Le recensioni della Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari dalla quarta edizione de Il Respiro del Pubblico 24 a cura di Cantiere Obraz: WILLIAM SHAKESPEARE’S HALF TIME JOB di Teatro dell’Elce, SMART WORK di Mammut Teatro, Spettacolo selezionato da Milano Off Fringe Festival. Articolo di Alessia Galingani, Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari, Cantiere Obraz.
Contenuti
WILLIAM SHAKESPEARE’S HALF TIME JOB

WILLIAM SHAKESPEARE’S HALF TIME JOB è un segreto teatrale e solo a chi vive questa esperienza può essere svelato. Tutto inizia in un ambiente molto particolare, buio e cupo, in cui si respira un’aria magica e in cui ci si cala dentro se stessi. Un tavolo, tanti oggetti, un uomo, Marco di Costanzo, Shakespeare, che ti osserva esternamente ma soprattutto internamente. L’esperienza inizia da una domanda del solo e unico spettatore della breve messa in scena. Lo scopo non è certo quello di prevedere il futuro o rispondere esattamente alla domanda fatta, ma la lettura di alcune carte scelte aiuterà lo spettatore a scavare dentro sé stesso per trovare con il tempo, forse, la propria risposta in autonomia. Le parole di Shakespeare tratte della opere più famose, nella loro immensa universalità calzano perfettamente allo spettatore. Un esperimento personale che non può essere raccontato, ma che solo può essere vissuto, perché grazie a questa forma di teatro si riesce a perdersi dentro sé stessi come può fare un marinaio in mare aperto senza la sua bussola, per poi riuscire a ritrovarsi e arrivare a destinazione grazie alla conoscenza del proprio essere, del sentimento e del cuore. Un’esperienza in cui l’attore ti accompagna nella profondità dell’anima, indicandoti una delle possibili strade per poter rispondere, ma soprattutto, in pochi minuti, con tutta l’atmosfera e le parole dette, ti invita ad amarti e ad essere ciò che sei.
SMART WORK

Gianluca Vetromilo, con la sua messa in scena di SMART WORK, ci invita a entrare nella emblematica vita di un giovane (in scena Francesco Rizzo) capelli lunghi e occhi marroni, con tanta voglia di vivere, o, meglio, sopravvivere. Una vita dura, faticosa, insoddisfacente, lontano dalla propria famiglia, con la sola intenzione di rincorrere e trovare la sua infinita strada. Ma non la strada su cui ogni sera è costretto a pedalare per consegnare ordini, per poter guadagnare quei pochi spiccioli in più, rischiando ogni volta la vita, in sella alla sua compagna di vita, una graziella nera. Durante tutte le sue giornate, il protagonista di notte è un rider, e di giorno un operatore di call center: infinite ore di lavoro, dove si scontra con la frenesia di dover fare e apparire come gli viene imposto, con la fatica di dover entrare in contatto con moltissime persone diverse, spesso egoiste, prepotenti, senza animo. Un mondo formato da individui indifferenti verso le anime che si trovano di fronte, incapaci di percepire le difficoltà altrui, incuranti che procedono per la propria insignificante strada, pensando solo a se stessi, come se il resto non esistesse. Il giovane protagonista è il rappresentante di un intera generazione che sempre più non viene capita, usata solo per soddisfare i bisogni altrui. SMART WORK è una storia comune a tanti ragazzi che in cui ogni giorno si cercano di rincorrere il tempo per poter aggrapparsi a qualcosa, che non basta mai. Una storia formata da porte chiuse in faccia, da sfruttamento, da buste stropicciate che diventano la causa di discussioni, da pizze fredde che barcollano dentro l’enorme e pesante zaino con cui tanti giovani d’oggi si spaccano la schiena. Grazie a questa magnifica interpretazione teatrale, si riesce a toccare a mani nude questo enorme mondo che a tutti è un po’ indifferente, ma che in realtà racchiude milioni di anime che ogni giorno arrivano sul ciglio dello sfinimento, che sfiorano pericoli vitali, e che a volte ci rimettono la loro stessa esistenza per aver rincorso quel secondo o minuto di differenza che può appesantire o alleggerire il loro portafoglio. Gianluca ci insegna a comprendere l’umanità dietro ad un ordine on line e denuncia con forza lo sfruttamento del lavoro.
WILLIAM SHAKESPEARE’S HALF-TIME JOB
Lettura performativa dei tarocchi
liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare
di e con Marco Di Costanzo
suono Andrea Pistolesi
costumi Laura Dondoli
produzione Teatro dell’Elce | coproduzione Fondazione Armunia Castello Pasquini
con il contributo di Fondazione CR Firenze, Regione Toscana, Comune di Firenze, residenze artistiche Teatri d’Imbarco, Teatro delle Donne, Murate Art District, con il sostegno del Centro di Residenza della Toscana (Armunia-CapoTrave/Kilowatt), Comune di Sansepolcro
SMART WORK
di Gianluca Vetromilo e Armando Canzonieri
regia Gianluca Vetromilo
con Francesco Rizzo
assistenza alla regia Ada Roncone
musiche Francesco Ferlaino / JVas
organizzazione Chiara Sacco
curatore del progetto Achille Iera
ufficio stampa Linee Relations
produzione Mammut Teatro
in collaborazione con Primavera dei Teatri
foto di scena Angelo Maggio
spettacolo selezionato da Milano Off Fringe Festival
Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari
L’articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari all’interno della quarta edizione de Il Respiro del Pubblico Festival 24 di Cantiere Obraz. I partecipanti al Gruppo di visione Ciuchi Mannari sono stati: Marta Bani, Margherita Cecchi, Lisa Ciccomascolo, Aurora Della Rosa, Lucrezia De Masi, Alessia Galingani, Andrea Lanini, Filippo Macigni, Lorenzo Minchioni, Anna Mennoli, Petra Mosetti, Emanuele Neri, Cosimo Pesci, Gabriele Petrantoni, Fulvia Elena Pieraccini, Isotta Traxler.
Il Respiro del Pubblico Festival 24
Ideazione e organizzazione Alessandra Comanducci e Paolo Ciotti. Organizzazione Michela Cioni. Assistenza al progetto Emma Bani. Grafica Thomas Harris. Comunicazione Camilla Pieri, in collaborazione con Miriam Berchicci. Ufficio Stampa Fabrizio Calabrese. Festival realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze. In collaborazione con Teatro di Cestello, “Ciuchi Mannari”, Galleria Chiasso Perduto. Grazie a Rete Festival Inventaria 2024, Milano Off Fringe Festival, Comune di Firenze, Quartiere 1.


