Sei Re shakespeariani sulla scena, sei personaggi meschini, emblemi della fragilità dell’essere umano che aspira al potere. Un cast dalla recitazione solida al teatro Lo Spazio porta in scena ad Aprile, SEI RE, uno spettacolo scritto e diretto da Duccio Camerini che propone una rilettura del classico, senza una corretta messa a fuoco.
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Il Teatro lo Spazio si trasforma per SEI RE
Entrando in sala per prendere posto il pubblico è subito avvisato dalla disposizione delle sedute che l’intero spazio sarà abitato dalla rappresentazione. Le sedie sono poste in file ai due lati della scena, anticipando l’intenzione di travalicare il perimetro del palco.
Le luci non sono del tutto abbassate e per l’intera durata dello spettacolo gli spettatori riusciranno a guardarsi tra loro, potendosi attribuire a vicenda anche un ruolo interno alla trama, quello di una folla che, di volta in volta, assiste alla salita al trono e, poi, alla caduta di ogni re.
Sul palco solo un trono in legno e dall’alto una corona che pende ad accogliere teste a lei asservite.
Chi sono i SEI RE?

SEI RE è un titolo che chiarisce senza dubbio il tema della pièce, una storia, appunto di re: Riccardo II, Enrico IV, Enrico V, Enrico VI Riccardo III.
E neanche si finisce di leggerli che questi nomi riportano alla mente le opere di William Shakespeare.
Ma “Sei re” in questo testo assume anche il senso di una lapidaria constatazione, un monito quasi, che riporta all’immagine di un dito puntato verso l’incoronato di turno che sa, e se non sa deve sapere, che è giunto il momento in cui tutto cambia e in cui l’uomo, chiunque sia stato fino a quel momento, dovrà lasciare il posto al re.
Se un tema traspare in questo spettacolo è quello della fragilità dell’essere umano che aspira al potere per poi venire sfigurato nell’animo quando lo detiene, uno dei capisaldi del teatro shakespeariano. Ma proprio questa libera ispirazione appare come il limite principale della messa in scena.
SEI RE è uno spettacolo in cui vengono accennati argomenti interessanti, ciò che sembra mancare è un loro convinto approfondimento. Le questioni esistenziali e politiche restano in superficie, come in assenza di un’urgenza espressiva che riesca a rendere attuali e necessari testi già tanto noti.
I SEI RE: uomini, aggressivi e maschili
Per buona parte della rappresentazione le figure maschili saranno le uniche ad abitare la scena. Questo particolare è in grado di suscitare un senso di scomodità e sgradevolezza, dato dall’incessante susseguirsi di personaggi aggressivi, meschini spinti nell’azione dalla sola necessità dell’affermazione di sé, funzionale allo sviluppo della narrazione.
La presenza in scena delle protagoniste femminili, invece, pur essendo talvolta potente, risente in questa rappresentazione di una posizione di marginalità. Donne come Giovanna D’Arco, Kate di Valois e Lady Anna, che la letteratura ci ha consegnato nella loro densità e complessità, in questo spettacolo sono private di un loro autonomo arco narrativo, limitandosi a supportare le dinamiche maschili centrali, senza mai emergere.
La stessa Giovanna d’Arco, proposta in una versione di eroina mascolinizzata, perde la sua complessità storica e simbolica. In questo, anche i costumi non aiutano a costruire un’identità chiara dei personaggi, alternando epoche senza un apparente criterio e restituendo un’estetica disomogenea che disorienta più che supportare la narrazione.

Il ritmo della messa in scena
Un altro elemento che viene fortemente percepito da qui guarda è la velocità con cui si susseguono le numerose scene che se, da un lato, consente ad ogni soggetto di esprimersi anche in una diversità di registri, dall’altro, affatica l’immersione nella trama e un’affezione alla storia e i personaggi.
La messa in scena conta, senza dubbio, su una recitazione tecnicamente solida, apprezzabile anche nella gestione dello spazio, condiviso non solo tra i numerosi attori e attrici in scena (Lorenzo Rossi, Leonardo Zarra, Elia Testa, Duccio Camerini, Marcello La Bella, Francesco Di Cesare, Samuel Di Clemente, Emma Piccirilli, Benedetta Tiberi), ma anche con il pubblico.

SEI RE. Un ponte tra classico e attuale
SEI RE è uno spettacolo che sembra aver intravisto il potenziale simbolico di una rilettura del classico, senza però averlo del tutto messo a fuoco. Possiamo dire che non è stata colta fino in fondo l’occasione per una attualizzazione di tematiche shakespeariane che , seppur universali, ad oggi senza un’interpretazione che le ricolleghi al presente, difficilmente attraggono.
Visto al teatro lo Spazio il 16 aprile 2025

SEI RE – cast e dati artistici
Uno spettacolo di Duccio Shakespeare & William Camerini
da Riccardo II, Enrico IV parte prima, Enrico IV parte seconda, Enrico V, Enrico VI parte prima, Enrico VI parte seconda, Enrico VI parte terza, Riccardo III
con Lorenzo Rossi, Leonardo Zarra, Elia Testa, Duccio Camerini, Marcello La Bella, Francesco Di Cesare, Samuel Di Clemente, Emma Piccirilli, Benedetta Tiberi,
musiche dal vivo originali di Samuel Di Clemente
aiuto regia Elia Testa
costumi Caterina Lusena de Sarmiento
Produzione Florian Metateato
DAL 15 AL 18 APRILE
TEATRO LO SPAZIO-ROMA
Duccio Camerini – interviste e recensioni da Gufetto

Intervista a Duccio Camerini per RISORGI, in scena al Teatro Eliseo – Gufetto Press

RISORGI @ Teatro Eliseo: sensazionalismo da borgata – Gufetto Press

ZIO VANJA@Teatro Arcobaleno – Gufetto Press
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