PIRANDELLO SEGRETO @ TEATRO ARCOBALENO: epistolario elettivo

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Il Teatro Arcobaleno brilla di luce propria nella sonnacchiosa via Redi. Quartiere Nomentano. Siamo alquanto lontani dalla via della seta… culturale. Teatri, locali. Le persiane sono già a mezz’asta e lasciano filtrare discrete ma percettibili luci intermittenti. Televisori scoppiettano stanchi sul solito clamore dei tanti grande fratello (non quello di Orwell, magari…) e talpe o isole senza nome di sedicenti famosi. A Teatro c’è una fila gentile e insieme entusiasta per la Prima dello spettacolo con Ennio Coltorti. È la ripresa di “Pirandello Segreto”. Lo spettacolo ha debuttato il 7 e rimarrà in scena sino al 10 di novembre. È l’abile messa in scena del rapporto passionale, umano, amorevole e d’affetto (seppur diversamente dosato dalle parti) tra Luigi Pirandello e Marta Abba. Ma è anche amore all’unisono per il Teatro. Dopo gli anni di Berlino e dopo la fuga di Abba, il rapporto muta: adesso è epistolare tra Maestro e Musa.

Pirandello segreto: Epistolario umano e teatrale

Grandi Poeti hanno cercata la loro ispirazione nella propria vita o nei luoghi, ma quando questi si esaurivano, si inaridivano e depredavano di parole future, mai scritte, le pagine condannandole a quel tetro colore “Bianco”, i visionari in fuga si affidavano a Muse capaci di riaprire il flusso del fiume nero. Il fiume dell’inchiostro. Beatrice per Dante, Elenora per D’Annuzio, Ernesta Valle per De Roberto e Marta per Pirandello. La lista è ben più lunga, ma mi impongo la brevità del protocollo e del tempo che viviamo. L’amore passionale alimenta quel flusso di parole e nel paradosso esistenziale del poeta, è preferibile persino non consumare. Non violare il sentimento di fatti. Occorre tenere accesa e viva la fiamma ma a debita distanza per il timore di bruciarsi come uomo e come poeta. Non è la visione platonica o di Giordano Bruno, qui la dimensione fisica non trascende ma è evitata con dedizione. Ciò che arde troppo, dopo, lascerebbe solo un cumulo rovinoso di cenere che la prossima folata spazzerebbe via. Poi niente. Niente Poeta. Niente Poesia, e (financo) Musa perché ella stessa è alimentata dalla fantasia del Poeta. Rimarrebbero solo un uomo e una donna come tanti, confusi nel brusio di vita. Amore dunque come moto irregolare dell’anima e per Pirandello, serbatoio con il quale tatuare pagine appassionatissime.

Pirandello fascista

C’è un foltissimo epistolario tra il Maestro e Marta Abba. Pirandello è uomo del suo tempo quindi ad esempio fa i conti con i suoi tanti debitori tedeschi (perché anche i tedeschi contraggono debiti e non sempre sono puntuali. Luoghi comuni.), altre questioni qui nello spettacolo volutamente non trattate e poi quel progetto di Teatro regionale o di Stato proposto a Mussolini. Il Duce risponde laconico all’autore di Girgenti che il popolo dovrà accontentarsi di quello che c’è già e del cinematografo. Ho letto personalmente le oltre cinquecento lettere che Pirandello ha inviato ad Abba: non c’è una sola parola di apprezzamento per Mussolini e la politica tutta, eppure per anni lo scrittore è stato tacciato d’essere fascista da una certa cultura disfattista e da sedicenti intellettuali di corrente. Aveva la tessera del partito è vero, da New York non ha criticato il delitto Matteotti ed è grave; ma era uomo tra gli uomini, debole e ambizioso per natura. Si era rivolto all’uomo più potente dell’epoca per realizzare il suo progetto di Teatro di Stato, per avere il Teatro Argentina, ma null’altro. È come andare all’ufficio competente… Più o meno! Gli attori di Teatro lo hanno sempre portato in scena perché non potevano ignorare il suo genio. In cinema e in televisione meno. Di recente si sta rendendo onore allo Shakespeare italiano con due film: “La Stranezza” di Roberto Andò ed “Eterno Visionario” di Michele Placido. In entrambi si racconta l’uomo, i suoi fantasmi, i segreti dicibili…

Pirandello Visionario: Metateatro

Ennio Coltorti è un credibile Pirandello. Ci fa assaporare da subito quel sublime Metateatro che all’inizio della carriera fa guadagnare all’autore fischi e fiaschi per quell’istinto da branco del pubblico di rigettare subito il Nuovo o quello che non capisce o perché spesso (come disse l’autore) c’erano tra il pubblico dei disturbatori, come dire dei mercenari accendi miccia. Clamorosi quanto vergognosi i fischi al Valle di Roma. Ma la storia, per dirsi tale, ha bisogno di tempo e acqua sotto i ponti: quel Teatro nel Teatro valse a Pirandello onori e fama mondiali, sino al Nobel che in questa commedia si racconta. Dunque Coltorti entra dal buio della sala accompagnato dalle musiche di Luigi Maiello. Entra da attore credo oppure da Luigi giovane, non so, ed è assai interessante che Coltorti (che cura anche la Regia) abbia lasciato una varco affinché il pubblico potesse scegliere la versione che più gradisce. Mi piace pensare ad esempio che è l’attore che cerca l’autore, lo trova e diventa da lì in poi personaggio e autore insieme. Come l’omaggio da rendere per tutto quello che egli ha fatto per gli attori. Coltorti, come sanno fare solo gli attori di lunga carriera, deve e sa truccarsi da solo e lo fa con naturalezza davanti allo specchio da camerino, lo fa senza pudore innanzi al pubblico. Mentre scorre la voce narrante di Roberto Pedicini (noto doppiatore) e “scorrono” nelle parole anni e anni di vita, Coltorti diventa Pirandello per la pièce e per la Platea della Prima.

Pirandello segreto: quei benedetti punti di sospensione come questi…

Da Leonardo Sciascia in “Alfabeto Pirandelliano” a Matteo Collura che scrive “Il Gioco delle parti” (libro) a Federico Vittore Nardelli che scrive: “Pirandello, l’uomo segreto” (libro), da Lucia Modugno con “Pirandello, questo mio sconosciuto” (libro), a Michele Placido in “Eterno Visionario” (film) e anch’io con “Quell’atroce notte di ottobre” (Teatro); molti, tanti, hanno ipotizzato cosa sia accaduto davvero tra i due e soprattutto cosa sia accaduto quella sera a Como in albergo dopo una replica. Cosa sia accaduto non si sa e per fortuna. Pirandello lascia in una delle lettere solo quei maledetti puntini di sospensione che non usava mai. Scrive: quell’atroce notte… perché il suo gentile pudore gli impedisce di andare oltre considerata anche la destinataria. Puntini anche benedetti dagli editori che hanno pubblicato pile di libri; produttori che hanno fatto un film e impresari che hanno organizzato commedie teatrali come qui. Le versioni sono le più diverse e assomigliano al moderno e svilente gossip. Mi piace qui la versione di Maricla Boggio che fa dire a Marta Abba per bocca di Laura Lena Forgia: «io quella vita te l’ho data!» Pirandello non accoglie, non avanza, rimane fermo. È come sull’uscio di quella camera di albergo, galeotta per antonomasia. Ed è questa la vera domanda che semmai occorre farsi. Cosa ha impedito al poeta di consumare quel frutto tanto agognato? Prelibato. Paura, consapevolezza degli anni (Pirandello aveva il doppio degli anni) oppure come si è detto prima il timore che la fiamma della passione potesse consumarsi col consumarsi del rapporto e questo dunque inaridisse quel fiume in piena che la Musa alimentava nella fervida fantasia del Nobel?

Per Marta Abba, Pirandello scrive “Nostra Dea”, “Quando si è qualcuno”, “Diana e la Tuda”, “L’amica delle mogli”, “Trovarsi”. L’incompiuto “I giganti della montagna”. Incompiuto perché sopraggiunse la morte che nella commedia si rappresenta. Di “Nostra Dea” e “Trovarsi”, l’autrice di “Pirandello segreto” parla. Racconta. Mi piace la scena e quindi quell’accento su “Trovarsi” che rappresenta per Pirandello il vero supplizio della sua migliore attrice: quel non sapere più chi fosse: attrice o personaggio. E se personaggio quale dei tanti? È probabilmente questo che ha fatto nascere in Marta la decisione di lasciare il Maestro per accettare nuovi lavori. Cambiare: nuovi autori e registi, andare in America, a New York. Un’esigenza di confrontarsi e tentare di trovare la reale identità mescolata tra i tanti personaggi già fatti ai quali aveva donato anima e carne sino a identificarsi con essi.

Coltorti segreto: quell’amore per tutto ciò che è da svelare

Coltorti è attore di razza e merita l’applauso di sortita che si gode sotto i baffi finti di scena. La pièce, ci dice l’attore sul proscenio ai saluti, è stata già messa in scena venti anni fa e aggiunge che è stato il primo a portare in scena il carteggio intenso dell’autore e attrice e dico io probabilmente prima che uscisse la raccolta edita dalla collana Merdiani di Mondadori. L’opera raccoglie in oltre millesettecento pagine le cinquecento appassionatissime missive solo di Pirandello. Gli attori danno voce alle lettere: le interpretano come se si parlassero nello stesso istante e luogo, ma sono in parti diverse del mondo. Occupano i due estremi del palco ed è questo il gioco della messinscena. Le lettere sono un grido accorato e disperato, altre sono un quadro pragmatico dei progetti realizzati e realizzandi. Quelle lettere sono poesia onesta, novelle da ascoltare e Teatro da portare a Teatro perché partorite dalla medesima penna dei Sei personaggi. Ma c’è anche un Pirandello segreto e a Coltorti i segreti piacciono molto, moltissimo, basti solo pensare e ricordare il suo piccolo e indimenticato Teatro gioiello: “Le stanze segrete”, dove la commedia andò già in scena con Adriana Ortolani (compagna di palco e di vita di Ennio).

Pirandello segreto: cronistoria di una vita straordinaria

La commedia della Boggio ripercorre la carriera, il coraggio, le paure, i successi di Pirandello e Abba. Si svela la parte intima. C’è un calendario cronologico che porta le due parti del palco e la platea tutta a Berlino davanti la porta di Brandenburgo, sotto la torre dell’ingegner Gustave Eiffel e in molti altri posti grazie agli incisi a inizio di battuta dei due attori che a turno ci portano nei luoghi che vogliono e grazie anche alle proiezioni di Tommaso Vecchio. Ma anche i costumi contribuiscono alla messinscena. Grazie ad Annalisa Di Piero, la sartoria Costumepoque e le parrucche Rocchetti non siamo più nel nostro presente, in poltrona, ma in quello di Luigi e Marta. La pièce è dunque la Cronistoria di una vita straordinaria anzi di due vite straordinarie che sembrano cento per quanto piene. C’è allora come oggi la fatica dell’arte di farsi strada tra l’indifferenza e i fischi della sufficienza. C’è la caparbietà dell’autore e dell’attrice. C’è tutto, il timore e la minaccia del niente.

Pirandello segreto e i segreti del regista

Coltorti è misurato, propone un Pirandello elegante, serafico ma dal forte temperamento. Non usa quell’accento siciliano che qualche volta ho sentito con disgusto in alcuni brevi documentari RAI e non solo. Pirandello non aveva accento. Coltorti è attore e regista che studia e propone una Marta Abba rossa com’era davvero (nonostante le foto in bianco e nero che sono arrivate a noi) e come scrive Pirandello: Fulva di capelli. Dettaglio che Placido nel film trascura, ma questa è un’altra questione che non ci riguarda almeno qui. Laura Lena Forgia è naturale. Espressiva. Bella. Avevo notato qualche lieve incertezza o finali ingoiati troppo presto ma di trascurabile importanza: credevo dipendesse dall’emozione che la Prima impone anche agli attori canuti. La Forgia debutta con “Pirandello segreto” ed è questo il segreto del regista dal fiuto fine che ci mima con la sua onomatopeica e svela solo ai saluti quando la platea ha già applaudito e apprezzato.

Spettacolo da vedere. Ed è uno spettacolo anche per gli attori e tutto lo staff sul palco la veduta della folla di colori (giacche, mani, camicie) che cancellano il rosso porpora delle poltrone dell’Arcobaleno: succede quando c’è il pubblico a infittire la platea!

Info

Teatro ARCOBALENO

(Centro Stabile del Classico)

Via F. Redi, 1/a – 00161 Roma

DAL 7 AL 10 NOVEMBRE 2024

giovedì, venerdì e sabato ore 21,00 – domenica ore 17,30

PIRANDELLO SEGRETO

L’ENIGMATICA STORIA D’AMORE CON MARTA ABBA

di Maricla Boggio

Regia Ennio Coltorti

Con Ennio Coltorti e Laura Lena Forgia

Voce narrante Roberto Pedicini

Allestimento scenico Fabiana Di Marco – Costumi Annalisa Di Piero – Musiche Luigi Maiello – Videoproiezioni Tommaso Vecchio

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Salvo Miraglia

Scrittore e drammaturgo. Autore televisivo. Regista, attore, doppiatore e Speaker pubblicitario di spot nazionali.