SCHADENFREUDE @ Teatro del Cestello: felice di non essere come te!

Prosegue Il Respiro del Pubblico Festival 2025di Cantiere Obraz con SCHADENFREUDE. Spettacolo comico sulla sfiga altrui di Francesco Ferrara con Salvatore Cutrì di Evoè Teatro.un esilarante, graffiante, intelligentissimo monologo su quell’inconfessabile piacere che avvertiamo quando osserviamo il male che capita agli altri. Soprattutto quando sono l’arrogante di turno, il presuntuoso capufficio, la bella rivale. Salvatore Cutrì ci conduce con l’abilità di uno spietato stand up comedian dentro quest’emozione che, è inutile negarlo, proviamo tutti, ma proprio tutti, nel cuore e che, se opportunamente osservata, può rivelarsi il lato b della compassione e dell’empatia e, magari, tornare a trasformarsi in essa. Su Gufetto continua il reportage dal festival.Leggi anche Gli Altri, Discorso sul Mito, Pigiama Party.

SCHADENFREUDE: gioire della sfiga altrui

Schadenfreude, spettacolo comico sulla sfiga altrui
Schadenfreude, spettacolo comico sulla sfiga altrui, una scena

SCHADENFREUDE è il termine tedesco per indicare un’emozione più comune di quanto siamo disposti ad ammettere che indica la gioia per le disgrazie altrui. Salvatore Cutrì ci racconta con tragicomico realismo i risultati di una sua personale ricerca sulle manfestazioni individuali e sociali di questo atteggiamento che, grazie ai suggerimenti di uno psicanalista sornione, ha iniziato ad osservare e annotare in un quadernino rosso. Proviamo schadenfreude tutte le volte che ridiamo, anzi godiamo internamente per la sfiga che colpisce persone famose o di successo o comuque oggetti inconsapevoli della nostra invidia. L’adrenalina che si sviluppa in noi nel bearci delle bucce di banana su cui scivola il prossimo genera una sorta di dipendenza, che ci spinge a scrollare furiosamente i reels di tik tok o Instagram, alla ricerca spasmodica e fantozziana della rivalsa dei perdenti. La gioia selvaggia che proviamo, sebbene opportunamente camuffata, sembra ripagarci di tanta frustrazione accumulata in questi tempi competitivi, individualisti, iper performativi. Ma, se si va fino in fondo alla questione, superando il riserbo negazionista che ci farebbe sentire immuni da tanta sordida bassezza, ci si può accorgere che le cadute dell’altro non sono che specchio e riflesso della nostra tenerissima inadeguatezza alla vita e scoprirci capaci di una mano che si tende in aiuto, proprio là dove spuntava il ghigno crudele della soddisfazione.

SCHADENFREUDE: siamo tutti coinvolti

Un momento del Festival Il respiro del pubblico: foto di Emilio Trambusti
Un momento del Festival Il respiro del pubblico: foto di Emilio Trambusti

Salvatore Cutrì si propone sul palco scarno, con solo una sedia, il taccuino rosso, le aste di 3 roll up che serviranno a svelare i meccanismi mentali dell’invidia umana. Instaura un clima confidenziale col pubblico, non lo lascia mai, lo coinvolge in una serrata interazione che abbatte i confini tra palco e platea. Impossibile sottrarsi: impossibile sentirsi assolti, siamo decisamente TUTTI coinvolti in questa dinamica dai tratti irresistibilmente comici. Il ritmo, incalzante e naturale, con cui Cutrì improvvisa continue interazioni col pubblico, ci costringe a rompere la maschera sociale che ci rappresenta come brave persone. Con ironia e autoironia l’attore conduce il pubblico a pacificarsi col proprio lato oscuro, mostrandone la radice profonda: un bisogno inconfessato di essere accolti per come siamo.

Un clown poetico dietro la maschera della stand up comedy

SCHADENFREUDE - Salvatore Cutrì
SCHADENFREUDE – Salvatore Cutrì

Con grande naturalezza Salvatore Cutrì dissemina tra una risata e l’altra sassolini bianchi di riflessione che ci riportano a noi stessi e culminano in un monologo finale: improvvisamente initmo e autentico, senza un’ombra di retorica. Come un vero clown poetico, nascosto dietro la graffiante postura da stand up comedian Cutrì indossa con spietata lucidità il fallimento delle nostre aspettative sociali e personali, lascia che ne ridiamo con imbarazzo malcelato, per esorcizzarle e integrarle. Ecco che indica un modello possibile di trasformazione, non solo personale ma anche collettiva, verso relazioni improntate alla compassione, all’empatia. Piano personale e dimensione sociale si incontrano in una sotterranea denuncia della società delle immagini, malata di una competizione tossica, mostrandoci nel riconoscimento di similarità con l’altro la strada per restare o tornare umani.

SCHADENFREUDE. Spettacolo comico sulla sfiga altrui
di Francesco Ferrara
con Salvatore Cutrì
scenografia e grafica Lorenzo Zanghielli
foto di scena Marco Leonardo Pieropan
produzione EVOÈ! TEATRO

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