Una sedia e un microfono, due quinte laterali e una a fondo palco; si comprenderà ben presto che ci troviamo all’interno di un’aula di tribunale, con l’imputata Ada Cuordoro (in questo caso Camilla Tagliaferri) che si trova a difendersi dall’accusa di truffa nei confronti di sessantaquattro uomini.
Con altrettanta rapidità anche il pubblico si renderà conto di essere parte del processo, immerso per un’ora spaccata, grazie a un utilizzo intelligente e creativo dello spazio scenico, nell’universo di Ada, nella sua storia, nel suo passato che si ricollega a un presente difficile da definire, in cui la linea che divide verità e bugia si fa sottile: crolla l’oggettività della realtà, che diventa interpretazione di punti di vista distinti.
SANTA VERGINE DELLE ROSE è andato in scena al Fortezza Est (vedi tutta la stagione) sino al 25 Aprile e non è mai stato lo stesso spettacolo, per il semplice fatto che non è stato mai interpretato dalla stessa attrice. Se il 23 Aprile si è potuto godere dell’ottima performance di Camilla Tagliaferri, il 24 è toccato a Marta Bulgherini calcare il palcoscenico seguita nella serata successiva, quella del 25, dalla sua collega Irene Ciani.
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Santa Vergine delle Rose: la drammaturgia di Veronica Chirra e Sara Russolillo
Il tema del consenso è trattato da una prospettiva originale e brillante. Il rischio di scadere nel banale è sempre altissimo quando si parla di temi come questo; la forza del testo in questo caso è proprio il suo essere semplice e colloquiale, dinamico e mai ridondante.
Va da sé che per portare in scena un monologo di sessanta minuti senza cali di ritmo ci sia senz’altro bisogno di un gran lavoro registico e attoriale; è necessario altresì sottolineare l’impegno lodevole delle due autrici, che hanno utilizzato al meglio gli strumenti drammaturgici a loro disposizione per dare voce a un testo sul quale operare è una sfida di creatività e non di “sopravvivenza”. L’impronta comica è evidente e si apprezza un’annunciata ricerca nel pubblico di una risata che non sia fine a se stessa: si ride sì ma si annuisce con consapevolezza.
La domanda che sorge spontanea al termine dello spettacolo è: raccontata dal punto di vista di Ada, siamo così convinti di saper discernere ragionevolmente quali siano le giuste dinamiche sociali riguardo il consenso in un rapporto uomo-donna?
E per aggiungerne un’altra sola: se Ada fosse stata un uomo?

L’interpretazione di Camilla Tagliaferri (Collettivo Nannaloca)
Coadiuvata da un’armoniosa costruzione registica, presente e mai fuori luogo, Camilla Tagliaferri si è resa protagonista in tutti i sensi di una serata di teatro piacevole e quasi perfetta (l’avevamo già apprezzata in Cenacolo 12+1).
Sola sul palco del Fortezza Est, l’attrice ha dato prova di grande tecnica vocale ed elevata padronanza del corpo attoriale, non risultando mai “forzata” o poco credibile. Già dopo i primi minuti di spettacolo, si era immersi totalmente nel presente di Ada, con tutte le componenti del processo giuridico che prendevano vita grazie alla mimica facciale mai sporca della Tagliaferri, capace di dare una direzione ben precisa a ogni sguardo e un nome a ogni smorfia. Inutile poi sottolineare che le finalità umoristiche del testo sono state ampiamente valorizzate da tempi comici mai disattesi.
Dopo sessanta minuti pareva ancora che avesse l’energia per continuare un’altra ora ininterrottamente.

Chi è il Collettivo Nonnaloca
È un collettivo composto da diverse artiste, tra cui Camilla Tagliaferri, Irene Ciani, Marta Bulgherini e Nena Wom.
Si dedicano alla produzione teatrale, con debutti e repliche documentati a partire da inizio 2020.
Sono attivi su Instagram come @nonna_loca e su Facebook come collettivononnaloca

La scenografia portata al Fortezza EST: less is more
Una quinta fondale, due laterali a sinistra, una sedia e un microfono posti sulla sinistra del palco e ciò basta per creare tutto un mondo intorno, quando la regia sa lavorare. La presenza di luci fisse frontali e una di fondo semplificano la deduzione da parte del pubblico del contesto iniziale e lo trasformano nel mondo di Ada per tutta la durata dello spettacolo.
L’aula di tribunale si presenta dapprima vergine, per poi tingersi adeguatamente d’un colore diverso, il colore della personalità della protagonista: un rosso imponente. L’utilizzo delle musiche è sempre coerente e mai discordante con il testo e soprattutto (cosa da non tralasciare) non è mai eccessivo. Pochi momenti d’accompagnamento sonoro che non sovrastano mai il lavoro dell’attrice, che non risultano mai eccessivamente presenti.
SANTA VERGINE DELLE ROSE si presenta così, con semplicità ed eleganza, chiedendo al pubblico in platea null’altro se non una profonda riflessione interiore, dopo un giro d’orologio caratterizzato da sorrisi e risate.
Visto il 23 aprile 2025

SANTA VERGINE DELLE ROSE: CAST E DATI ARTISTICI
Un progetto del Collettivo Nonnaloca
Testo di Veronica Chirra e Sara Russolillo
Con Camilla Tagliaferri, Marta Bulgherini e Irene Ciani
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