Nella suggestiva cornice offerta dal Cortile delle Carrozze, all’interno del Palazzo Reale di Napoli, il 17 Giugno 2026 è andato in scena “INTESTAME’ ”, brillante monologo eseguito da Carlo Ragone sotto la direzione di Loredana Scaramella per il Campania Teatro Festival.
I due hanno già collaborato in passato: ad esempio, in PLAYING SHAKESPEARE a Roma che abbiamo recensito.
La scenografia non serve, basterà la presenza dell’attore classe ’67 e del quartetto orchestrale William Kemp, con Daniele De Seta (chitarra), Adriano Dragotta (violino), Stefano Marzolla (contrabasso) e Alessandro Luccioli (percussioni), a farci entrare nel mondo di Ferdinando e nel ricordo vivo della vita di suo padre, Matteo, in occasione della sua morte e di un lascito testamentario alquanto singolare.
“A mio figlio Ferdinando ci lascio tutto. Tutto quello che non ho fatto”. Da questa frase in poi la sala si incendierà dei colori della vita di Matteo, raccontata dal figlio, tramite danze e canti che riesumano la Napoli del dopoguerra, quella della fame, del lavoro che c’è per modo di dire, del “sogno americano” che, effettivamente, fu solo sogno.
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INTESTAME’: la regia di Loredana Scaramella e l’armonia delle luci
La parola chiave è “Armonia”. Lo spazio sul palcoscenico è occupato in modo semplice, efficace ed elegante: l’orchestra posizionata sulla destra che, oltre ad accompagnare lo spettacolo con scelte sonore mai fuori luogo e sempre coerenti con lo sviluppo del testo, diventa un personaggio aggiuntivo. La cosa che salta all’occhio è proprio questa: Ragone e il quartetto non sono divisi in ruoli (attore e orchestra) ma sono tutti interpreti alla pari della stessa vicenda.
Particolare attenzione da porre anche e soprattutto nei confronti delle luci. Umile Vainieri (che le ha disegnate) ci ricorda in questo caso come i cambi d’illuminazione facciano la metà del lavoro per la buona resa o meno di una rappresentazione. I toni alternati in modo intelligente e coerente, cambi mai fastidiosi e sempre in linea con lo sviluppo drammaturgico.
Forse l’unico elemento da rivedere riguarda la durata: l’opera presenta uno schema narrativo ben preciso e, volendo fare una critica costruttiva, a tratti monotono. Dopo tre quarti d’ora lo schema non cambia: è un susseguirsi di canzoni e balletti che si amalgamano al monologo dell’attore. Ridurre la durata, tagliando scene pleonastiche, aumenterebbe magari l’attenzione dello spettatore e renderebbe lo spettacolo meno prevedibile.

Carlo Ragone divora il palco del Campania Teatro Festival
Nella serata del 17 Giugno, Carlo Ragone ha deciso non di recitare, bensì di divorare il palco e la platea del Palazzo Reale.
Si è reso grande interprete di un testo intelligente e che scade mai nel banale, rappresentandolo nel modo migliore al pubblico partenopeo, che ha avuto poi occasione di esprimere il suo gradimento nei fragorosi applausi finali.
Ragone possiede un’energia travolgente: per un’ora e venti la sua intensità non si abbassa mai ed è tutto così naturale, ben studiato, da far sembrare la sua prestazione quasi la norma.
Grande è la prova fisica e l’utilizzo del corpo merita un’attenzione particolare: con Ragone ogni personaggio interno al testo che viene raccontato dal fu Matteo prende vita dinanzi agli occhi del pubblico. La sua mimica e il suo controllo vocale consentono non di immaginare ma di visionare ogni singola vicenda in tempo reale e in un modo così nitido che ogni tanto bisogna ricordarsi che sul palco è presente un solo attore.
INTESTAME’ – cast e dati artistici
Di: Carlo Ragone & Loredana Scaramella
Musica: Stefano Fresi, eseguite dal vivo dal Quartetto William Kemp (Daniele De Seta, Adriano Dragotta, Stefano Marzolla, Alessandro Luccioli)
Costumi: Marco Calandra
Disegno Luci: Umile Vainieri
Fonica: Daniele Patriarca
Regia: Loredana Scaramella
Produzione: POLITEAMA SRL



