La giovane compagnia Nuovo Teatro Tempesta presenta al piccolo Teatro Ponte a Ema l’ultimo lavoro QUESTA NOSTRA GIOVINEZZA, tratto dal testo del premio Oscar Kenneth Lonergan: poche ore delle vite alla deriva di tre giovani newyorkesi degli anni ottanta, Warren, Dennis e Jessica, diventano paradigma di una generazione alla ricerca di modelli perduti. Marco Bartolini dirige un cast affiatato, assicurando alle interpretazioni, talvolta sopra le righe di Virginia Bellini, Andrea Fantini e Mattia Scibetta, equilibrio e credibilità.
Contenuti
QUESTA NOSTRA GIOVINEZZA: cosa cerca Nuovo Teatro Tempesta

Nuovo Teatro Tempesta, compagnia teatrale indipendente nata a Firenze nel 2023, sembra essere animata dall’urgenza di costruire, anche fisicamente, un proprio modo di fare teatro. Sul palco del piccolo e accogliente Teatro Ponte a Ema l’artigianale scenografia realizzata grazie alla raccolta attorno ai mercatini delle pulci e al passaparola, è l’interno di un piccolo appartamento a New York, durante la presidenza di Reagan, una tana, un rifugio di un giovane Anni ’80: uno skateboard, dei trofei, un letto singolo regolabile, lattine e buste di un servizio di consegna a domicilio, assumono quasi l’aspetto di feticci di un’eterna adolescenza. Ma dove altro rifugiarsi in assenza di modelli? Cosa fare se quello offerto dai genitori appare come la clamorosa rinuncia a tutto ciò che a loro volta da ragazzi si erano promessi? Se i figli non sono in grado di costruire con le proprie mani un nuovo progetto di vita, la strada da prendere resta un grande interrogativo. Queste le domande che Nuovo Teatro Tempesta decide di affrontare attraverso la sceneggiatura del regista Kenneth Lonergan, noto ai più in quanto vincitore nel 2017 di un Oscar alla migliore sceneggiatura originale per il film Manchester by the sea.
QUESTA NOSTRA GIOVINEZZA: Psycho Killer, pericolo alta tensione

I can’t seem to face up to the facts
I’m tense and nervous, and I can’t relax
I can’t sleep ‘cause my bed’s on fire
Don’t touch me, I’m a real live wire (Talking Heads, Psycho Killer)
La vicenda portata sulla scena con la regia di Marco Bartolini è quella che si svolge in poco più di un giorno nelle vite di Warren (Mattia Scibetta), Dennis (Andrea Fantini) e Jessica (Virginia Bellini). Il primo, cacciato di casa, bussa alla porta di Dennis, il suo spacciatore, con una borsa piena di soldi rubati al padre. Dennis delinea il brillante piano di usare quel denaro per comprare droga da rivendere a un prezzo più alto. Tutto ciò che potrebbe andare storto non funzionerà, ma ciò che cattura l’attenzione dello spettatore non è l’esito del piano, ma lo stato d’animo che domina le vite dei tre protagonisti e che li rende come Psycho Killer dei Talking Heads, di cui varie versioni accompagnano tutto lo spettacolo. I tre ragazzi tra insofferenza e frustrazione non sanno che fare della propria informe e stropicciata vita, motivati dal bisogno profondo di tracciare una propria rotta, differente da quella dei genitori, che hanno rinunciato alla rivoluzione per divenire benestanti membri dell’Upper West Side newyorkese. Si spingono allora al limite, nel tentativo di trovare una propria verità da non rinnegare in seguito, ma con un alto prezzo da pagare.
QUESTA NOSTRA GIOVINEZZA: un barlume di speranza

In assenza di risposte i tre ragazzi cercano, più o meno volontariamente, nelle relazioni un po’ di comprensione che dia loro sollievo, ma ogni tentativo finisce per confermare che in fondo non è possibile salvarsi. Warren fragile e insicuro, è spinto da un bisogno di vicinanza, più che dal voler trovare soluzioni concrete, verso Dennis. Quest’ultimo stravaccato in pantaloncini e camicia hawaiana aperta sul petto, ostenta indifferenza e sicurezza, ma è a sua volta un negletto. A parte qualche barlume di sincerità, i due ragazzi fanno di tutto per nascondere l’amicizia tutto sommato profonda e solidale che li lega. Anche nella sfera amorosa si compie lo stesso cortocircuito: l’incontro tra Warren e Jessica, la bella e interessante, sembra autentico, ma sfuma tutto in una notte. Quella scintilla di speranza che sembra accendersi nel contatto umano svanisce nel ripiegamento su sé stessi dei protagonisti.
QUESTA NOSTRA GIOVINEZZA: Heroes, la fine dell’illusione

We’re nothing, and nothing will help us
Maybe we’re lying, then you better not stay
But we could be safer, just for one day (David Bowie, Heroes)
Heroes, Just for one day: il poster della celeberrima canzone di Bowie appeso alla parete dell’appartamento funge come una sorta di affascinante quanto angoscioso memento. Come infatti il brano meraviglioso e feroce presagisce, l’illusione di poter essere eroi, di potersi distinguere da tutti gli altri, anche grazie alla presenza di un affetto autentico con cui condividere la strada, non può durare che un giorno. Nuovo Teatro Tempesta ci esorta a guardare con occhio empatico e non giudicante, magari persino a riconoscersi nei giovani esseri umani al centro della storia, del tutto privi di punti cardinali e animati da un bisogno di vita e di evasione dagli schemi direttamente proporzionale al terrore di ritrovarsi emarginati e alla deriva. La notizia della morte improvvisa per overdose di uno di loro arriva infatti come un’epifania di come la corda tirata fino al suo limite possa spezzarsi. A Warren non resta che dire Mi sa che andrò a casa.
QUESTA NOSTRA GIOVINEZZA: l’equilibrio dell’insieme

I tre ragazzi protagonisti di QUESTA NOSTRA GIOVINEZZA sono personaggi molto complessi, ricchi di sfaccettature e zone d’ombra. Virginia Bellini, Andrea Fantini e Mattia Scibetta danno loro corpo con trasporto e con una fisicità sopra le righe, senza però arrivare mai all’eccesso. Lo slang utilizzato nel testo di Lonergan contribuisce sicuramente a rendere i personaggi piuttosto eccentrici, ma i tre giovani attori sono abili nell’attribuire a ognuno di caratteristiche e movenze proprie, rendendoli realistici. Virginia Bellini conferisce a Jessica una convincente mescolanza di radiosa energia e fragilità. Andrea Fantini spinge il suo Dennis al limite del caricaturale, dando prova di quella grande presenza scenica che il suo personaggio istrionico richiede. Mattia Scibetta lavora invece sul più timido e impacciato Warren per sottrazione, dando al personaggio credibilità. La regia di Marco Bartolini riesce a tenere insieme con equilibrio le interpretazioni dei tre attori, sfruttando con efficacia l’energia e la tematica affine della musica (anche solo evocata tramite un poster) per dare ritmo e continuità tra le varie scene. Nuovo Teatro Tempesta è una giovane compagnia che certo presenta margine di crescita, ma dimostra pienamente di saper affondare le mani in una storia per restituirla al pubblico con passione.
Visto il 14 dicembre 2024 al Teatro Ponte a Ema (FI)
QUESTA NOSTRA GIOVINEZZA
con Virginia Bellini, Andrea Fantini, Mattia Scibetta
regia Marco Bartolini
produzione Virginia Bellini, Alessandro Cecchi
assistente alla regia Andrea Corti
costumi Asha Komarovskaia
audio Matteo Mazza


