Due sorelle (Silvia Napoletano e Francesca Santamaria Amato) legate da un rapporto a tratti conflittuale si trovano a dover affrontare l’improvvisa malattia del padre, anziano ex aviatore affetto da una progressiva demenza senile.
Questo è l’incipit di QUALCOSA NEL CIELO, scritto da Luca D’Arrigo, diretto da Arianna Sorci e presentato al Festival InDivenire l’8 Maggio 2026 in forma di studio. Ecco che cosa ne pensiamo!

L’articolo è stato prodotto nell’ambito del Laboratorio di Visione di Teatro realizzato da Gufetto.
Il laboratorio mira a formare giovani e non giovani critici di teatro Teatro, Arte, Libri e Cinema da coinvolgere nel nostro percorso di formazione come redattore editoriale/critico ed esperto nella scrittura per il web!
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Contenuti
Qualcosa nel cielo (Festival Indivenire): la drammaturgia e la regia dello studio di B.E.A.T. Teatro
L’idea che emerge dalla messinscena della compagnia B.E.A.T. Teatro è quella di esercitare un tentativo di denuncia nei confronti di quanto accadde prima, durante e dopo il mondiale in Qatar nel 2022, usufruendo della storia familiare di Silvia e Giulia, alle prese con la malattia del padre.
Lo studio ha del potenziale ma necessita di ulteriori approfondimenti. Il testo di Luca D’Arrigo non ha particolari criticità, se non che la storia in sé appaia alquanto inverosimile e sotto molti aspetti “forzata”, ma questa potrebbe benissimo essere una volontà dell’autore.
C’è anche da dire che il tema principale dell’opera non viene toccato all’interno del corto, se non lievemente nel finale, quando Silvia Napoletano porge gli occhi al cielo e vede volare un aereo che trascina uno striscione con sopra inciso “QATAR ASASINO” (scritto letteralmente così, ndr).
La regia di Arianna Sorci risulta a tratti statica e a tratti confusionale: la scelta di dividere lo svolgimento dello spettacolo in più episodi è legittima, quella di farlo sempre con gli stessi cambi di luce però non conquista.
In special modo, durante il buio di passaggio da una scena all’altra, la presenza di una luce soffusa sul violetto se da una parte agevola le attrici impegnate nel cambio della scenografia dall’altra ricorda assiduamente allo spettatore che sta assistendo a una rappresentazione. In questo modo si perde l’attenzione su Silvia e Giulia, per ricordare che esse sono in realtà la Napoletano e la Santamaria Amato.
Poco chiaro è anche l’utilizzo di un microfono di scena, sempre presente e posto sulla sinistra del palco in direzione del proscenio, adoperato dalle due attrici per un paio di volte in tutta la rappresentazione.
L’interpretazione di Silvia Napoletano e Francesca Santamaria Amato
Le due attrici hanno entrambe una buona tecnica vocale: da in fondo alla platea non è mai stato difficile decodificare il testo, anche in seguito a importanti partiture fisiche che avrebbero potuto mettere in difficoltà la lucidità di entrambe.
D’altra parte sarebbero da rivedere i tempi comici e l’interpretazione in generale: per tutta la durata dello studio (con pochissime eccezioni) le battute delle due attrici sono risultate estremamente didascaliche, poco naturali.
L’impressione è che non ci sia mai stato un vero e proprio “crescendo”, colpa della presenza di un ritmo attoriale basso e monotono.
La drammaturgia offre una chiara descrizione del carattere di Silvia e Giulia, ma l’interpretazione della Napoletano e della Santamaria Amato non riesce a comunicare sfumature aggiuntive.
Chi e’ B.E.A.T. Teatro?
Acronimo di “Battiti – Esperimenti – Anime – Testi”, B.E.A.T. Teatro è una realtà artistica nata nel 2015, da un’idea di Gennaro Maresca e Fabio Casano. Il loro intento è quello di indagare, attraverso il teatro, il lato sensibile di ogni uomo e di esprimerlo attraverso la ricerca di un linguaggio originale. Arianna Sorci è parte attiva del progetto come regista.
Gufetto ha recensito B.E.A.T. Teatro LA VACCA nell’ambito della Manifestazione “IL RESPIRO DEL PUBBLICO 23” presso Cantiere Obraz – leggi la recensione di Alice Capozza e scopri tutte le recensioni realizzate dagli studenti del Progetto a La vacca.
QUALCOSA NEL CIELO: cast e dati artistici
Drammaturgia: Luca D’Arrigo
Regia: Arianna Sorci
Con: Silvia Napoletano e Francesca Santamaria Amato
Che cos’è il Festival Indivenire? – tutte le recensioni di Gufetto
Il Festival organizzato ideato da Alessandro Longobardi con la direzione artistica di Giampiero Cicciò presenta ogni sera 1 o 2 studi di massimo 30 minuti presentati da alcune compagnie e collettivi teatrali scelti attraverso un bando.
Ogni sera fino al 7 maggio il pubblico può votare lo studio più promettente e soprattutto, dibattere con la Compagnia a fine spettacolo per comprendere il significato della messa in scena e le scelte stilistiche.
Il Festival viene recensito da tutti i redattori di Gufetto nell’ambito del progetto di formazione interna alla visione e alla scrittura critica col supporto dei Redattori-Gufetti senior.
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Festival Indivenire – Gufetto Press
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