proviamo è di non essere soli, di ritrovarci a pensare: “ecco: ho sempre sentito questo e ora qualcuno ha trovato le parole per dirlo”. Siamo persuasi che il modo migliore di servire i nostri spettatori sia quello di metterci a servizio delle artiste e degli artisti, aiutandoli a realizzare lo spettacolo che hanno bisogno di fare, in modo che possano offrirci uno specchio in cui guardarci, per conoscerci e riconoscerci tutti insieme esseri umani. Per le produzioni della nostra stagione in cui il Metastasio è produttore unico o di maggioranza, abbiamo mantenuto le giornate di prova minime a 50 (a fronte del minimo di 21 giornate di prova stabilite da CCNL e una media nazionale di circa 30 giornate di prova): se affidiamo alle artiste e agli artisti il compito e la responsabilità di creare spettacoli in grado di “parlarci”, dobbiamo allora metterli nelle condizioni migliori possibili per lavorare.

Riccardo III nel cartellone MET 26/27 (foto di Gianluca Pantaleo)

Anche in questa stagione il teatro Metastasio ospiterà grandi spettacoli di gruppi e artisti internazionali: Natacha Belova e Tita Iacobelli con Une Traversée e Compagnie Pensée Visible con Come costruire un universo che non cada a pezzi in due giorni. I nostri spettatori incontreranno spettacoli di artisti che sono solitamente visibili nelle grandi città europee o nelle metropoli italiane.

Accanto a riletture contemporanee di grandi testi classici come Una delle ultime sere di Carnovale di Carlo Goldoni, Riccardo III di William Shakespeare, Guerra Civile di Marco Anneo Lucano, Il Rinoceronte di Eugène Ionesco, Antigone di Jean Anouilh, Alla meta di Thomas Bernhard, produrremo e ospiteremo nella nostra nuova stagione ben 14 spettacoli di nuova drammaturgia. Conosceremo le visioni e i lavori di grandi talenti affermati e di giovani artiste e artisti emergenti, come Alessandro Benvenuti, Evelina Rosselli e Caterina Rossi, Mauro Pescio, Oscar De Summa, Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi, Linda Dalisi, Pascal Rambert, Valerio Binasco, Antonio Zavatteri, Roberto Latini, Ivan Talarico, Emanuele D’Errico, Natacha Belova e Tita Iacobelli, Raquel Silva, Antonio Latella e Federico Bellini, Eleonora Danco, Emma Dante, Leonardo Capuano e Renata Palminiello, Stefano Massini, Dario Marconcini e Giovanni Guerrieri.

Un teatro che voglia essere in dialogo con i nostri tempi deve sostenere i nuovi autori che, immersi nella realtà che tutti viviamo, provano a restituirne una interpretazione in chiave artistica. Ecco allora spettacoli che ci parleranno di come oggi si vive l’amore, del nostro senso di inadeguatezza di fronte alla realtà, delle tragedie dei migranti, del nostro essere sottoposti agli algoritmi dei social media, del problema della nostra identità ecc. Un teatro pubblico ha inoltre il dovere di dare una possibilità di espressione e insieme di mettere alla prova il talento delle nuove drammaturghe e dei nuovi drammaturghi: si impara a scrivere per il teatro mettendo in scena i propri testi, nel confronto a volte ruvido con le reazioni degli spettatori. Insomma, si impara facendo e sbagliando. Se non “rischiamo” sui giovani, se non diamo loro una possibilità di “farsi le ossa”, non abbiamo il diritto poi di lamentarci che non ci sono più grandi autori come nel passato, perché gli autori del passato sono diventati grandi dopo aver provato e sbagliato.

La nuova stagione del MET

Antigone nel cartellone MET 26/27 (foto di Manuela Giusto)

Con 20 spettacoli distribuiti nelle tre sale del Met – Metastasio, Fabbricone, Magnolfi –, la Stagione 2026/2027 presenta 10 nuove produzioni e altrettanti spettacoli in ospitalità, tra riletture contemporanee di grandi classici (come Una delle ultime sere di Carnovale di Goldoni, La guerra civile di Marco Anneo Lucano, Antigone di Jean Anouilh, Il Rinoceronte di Ionesco, Riccardo III di Shakespearee Alla meta di Bernhard), nuovi lavori di drammaturgia contemporanea e alcuni spettacoli di grandi gruppi internazionali solitamente visibili solo nelle grandi città europee o nelle metropoli italiane (Une traversée della Compagnia Tchaikae Come costruire un universo che non cada a pezzi in due giorni della Compagnie Pensèe Visible).
Artiste e artisti di riconosciuto valore e giovani talenti emergenti compongono la rosa dei nomi in cartellone: Alessandro Benvenuti, Evelina Rosselli e Caterina Rossi, Mauro Pescio, Massimiliano Civica, Oscar De Summa, Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi, Linda Dalisi, Pascal Rambert, Valerio Binasco, Antonio Zavatteri, Roberto Latini, Ivan Talarico, Emanuele D’Errico, Natacha Belova e Tita Iacobelli, Raquel Silva, Antonio Latella e Federico Bellini, Eleonora Danco, Emma Dante, Leonardo Capuano e Renata Palminiello, Stefano Massini, Dario Marconcini e Giovanni Guerrieri.
La Stagione 2026/2027 del Teatro Metastasio è organizzata con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Prato e Provincia di Prato e con il sostegno di Unicoop Firenze e Publiacqua. La produzione Baraonda sarà realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Info su www.metastasio.it.

LA “MENTE APERTA” DEL POLITEAMA PRATESE

La scommessa della Presidente Beatrice Magnolfi

Il nostro pubblico è fedele e quest’anno abbiamo fatto una scelta controcorrente, anche questa “a mente aperta”: abbiamo abbassato i prezzi, una volontà precisa da parte nostra perché, in tempi difficili, non si debba rinunciare alla cultura che deve essere sempre più a portata di mano e un diritto per tutti. La stagione sarà inaugurata a ottobre con una speciale anteprima che coniuga danza, musica e canto. “Aria. Arie barocche nell’aria” è l’esempio di come possono funzionare le reti culturali, il primo spettacolo di un progetto più ampio che ci vede coinvolti insieme alla Regione Toscana e alla Fondazione Teatri di Pistoia: lo presenteremo a ottobre.
Beatrice Magnolfi, presidente e direttrice artistica della Fondazione Politeama Pratese

A mente aperta tra tradizione, novità e internazionalismo: la stagione 26/27

Il berretto a sonagli nel cartellone 26/27 del Politeama (foto di Laila Pozzo)

A mente aperta è il filo conduttore della stagione teatrale 2026/27, presentata questa mattina alla stampa, che suona come un invito ad avere punti di vista mai scontati di fronte alle domande nei tempi difficili in cui viviamo. Quindici titoli per un lungo viaggio pieno di sorprese ed emozioni da ottobre ad aprile, con tanti interpreti e registi amati dal pubblico: tra gli altri, Silvio Orlando, Cristiana Capotondi, Cristina Comencini, Ambra Angiolini, Ivana Monti, Lunetta Savino, Arturo Cirillo, Iaia Forte, Cesare Bocci, Vittoria Belvedere, Rossella Brescia, Tosca d’Aquino, Maria Cassi. Non mancherà lo sguardo al panorama internazionale con l’autore irlandese Martin McDonagh, né nuove produzioni teatrali che richiamano successi cinematografici, com’è nella tradizione del Politeama, senza tralasciare le più grandi pagine di letteratura, per esplorare temi attuali. Fare teatro oggi significa prendere per mano gli spettatori toccando, con ironia e profondità, i pregiudizi radicati nella società, la “cecità” irrazionale della guerra come antitesi all’apertura al dialogo evocata dal titolo, rispondendo così a una vocazione di teatro civile cara al Politeama, le “gabbie emotive” delle relazioni familiari e delle convenzioni sociali. Il teatro stesso, per sua definizione, è apertura: è far nascere nuove idee, scardinare stereotipi, stimolare il cambiamento e il pensiero critico.

Pluralità di linguaggi nella stagione 26/27

Beatrice Magnolfi, nella sua veste di presidente e direttrice artistica della Fondazione Politeama Pratese, cita non a caso Bertold Brecht a settant’anni dalla morte del celebre drammaturgo che fa parte della nuova programmazione: «Non aspettarti che il teatro soddisfi le abitudini del pubblico, ma che le cambi». Ed è “a mente aperta” che, per l’anteprima di stagione, viene proposto un evento unico che coniuga canto lirico, arie barocche e danza innovativa, in collaborazione con la Fondazione Teatri di Pistoia e con il sostegno della Regione Toscana: quella di giovedì 22 ottobre sarà un’occasione imperdibile con Aria. Arie barocche nell’aria del coreografo di fama internazionale Emiliano Pellisari, che farà “volare” i danzatori sulle note di musiche di corte eseguite dal vivo.
In un teatro che ha da poco festeggiato un secolo di storia, l’apertura si declina anche attraverso la multidisciplinarietà, pluralità di linguaggi, contaminazione e varietà di generi, come si addice a un grande “Politeama”. A mente aperta significa anche guardare a tutte le generazioni e fasce di pubblico, eliminando barriere economiche, sociali e culturali, per moltiplicare il diritto di accesso alla cultura. Gli spettatori più fedeli troveranno una riduzione del costo degli abbonamenti, in controtendenza con tutti gli altri consumi, o iniziative speciali come “Allarga la cultura” (riduzione del 20 per cento per chi è già abbonato e farà sottoscrivere un nuovo abbonamento). 
Lo sguardo aperto verso le nuove generazioni passa anche dal rinnovo dell’accordo con la Provincia di Prato per premiare con un abbonamento alla nuova stagione i ragazzi e le ragazze che, nelle prossime settimane, si diplomeranno con una votazione pari o superiore a 98/100.

La reginetta di Leenane nel cartellone 26/27 del Politeama (foto di Tommaso Le Pera)

I progetti collaterali del Politeama Pratese

In conferenza stampa sono stati inoltre illustrati inoltre i programmi de La farmacia delle parole e November Jazz, frutto della collaborazione con Teatro Metropopolare e Music Pool: una presenza costante nella nostra programmazione. Fra le nuove collaborazioni, da segnalare l’inizio di un lavoro sempre più in rete con l’associazione culturale Anita e Il Garibaldi /Milleventi, in occasione di un nuovo spettacolo firmato The Kitchen Company.

Info su https://www.politeamapratese.it/

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Collettivo Redazione Firenze

Redazione di Gufetto a Firenze e in Toscana attiva dal 2017 con articoli di teatro, arte, danza e libri, Un gruppo di appassionati redattori e redattrici insieme per amore del teatro e dell'arte. Ne fanno parte: Alice Capozza, Michele D'Ambrosio, Leonardo Favilli, Sandra Balsimelli, Susanna Pietrosanti, Martina Corsi, Federica Murolo, Francesca Valente, Sofia D'Andrea, Serena Chiaramonte, Chiara Guarducci (arte), Michele Mariotti (libri)