SANTA MARIA DELLA PIETÀ. LE AGITATE @ OFF/OFF Theatre: peccati ed errori di quattro anime da manicomio

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In scena fino al 13 aprile all’OFF/OFF Theatre ‘Santa Maria della Pietà – Le Agitate’, scritto da Luisa Casasanta e diretto da Orazio Rotolo Schifone.

La vita di quattro donne viene messa a nudo, tra peccati ed errori che le hanno portate fino al manicomio, ma di colpe loro ne hanno pochissime.

OFF/OFF Theatre, un Teatro che sa affascinare

L’atmosfera è frizzante all’OFF/OFF Theatre poco prima dell’inizio dello spettacolo. È un teatro che sa affascinare con il suo particolare ingresso: luci al neon viola e azzurre e divanetti rossi in velluto dalle forme strane. E poi il bar, dove i primi arrivati sorseggiano il loro cocktail. Serata sold out, e al botteghino pochi sfortunati senza prenotazione aspettano che qualcuno all’ultimo rinunci al suo posto. Per entrare in sala si oltrepassa un’enorme tenda drappeggiata che ricorda tanto un sipario e che apre la vista sulla sala rettangolare.

Sulla scena, ad accogliere lo spettatore, delle mura grigie, bisunte, che contrastano l’idilliaca atmosfera del foyer una nicchia che sembra essere una finestra, un tavolo centrale e una panchina dello stesso colore delle mura. Due quinte centrali, sempre scenografate, permettono le uscite agli attori, e in alto, imperioso, un numero romano ‘XVII’, sempre in grigio (un numero sfortunato).

Le luci di sala si spengono, ma il pubblico tarda a capire il segnale e il suo chiacchiericcio si fonde ai sussurri incomprensibili della prima traccia musicale, poi un urlo nel vuoto. Lo spettacolo è iniziato.

SANTA MARIA DELLA PIETÀ. LE AGITATE: la trama ed I protagonisti

Apre la scena la Pina, un’anziana signora che, disegnando sulle pareti con un gessetto, si crea la sua realtà alternativa, per sopravvivere e non impazzire (per stare in tema) nel manicomio di Santa Maria della Pietà.

Al suo fianco Rossana. Era nella Resistenza e sembra aver capito come funziona lì dentro, aiutando anche tutte le altre. Seduta in disparte Anita, una nobile ragazza che non crede realmente di essere pazza (come tutte), il cui linguaggio è forbito ed elegante, ma la diagnosi clinica un po’ meno. Infine, Mara, o ‘Uccelletto’ come la chiama la Pina, perché vuole volare via, lontano, tanto che le disegna una finestra sul muro per farla scappare, prima che Mara venga sedata. La sua colpa? Aver abortito un bambino che non voleva.

A tenere l’ordine, oltre al dolcissimo infermiere Adriano, c’è Suor Maria, la Madre Superiora, severa ma anche protettiva nei confronti delle sue ragazze.

Il ritorno del Dottor Pugni (Edoardo Purgatori , un medico violento, che non ha paura di abusare del suo potere, complica la condizione delle pazienti e mette a dura prova la pazienza di suor Maria, nonché l’integrità morale di Adriano.

La Compagnia – SANTA MARIA DELLA PIETÀ. LE AGITATE

Le Agitate dell’ Off off theatre:– un giudizio sulla drammaturgia di Luisa Casasanta

L’autrice, Luisa Casasanta affronta senza paure la politica direttamente sulla pelle delle persone. Casasanta non è estranea al teatro impegnato, ed ha infatti fondato nel 2024 il collettivo femminista ‘Sante di Lana’, le cui produzioni mischiano la tradizione letteraria ai temi sociali contemporanei. Questo Credo è visibilissimo nello spettacolo, dove le controversie attuali trattate sono moltissime. L’accusa di follia usata come strumento di controllo, il ruolo della donna nella società, l’abuso di potere, lo scontro tra fede e scienza, sono i temi esplicitamente snocciolati nel corso dell’opera.

La drammaturgia convince e si sposa magnificamente con la regia, nella quale si legge la preparazione e l’esperienza di Schifone (impegnato nell’organizzazione dell’OFF/OFF Theatre).

Donne da rinchiudere? O vittime del patriarcato?

Le protagoniste sono vittime di un sistema patriarcale, un tema che ci sta molto a cuore, soprattutto visti i recenti fatti di cronaca. Le loro ‘colpe’ sono di amare un’altra donna, di voler fare l’amore, di non volere un figlio o semplicemente di dire ‘no’ ad un matrimonio consumato. Nessuna di loro si sente ‘matta’, perché di fatto nessuna lo è. Eppure, le loro vite sembrano sparire, relegate in un edificio dimenticato anche da Dio: sono anime che si confondono nei muri della loro stessa prigione. Tutte le pazienti indossano, infatti, un camice grigio, come le pareti. Spiccano al contrario i rappresentanti dei due massimi sistemi, Suor Maria – la fede – e il dottor Pugni – la scienza.

Evocativo è infatti il nome del dottore, un uomo dal pugno forte, che sovrasta e divora chi invece dovrebbe proteggere e curare.

Viene soprannominato ‘l’elettricista di Monte Mario’ perchè una delle sue cure preferite è l’elettroshock. Interessante la scelta di restituire questa tortura: nella nicchia di sinistra lo spettatore vede solo delle luci strobo e sente delle urla strazianti – è solo l’ennesima malcapitata che ha osato pronunciare un ‘no’.

Luisa Casasanta in SANTA MARIA DELLA PIETÀ. LE AGITATE

LE AGITATE: caratteri forti, eppure così fragili

Tutti i personaggi di SANTA MARIA DELLA PIETÀ. LE AGITATE sono ben costruiti, ognuno con una storia da raccontare, delle paure da nascondere e dei sogni che sembrano sempre più irraggiungibili. Diversissimi tra di loro, per posizione sociale, per carattere e anche per provenienza: è quasi comico lo scambio di battute tra Rossana, bresciana d’origine, e Mara, dal marcato accento romano, che sembrano parlare un’altra lingua rispetto alla colta Anita, quasi fosse una traslitterazione dei classici shakespeariani, dove gli innamorati masticano la poesia e i personaggi comici un becero inglese colloquiale.

I personaggi hanno tra loro conversazioni molto articolate, a volte però (non sempre) i monologhi rischiano di essere troppo lunghi e restituiti con un linguaggio matematicamente perfetto; l’impressione è che il pubblico venga imboccato sulla tematica. Insomma, la risposta è suggerita con troppa facilità, e arriva prima ancora che la domanda venga posta.

La tenerezza delle protagoniste di SANTA MARIA DELLA PIETÀ

La drammaturgia raggiunge picchi di tenerezza altissimi nei confronti di queste donne, che in fondo ci stanno simpatiche e che quasi vorremmo come amiche.

Quando Mara e Rossana si raccontano la loro vita ridono istericamente, ridono di loro stesse, ma forse più della condizione paradossale nella quale sono costrette a vivere, impotenti contro un sistema troppo ben radicato.

La Pina, per esempio, minaccia con un dito a pistola il dottore e gli spara un colpo dritto nel petto; nella più completa follia, noi crediamo alla Pina.

E così queste coraggiose combattenti modificano la realtà, in un disperato e dolcissimo tentativo di resistenza. In quella gabbia, il ‘XVII’ diventa il ‘PERVII’, perché il numero diciassette implica che ci sia un sedici, e un quindici e chissà quante altre strutture sfortunate, come la loro.

Le interpretazioni

Tutti gli attori si difendono ottimamente e sono in grado di restituire dei personaggi veri e completi. Una nota di merito particolare va a Laura Mazzi: nei panni di Suor Maria, nonostante il personaggio austero, riesce a far emergere una fragilità disarmante, con dei cambi ritmici ed emotivi tecnicamente impeccabili e al tempo stesso commoventi.

L’unico spazio scenico, grazie all’uso sapiente delle luci, con cambi di colore e fari, si trasforma in più luoghi, diventando l’ufficio del dottor Pugni, la stanza di Suor Maria e la cella delle pazienti, una scelta molto intelligente per non perdere l’attenzione del pubblico tra una scena e l’altra.

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Edoardo Purgatori e Laura Mazzi in SANTA MARIA DELLA PIETÀ. LE AGITATE

SANTA MARIA DELLA PIETÀ: dove comincia il libero arbitrio

Ed eccoci al tema filosofico più dibattuto di tutti i tempi. Fino a dove si spinge il nostro potere decisionale? Quanto siamo artefici delle nostre azioni e quanto invece siamo obbligati nelle nostre scelte?

Si sa che il libero arbitrio ci distingue dalle bestie – parola, non a caso, usatissima in questo spettacolo per rivolgersi alle pazienti.

Queste donne sembrano non avere alcun diritto sulle loro stesse vite, “A me non me l’hanno chiesto, a me non me l’ha mai chiesto nessuno” dice Mara in romanaccio.

Ma anche Suor Maria, l’infermiere Adriano e lo stesso Dottor Pugni, che di fatto hanno potere decisionale, sembrano fagocitati da una macchina che continua incessante a girare. E così ognuno rimane incastrato nel suo ruolo, nei suoi doveri, nelle sue non-scelte.

 L’unico modo per salvarsi è andare via, andare lontano, a Gorizia forse, dove gli psichiatri fanno corsi di pittura al posto dell’elettroshock.

E noi, nella nostra vita di tutti i giorni, quanto siamo diversi da queste matte prigioniere?

SANTA MARIA DELLA PIETÀ – cast e dati artistici

Le Agitate

drammaturgia Luisa Casasanta

con

Masaria Colucci – La Pina; Luisa Casasanta – Mara;

Aura Ghezzi – Anita; Laura Mazzi – Suor Maria;

Edoardo Purgatori – Dr. Pugni; Mattia Teruzzi – Adriano;

Elena Vanni – Rossana

ideazione e regia

Orazio Rotolo Schifone

scene Umberto Fiore e Gloria Mancuso – light design Umberto Fiore

musiche originali Giulio Casa – costumi Nora Viti

aiutoregia Rebecca Righetti

responsabile scene Jean Paul Ame – assistente costumi Riccardo Marcatili

foto locandina Giovanna Onofri

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