POEMI FOCOMELICI @ Teatro Cantiere Florida: le sudicerie poetiche di Daniele Timpano

Recentemente già a Firenze con Ecce Robot, torna col suo ultimo lavoro POEMI FOCOMELICI al Teatro Cantiere Florida l’attore e regista Daniele Timpano nell’ambito della XII edizione di Poesia nella città, una rassegna di danza, teatro, performance curata da Versiliadanza (eventi in programma fino al 10 luglio). Membro e cofondatore della pluripremiata compagnia Frosini/Timpano (insieme recensiti qualche anno per lo spettacolo premio UBU Ottantanove), Timpano si offre al pubblico da solo per una cavalcata attraverso le sue vicende autobiografiche tradotte in “sudicerie poetiche” come specifica il sottotitolo. Per la prima volta in forma di spettacolo proprio a Firenze, POEMI FOCOMELICI presenta una piccola parte delle oltre 100 composizioni che l’artista romano ha scritto, raccolto ed editato in un volume che amplia il racconto coprendo un periodo di oltre quarant’anni dal 1980 al 2024.  

Attore e teatro si mettono a nudo

In scena Daniele Timpano per POEMI FOCOMELICI al Teatro Cantiere Florida
Daniele Timpano in POEMI FOCOMELICI (foto di Max Valle)

Sul palco messo a nudo per l’occasione, senza apparati scenografici e con l’uscita d’emergenza in evidenza, si staglia di spalle la figura di Daniele Timpano sul fondo, al centro della scena, in un completo rosa shocking che l’apparato luminoso non mancherà di esaltare, estraendone sfumature e tonalità. Per quanto le tre abat-jour disposte alle estremità suggeriscano un’atmosfera intima, quasi confidenziale, Timpano resterà invece dall’inizio alla fine quell’anchorman a tratti circense che già abbiamo apprezzato in altre occasioni, sia in solitaria sia in gruppo. Un’artista che, come il teatro, ha deciso di mettersi a nudo rivelando aspetti della sua vicenda biografica e della sua personalità con ironia e senza risparmiare pennellate di rosso e nero a turbare la tavolozza.

In equilibrio sull’onda autobiografica di Timpano

Se, come suggerisce il titolo, i poemi mancano di braccia e gambe sviluppate, a dare loro la capacità di correre, rincorrersi e di aggrapparsi l’uno all’altro ci pensa proprio Timpano che, grazie agli intermezzi narrativi ed ai contributi musicali, crea un flusso acronologico dal quale all’inizio è stato difficile non lasciarsi travolgere, come surfisti ancora impegnati su un’onda mentre la successiva ci sta già sopraffacendo. Man mano che i contorni della drammaturgia cominciano a delinearsi più nitidamente appare chiaro che non dobbiamo controllare le onde, non serve calcolare traiettorie o programmare la posizione del corpo: ci basta mantenerlo a galla nel vorticoso sistema di correnti inarrestabili che l’istrionismo dell’attore costruisce anche solamente con la gestualità delle mani. A tratti quasi un prestidigitatore capace di incantarci e immediatamente dopo di risvegliarci bruscamente con i fotogrammi in versi della sua vita.  

POEMI FOCOMELICI: sudicerie di vita  

In scena Daniele Timpano per POEMI FOCOMELICI al Teatro Cantiere Florida
Daniele Timpano in POEMI FOCOMELICI

I poemi di Timpano sono impregnati di corporeità che è sangue, sesso e morte: in una parola, vita. Dalla lettera di Natale del 1980, composta alla tenera età di 7 anni, fino all’esperienza della malattia dei genitori passando per la consapevolezza della fine, l’attore e autore ha arricchito la tela con tocchi materici di nero e di rosso, senza mancare di sfumare i contrasti con immancabile auto-ironia e con sarcasmo. Così anche l’esperienza di uccisione di un topo diventa agilmente un’epopea epica dai toni paragonabili alla Vergine cuccia pariniana mentre il cimitero si trasforma in una “città graziosa con casette con un solo posto letto”. Il risultato è un mosaico ancora scomposto al momento degli applausi finali, che prende forma lentamente, quando le onde sono ormai finite, il mare è calmo e si vede più nettamente l’orizzonte. In ogni caso il registro drammaturgico resta privato, intimo nonostante l’universalità di grandi temi come la morte o il sesso, che in un modo o nell’altro ci appartengono per natura.

POEMI FOCOMELICI: uno spettacolo in via di sviluppo

Con questo spettacolo Timpano ha il merito di regalarci spunti che restano tali senza trasformarsi in chiavi di lettura universali. In un abito, non solo quello scenico ma anche quello drammaturgico, che gli calza a pennello e nel quale è padrone indiscusso, sia dentro sia fuori le defaillance, crediamo che POEMI FOCOMELICI meriti di evolversi ulteriormente oltre questa prima forma di spettacolo cui abbiamo avuto l’opportunità di assistere. Gli ingredienti ci sono tutti e il cuoco è di prim’ordine pertanto usciamo saziati dalla platea, in attesa di poter ritornare con un nuovo menu.

POEMI FOCOMELICI – Credits

Sudicerie poetiche (1980 – 2024)
versi, gesticolazioni e voce Daniele Timpano
collaborazione Elvira Frosini
musiche originali Marco Maurizi
disegno luci di Omar Scala
produzione Gli Scarti Centro di Produzione Teatrale di Innovazione, Kataklisma teatro

Visto al Teatro Cantiere Florida il 10 giugno 2026

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Leonardo Favilli

Più che un critico, un appassionato di teatro che ha iniziato a raccontarlo dopo una pluridecennale esperienza da spettatore attento. Lo faccio dalle pagine della redazione fiorentina di Gufetto sempre alla ricerca di luoghi ed esperienze che vadano anche oltre la platea.