Tappa toscana di Carrozzeria Orfeo al Teatro Puccini di Firenze e al Politeama Pratese per l’ultima produzione SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA drammaturgia di Gabriele Di Luca, regista insieme a Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi. La tournée prosegue al Teatro Vascello di Roma. La compagnia con il suo consueto stile dissacrante stavolta ci porta in orbita da cui scatta una agghiacciante fotografia delle contraddizioni del presente popolato da un’umanità votata solo all’individualismo e destinata all’autodistruzione. Dopo i numerosi successi che hanno affermato Carrozzeria Orfeo nel panorama del teatro contemporaneo, orgogliosamente definito pop, come l’ultimo MIRACOLI METROPOLITANI (nella scorsa stagione al Puccini e al Politeama), questa feroce satira, senza più speranza, intravede l’unica via di fuga in novelli Adamo ed Eva su una spaziale Arca di Noè.
Visione a cura di Martina Corsi e Alice Capozza
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SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA: “La verità vi renderà liberi ma vi farà anche incazzare”

Divanetti, poltrone verdi, sauna e palestra: la nostra rappresentazione sembra portarci in un qualsiasi centro benessere di lusso, con la differenza che da una finestra esagonale sullo sfondo scorgiamo il pianeta Terra in lontananza. Un centro di riabilitazione da dipendenze di lusso su un satellite nello spazio. I ricchi pazienti devono superare i propri blocchi emotivi attraverso la cura dell’orto, l’attività fisica, la convivenza e le confidenze con il coach, che cerca di vincere le loro ritrosie. I personaggi si mettono a nudo, buttando giù la maschera e spogliandosi degli stereotipi da loro stessi creati. Così i fantasmi del passato di ognuno vengono fuori in maniera più o meno prorompente, mentre la Terra, lontano da loro è a rischio di una guerra nucleare. Eppure, anche quando tutto sembra andare perduto, la speranza continua a bussare timidamente alle porte dell’esistenza umana.
SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA: la dipendenza tra i grovigli della vita

Carrozzeria Orfeo porta in scena un’affascinante, e allo stesso tempo orribile fauna di personaggi, analfabeti emotivi, degni de I Mostri di Dino Risi o i ricchi di Natale a Cortina dei Vanzina, le cui intricate storie come la tela di un ragno si intrecciano per contribuire inevitabilmente alla fine del mondo. La prima è Jasmine (Alice Giroldini), unica donna e anche narratrice della storia. E’ una femminista tradita dalle femministe, che è diventata famosa per una canzone meteora hit radiofonica, e poi insultata sui social, ha tentato il suicidio dopo la rottura col suo manager. Molto scontrosa nei confronti degli uomini, la sua aggressività lascerà spazio ad una tenerezza imprevista. Abbiamo poi il duo Omar (Sergio Romano) e Patrizio (Roberto Serpi), che non possono apparirci più diversi: il primo è un manager rampante, in stile milanese imbruttito, cinico, razzista, affarista sempre attaccato al telefono e preoccupato per le sue aziende di farine proteiche in Vietnam, e poi l’altro dalla professione imprecisata, gran credulone e sempre alla ricerca di improbabili esperienze mistiche. Agli antipodi ed in crisi, ritroveranno una grande complicità, riuscendo a liberarsi dalle loro verità scomode. William (Ivan Zerbinati) mette sul mercato fake news, anche se odia questo termine, che sono in grado di influenzare le persone e mettere in crisi gli equilibri mondiali con un click (anche lontano dalla Terra): ammiccante, piacione e dalla scorza volutamente antipatica; nel suo attaccamento al successo e al denaro ricorda lo stereotipo del padre banchiere di Mary Poppins (da cui anche la citazione dei due penny da investire). Sempre al suo fianco il fedele servitore Nat (Sebastiano Bronzato), dal Bangladesh, con una protesi a un braccio, appassionato dei prodotti televisivi occidentali come Game of Thrones e Harry Potter (da cui numerose citazioni pop: “due punti in meno a Serpeverde“): è l’unico che conserva uno sguardo più puro, l’unico con cui il pubblico può empatizzare; ex pastore di maiali, ama animali, che osserva sulla Terra con una vena di nostalgia; col telescopio segue due pinguini innamorati e realizza su di loro divertenti video su TikTok. Un personaggio buono e genuino, ma anche capace di regalare sul finale colpi di scena inattesi. Infine il filo conduttore, il coach Max (Massimiliano Setti) instancabile motivatore, sempre fastidiosamente ottimista, con abbaglianti occhiali gialli, pantaloncini e colori sgargianti, un po’ psicologo, un po’ guru che inaspettatamente riuscirà nel suo intento di far aprire i protagonisti: “chi resta nella propria testa è morto”.
SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA: “Tutto sta andando a puttane”

La scena è ricca di dettagli: ai lati troviamo due cabine, sauna e palestra con cyclette che all’occorrenza si accendo con una luce rossa (come accadeva nella serra di THANKS FOR VASELLINA), in primo piano divanetti e alle spalle la serra-orto. Suggestivo l’involucro della navicella spaziale, dalle forme geometriche e regolari, con la finestra esagonale da dove si vede la Terra in lontananza, quel pianeta azzurro da salvare prima dell’alba. Carrozzeria Orfeo ci porta in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, abitato da personaggi che, pur sembrando distanti, sono lo specchio di tutti noi. Che siano i disperati reietti in un campo nomade di COUS COUS KLAN o i ricchi borghesi nella spa spaziale, i personaggi di Carrozzeria Orfeo non fanno sconti e quelli chiusi oltre il vetro siamo noi sul punto di essere spazzati via da una reazione a catena: dal cambiamento climatico, dai nostri stili di vita riprensibili, da una vita in cui dipendiamo da cose e oggetti necessari, dal nostro status quo di ricchi bianchi capitalisti. Carrozzeria da una particella lontana, sfocata, ci permette di centrare in pieno le nostre mancanze, i nostri punti deboli e le dipendenze odierne.
Lo stile di SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA
Lo stile di SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA è simile ai lavori precedenti, che fin dalla prima produzione a cui abbiamo assistito Thanks for Vaselina (da cui è nata anche una versione cinematografica) Animali da bar, Cous Cous Klan e Miracoli Metropolitani, ha reso riconoscibile e unica la drammaturgia della compagnia. Carrozzeria Orfeo mette insieme sketch spietatamente graffianti e battute politically incorrect e amaramente sagaci che fanno ridere il pubblico, personaggi complessi, a tratti contorti, dall’umanità viva, con storie meno inverosimili del previsto e di sottofondo le vicende attuali e drammatiche della Terra, legate alla guerra, all’ambiente e ad un mondo troppo schiavo delle regole capitalistiche che vanno a scapito della sua stessa sopravvivenza. Il pubblico anche se ride, ha il tempo di fermarsi e riflettere e, tra una battuta e l’altra, sospirare. Di Luca stavolta si avvale della consulenza filosofica di Tlon, di cui scorgiamo la profondità nell’invettiva finale di Nat, ricca di citazioni, dal famoso Effetto farfalla del fisico Edward Lorents, alla dimensione spirituale dell’isola de La Tempesta di Shakespeare, fino ai riferimenti biblici ad Adamo ed Eva e al bisogno di rifondare l’umanità, ormai unica flebile speranza dopo una nuova Apocalisse.
Visto il 28 marzo al Teatro Puccini di Firenze, il 6 aprile al Politeama Pratese
SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
con Sebastiano Bronzato, Alice Giroldini, Sergio Romano, Roberto Serpi, Massimiliano Setti, Ivan Zerbinati
Produzione Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
in collaborazione con Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale


