PRIMAVERA DEI TEATRI 2026 – MAIALI ROSA VOLANTI: Giulia Carrara e il prezzo del successo

Il secondo giorno a Primavera dei Teatri ci ha regalato tre spettacoli di teatro, suggestivi e potenti.
Al Teatro Sybaris di Castrovillari troviamo Rossella Pugliese con il toccante PAPÀVERI SEMPRE IN PIEDI che ci strappa più di una lacrima.
Ridiamo invece al Teatro Vittoria con Giulia Carrara e la sua Giulia di Ladispoli, fantasiosa e spassosa in MAIALI ROSA VOLANTI, infine UNTITLED#22 di Daniela Vitale ci riporta le suggestioni della controversa fotografa americana Francesca Woodman con una scenografia molto suggestiva che riempie il Teatro San Girolamo.

Ecco le nostre impressioni

Di cosa parla MAIALI ROSA VOLANTI di Giulia Carrara (ADEXO APS)

Giulia Carrara, diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica Cassiopea, porta in scena uno spettacolo leggero e intelligente, a tratti spassoso,  prodotto dalla ADEXO APS associazione nata nel 2011 riconosciuta come Ente di Produzione e Distribuzione Teatrale dalla Regione Calabria.

La supervisione di Andrea Cosentino ci fa entrare nella cameretta di Giulia, ragazza di Ladispoli, amante dei maialini rosa che ambisce ad avere successo anche se non sa cantare (lo capiamo dai primi momenti) e si spaccia per 22enne pur avendone di più, perché “a 32 anni non è l’età giusta per farcela”.

Giulia sogna comunque di diventare una cantante e duettare con Roger Waters dei Pink Floyd ed andare nel Regno Unito: i maialini rosa sono infatti un chiaro riferimento alla storica copertina di Animals del gruppo e l’essenza di Waters si propagherà nell’aria per tutto lo spettacolo.

Giulia di Ladispoli e il senso del successo: che significa farcela?

Il palco è ingombro dei pupazzi rosa, una scelta che confina l’attrice sulla destra del palco con diverse interazioni con gli oggetti. Su questa scenografia davvero minima risulta interessante il disegno di luci, semplice ed essenziale ma suggestivo nella chiusura.

La regia della stessa Carrara è incisiva e basta a rendere fruibile lo spettacolo anche grazie alla forza attrattiva a livello scenico della Carrara, efficace per precisione gestuale ed espressività scenica, nonostante la voce volutamente monocorde e stridula. Carrara ci disegna infatti, una Giulia bambinesca, volutamente caricata nella sua infantilità, sebbene abbia le responsabilità di un’adulta e venga richiamata all’ordine da una voce fuori campo, intelligentemente distorta (la madre, presumibilmente).

La drammaturgia, davvero curiosa e incisiva si concentra sul rapporto tra sogni, successo e crescita e ruota intorno alla domanda “che significa farcela”? e  “come si fa ad avere successo?” e ancora, qual è il costo di una eventuale realizzazione che vada al di là della comune vita?

Tutte riflessioni che si accavallano precipitosamente nella testa della semplice Giulia di Ladispoli, elucubrazioni ripetute, martellanti, estenuanti quasi, fino alla conclusione – amaramente ammessa – che le rinunce e le responsabilità alle quali andrebbe incontro la spaventerebbero al punto che, forse, sarebbe meglio rinunciare in partenza, complice una certa pigrizia e incapacità malcelata. Ma il sogno non si spegne mai veramente del tutto. Non in fondo al suo cuore.

La messa in scena di MAIALI ROSA VOLANTI

La chiave di questo spettacolo semplice e diretto è la relazione del pubblico con la protagonista. Tutti solidarizziamo con la Giulia di Ladispoli, tutti ne accogliamo le illusioni, le fragilità, le semplificazioni farsesche, le ingenuità più incredibili e un po’ la compatiamo ma anche la vorremmo confortare.

Merito di Giulia Carrara che ce la fa amare fin da subito e rende il personaggio immediatamente empatico, cercando la nostra comprensione perché in fondo c’è stata una piccola Giulia di Ladispoli in ognuno di noi. Il personaggio attraversa poi una trasformazione nel costretto passaggio alla “vita adulta” con la vittoria di un concorso alle Poste (metafora della resa ad un lavoro comune), perché di soli sogni non si può certo vivere ed è necessario crescere, andare oltre quella stanza, oltre quei sogni di successo, oltre quei propositi di cambiamento impossibile.

Ma i sogni tornano sempre ed il finale con la raccolta dei peluche in una sacca ed il viaggio immaginario nell’universo irreale dei Pink Floyd ci strappa un sospiro di accondiscendenza.  

Laconica e leggendaria ci resta la sua frase “Non ce l’ho fatta, ce l’ho disfatta”! così lapidariamente scagliata da farci ridere e pensare al tempo stesso.

Lo scarto tra desiderio e realtà, tra immaginazione e quotidianità, emerge come il vero cuore della vicenda. Non una sconfitta definitiva, ma la consapevolezza che ogni sogno, per sopravvivere, deve fare i conti con il mondo reale.

E quando non ce la si fa, non si è uno fra mille, ciò che ci resta è viaggiare nei nostri sogni di successo, qualunque forma essi abbiano.

MAIALI ROSA VOLANTI – cast e dati artistici

Di e con: Giulia Carrara
Regia: Giulia Carrara
Supervisione artistica di: Andrea Cosentino
Sound design: Antonio Aprile
Light design: Antonella Bellocchio
Foto di scena: Marco Costantino
Produzione: Adexo Arti Creative

PRIMAVERA DEI TEATRI – scopri tutti gli spettacoli in scena

PRIMAVERA DEI TEATRI torna per la XXVI edizione dal 26 al 31 maggio 2026 a Castrovillari (CS), presentandosi come un luogo di “esposizione e di interrogazione” del presente.

Un’edizione scoppiettante, sotto la direzione di Dario De Luca e Saverio La Ruina che porterà in scena 35 eventi tra teatro, danza, residenze artistiche, prime e anteprime nazionali, musica, incontri, workshop e mostre creando “un campo di forze in cui le pratiche sceniche non illustrano il mondo, ma lo attraversano mentre accade”..

  • Perché Castrovillari rappresenta una meta da frequentare e cosa vedremo in questa edizione?
    Alcuni appunti da chi l’anno scorso ha visto la scorsa edizione con occhi sgranati e col cuore in mano.

Scopri tutte le recensioni di Gufetto all’edizione 2026 di Primavera dei Teatri, a cura di Antonio Mazzuca

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Antonio Mazzuca

Giornalista, Editore e Direttore responsabile di Gufetto Magazine Appassionato di teatro, arte, cinema e serie tv. Scrivo per Gufetto dal 2014. Un Gufetto piccolo che pensa in Grande.