Luminator Bernocchi @ Napoli Teatro Festival: storia non cronologica di una coppia qualsiasi.

Gustoso spettacolo messo in scena il 24 luglio da una giovane produzione, che va molto oltre le aspettative, e trova il modo di raccontare in un modo originale ed efficace una storia che di per sé poteva essere banale e invece ritrova capacità di commuovere e far sorridere, con un pizzico di mistero che fa bene all’attenzione.

Giardino Romantico per Luminator Bernocchi

Peccato che non c’è la luna su questo sfondo di Castel Nuovo che stasera è davvero una meraviglia, e che rende lo spazio del Giardino Romantico del Palazzo Reale davvero unico e suggestivo, perfetto per eventi artistici e sociali, e lo sarà ancora di più quando l’ombra del Covid avrà gentilmente abbandonato la scena. Almeno si può dire che le norme di sicurezza favoriscono la confortevolezza della fruizione per chi non amava gli assembramenti nemmeno prima, e se solo le sedute fossero più comode mi sentirei nel mio piccolo paradiso: l’attesa dell’inizio di uno spettacolo nella quiete e nella magia di un luogo incantevole.

Non può però non dispiacermi per tutti coloro che, a causa dei pochi posti a disposizione, non vedranno (almeno per ora) questo spettacolo, che si rivela interessante fin dai primi minuti. Anzi direi fin dalla scenografia della scena ancora vuota, in cui spiccano oggetti più o meno strani (c’è una racchetta da tennis, un cuscino, … ma anche un test di gravidanza lungo un metro) tutti intorno alla supposta protagonista almeno concettuale dello spettacolo: la lampada Luminator Bernocchi, o almeno una sua “interpretazione”.

Luminator Bernocchi, gli oggetti sono concetti e sono protagonisti

I due attori, X (Marco Montecatino) e Y (Cecilia Lupoli), vestiti come fossero pedine di un gioco da tavola (metà blu uno e metà rossa l’altra), quindi un po’ come altri oggetti di scena, si muoveranno sul palco descrivendo piccoli spazi distinti che non lasciano ambiguità alle diverse ambientazioni funzionali al racconto, benché restino sempre solo “intuiti”. In questo sono supportati dalle luci e dalla colonna sonora, ovviamente, ma è chiaro che il grosso del lavoro è fatto dalla coreografia e dai dettagli di costume, che ringrazio sentitamente per non avermi mai fatto sentire “confusa” come avrei potuto temere all’inizio.

Luminator Bernocchi, un’ora di spettacolo senza sentirla

Della storia dico che lo spettatore deve ricostruirla durante lo spettacolo: ogni scena è un capitolo di libro, ben distinto e sottolineato, ma non sono in ordine cronologico per – come dice X – aggiungere un messaggio al testo, visto che il futuro è caos e allora i lettori non devono aspettarsi ordine. Inizialmente bisogna appuntarsi i numeri dei capitoli mentalmente ma poi devo dire che la cronologia emerge chiaramente senza necessità di calcoli e quindi posso dare il mio 8 abbondante alla scrittura che scivola senza alcuna fatica dall’inizio alla fine, coinvolgendo lo spettatore non stressato affatto dal percorso originale del racconto, anzi, facendogli chiedere al termine dell’ora il classico pic-indoloriano “già fatto?”.

Luminator Bernocchi: risate e tenerezza al Napoli Teatro Festival

X e Y sono poi spassosissimi, X soprattutto, nelle sue oscillazioni tra presunzione e insicurezze, sostenuto dalla recitazione di Marco Montecatino davvero fluida e talmente convincente da far notare una leggera minore efficacia della Lupoli, comunque molto pulita e calata nella parte. Ho avuto momenti di sentite risate, tra cui la scena della vacanza in Honduras, e momenti di tenerissima commozione, come quando, seduti a terra e in pena per il figlio, i due riempiono una bacheca giocattolo silenziosamente. Ma voglio anche dire che colpisce la dolcezza e l’ironia con cui raccontano la scoperta di diventare genitori, tra le più realistiche che io abbia visto rappresentate.

Giovane racconto di una storia di giovani

Complessivamente è però la storia semplice di due giovani che si sono sposati giovanissimi e che non hanno poi avuto molta consapevolezza di ciò che la vita gli ha dato e tolto, la storia di tanti, una tenera riflessione sulla maturità che comunque poi arriva e svela come stanno le cose, uno sguardo comprensivo e non ancora del tutto smaliziato su due ragazzi che fanno del loro meglio per funzionare come possono, e che vorrebbero che ciò che gli sembra bello durasse per sempre.

Sottolinea il carattere giovane di tutta l’operazione la riunione dell’intera compagnia sotto il palco al momento dei sonori e meritatissimi applausi che effettivamente spettavano ad ognuno di loro. E a tutti loro va la mia modestissima approvazione, in attesa che lo spettacolo sia riproposto e che altri possano goderne.

LUMINATOR BERNOCCHI

TESTO E REGIA ALBERTO MELE, MARCO MONTECATINO
CON CECILIA LUPOLI, MARCO MONTECATINO
COSTUMI ELENA SORIA
MUSICHE ORIGINALI GINO GIOVANNELLI
SCENE ANGELO NAVARRO
DISEGNO LUCI TOMMASO VITIELLO
ASSISTENTE ALLA REGIA RENATO BISOGNI
PROGETTO GRAFICO E FOTO DI SCENA ANTONELLA MAFFETTONE
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE L’ISOLA DI TED
PRODUZIONE ESECUTIVA MESTIERI DEL PALCO

PALAZZO REALE – GIARDINO ROMANTICO
24 LUGLIO ORE 21.00
DURATA 1H
PRIMA ASSOLUTA

 

 

 

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