Nuovo testo e nuova location SEPOLTE MEMORIE per la Compagnia delle Seggiole approdata stavolta al Cimitero Monumentale di Antella. Immerso in un contesto bucolico a fianco del paese che lo ospita alle porte di Firenze, si tratta del secondo Cimitero Monumentale in Italia dopo il Verano capitolino. Con la collaborazione della Confraternita della Misericordia che gestisce il complesso, il gruppo di attori guidato dalla regia di Sabrina Tinalli ci ha condotti per mano attraverso corridoi e storie, quelle create per l’occasione da Fiammetta Perugi, autrice del testo inedito messo in scena in prima assoluta dalla compagnia che quest’anno compie 25 anni.
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Il Cimitero di Antella ed il coinvolgimento emotivo

Entrando in questo luogo non posso esimermi da una piccola nota personale. Il lettore può scegliere di condividere con me questo fugace momento di memoria che è ancora vivido e pulsante oppure immergersi nelle memorie sepolte che la sceneggiatura ha in realtà costruito per l’occasione, e saltare al “sugo” della storia. Da oltre 30 anni varco la soglia del Cimitero Monumentale e la sensazione di essere circondato da volti, anime, vite che furono mi ha sempre infuso un profondo senso di mesto e silenzioso rispetto. Gli angeli che Galileo Chini ha realizzato e che si stringono in una danza circolare sembrano sorvegliare su quelle anime così come su di noi, un po’ memento mori un po’ accogliente concerto mentre chi ancora è al di qua cerca un contatto con chi sta al di là, come me che vengo periodicamente ad incontrare qui i miei nonni. Ogni sepolcro evoca le sue memorie, quelle stesse custodite dalle anime che le hanno portate.
Trama ed intreccio di SEPOLTE MEMORIE
La Compagnia delle Seggiole rinunciando a ripercorrere la storia del luogo e dei defunti che ospita, si è affidata alla penna di Fiammetta Perugi che con delicatezza ci racconta la storia di due fratelli, Luigi (Davide Diamanti) e Pietro (Ruggero Albisani), le cui strade si sono divise negli anni Venti del secolo scorso per il tradimento dell’uno con Nilde, la moglie dell’altro, di cui resterà peritura memoria in Massimo, il figlio dello scandalo (Lorenzo Carcasci che passa il testimone poi a Fabio Baronti). Il rinvenimento di una lettera del suo vero padre, ucciso in gioventù dai fascisti, spalancherà una voragine nell’animo dell’uomo che non si riprenderà mai più, tanto da continuare a ripetere come un mantra, in una sorta di demenza senile, quella stessa espressione che la madre adottiva Anna, giunta dopo la morte di parto di Nilde, aveva usato sapendo del ritrovamento della lettera. Quel “Domine” che viene declinato con differenti intonazioni e gestualità per esprimere sensazioni o rispondere a domande di qualsivoglia genere, lascia spazio alla lucidità solamente quando la memoria si rifà vivida davanti alla tomba di Anna mentre Elisa (Silvia Vettori), la figlia, insieme al nipote Lorenzo (di nuovo Ruggero Albisani), si prendono cura della sepoltura.
La struttura e le soluzioni registiche di SEPOLTE MEMORIE

Mantenendo la consueta formula itinerante che li contraddistingue (vedi ad esempio le recensioni all’EdV e alla SGA), gli attori della Compagnia hanno sfiorato l’area più storica e monumentale concentrando la messa in scena nelle strutture più recenti fino agli ultimi ampliamenti degli anni Duemila. 3 luoghi per 3 momenti diversi in cui 4 generazioni si sono confrontate con la perdita, con il rimpianto dei sentimenti non vissuti, delle parole non dette e con il dolore di un destino che a tratti si è rivelato impietoso. Neanche la morte basta per seppellire la rabbia e inesorabile si ripresenta lo stesso dubbio, come una goccia che scava giorno dopo giorno un solco nell’anima: “se l’avessi saputo prima?”.
Ai tre momenti narrativi si affiancano gli intermezzi con interventi di Sabrina Tinalli, nostro Virgilio che, quaderno alla mano, ci predispone ad incontrare i protagonisti ed infine ad accomiatarcene con dolcezza, come lei sa fare con la sua voce profonda e rassicurante.
SEPOLTE MEMORIE: altre scenografie possibili
Con un cast molto giovane affiancato dai veterani Fabio Baronti e la stessa Tinalli, la Compagnia ha affrontato con serietà questa nuova sfida. Il pubblico ha conservato il ruolo di quarta parete durante ognuno dei momenti narrativi, diventando invece interlocutore diretto negli intermezzi “fuori scena”. A legare ogni momento – non casuale la presenza delle corde nei costumi di vari personaggi, Tinalli in testa – non è stato solamente l’intreccio ma anche l’impostazione in cui gli attori, fossero essi in dialogo tra loro o immersi nel soliloquio, hanno parlato a loro stessi, a tratti estraniandosi addirittura dal contesto specifico, dimostrando la capacità del testo di rinascere con altre scenografie.
SEPOLTE MEMORIE: considerazioni all’uscita dal Cimitero

Uscendo dal Cimitero, tra un commento e l’altro mentre nel pubblico qualche lacrimuccia scende, continuo ad osservare quei sepolcri così austeri e spesso misteriosi – non sono rare le sepolture con epitaffi in lingue straniere sconosciute al qui presente – e ancora torno ad immaginarmi quelle storie che avrei inizialmente pensato di ascoltare nel percorso all’interno del Cimitero accompagnato da cotanta Compagnia. Ne esco invece arricchito di una storia apprezzata per la delicatezza e l’intreccio semplice ma emotivamente efficace, come suggerisce un luogo come questo. E capisco che quelle memorie sepolte da oltre un secolo ed evocate nel titolo sono rimaste mute alle nostre orecchie, continuando a custodire i loro segreti. Ma forse la magia del Cimitero è affidata proprio alla fantasia con cui ognuno può rendere loro la voce.
Visto al Cimitero Monumentale della Misericordia dell’Antella (Firenze) il 17 luglio 2024
SEPOLTE MEMORIE – Viaggio teatrale all’interno del Cimitero Monumentale della Misericordia di Antella
testo di Fiammetta Perugi
regia di Sabrina Tinalli
con Ruggero Albisani, Fabio Baronti, Lorenzo Carcasci, Davide Diamanti, Sabrina Tinalli, Silvia Vettori
allestimento e luci Silvia Avigo e Daniele Nocciolini
direttore di scena e organizzazione Fiammetta Perugi
costumi Silvia Avigo


