Giancarlo Dimaggio pubblica Oscillazioni, il suo secondo volume con Raffaello Cortina Editore, un testo fondamentale per capire cosa sia la terapia e la relazione terapeutica: una danza piena di incertezze, un continuo avanzare e indietreggiare per cercare il proprio Sé smarrito e trasformare così il proprio presente.
Contenuti
Oscillazioni: danzare per conoscersi
Se il senso comune ci ha abituati a pensare all’identità come a un monolite, a un “Io” granitico e immutabile che attraversa il tempo, Giancarlo Di Maggio demolisce questa illusione con la precisione di un chirurgo: in Oscillazioni, lo psichiatra e psicoterapeuta ci aiuta a capire che il concetto stesso di fissità può rivelarsi una gabbia pericolosa e che spesso, proprio nel momento in cui lasciamo andare questo desiderio di stabilità e ci abbandoniamo al vuoto e all’impotenza, tutto rinasce, a cominciare da noi e da come ci guardiamo.
La danza degli stati mentali, il centro di Oscillazioni

Il cuore del libro risiede nel concetto di oscillazione. Di Maggio ci spiega che la nostra mente/identità non è mai ferma: fluttua tra stati di vigore e fragilità, tra il sentirsi padroni del mondo e il percepirsi invisibili o inadeguati. Queste non sono anomalie, ma la dinamica naturale del nostro essere. Il problema sorge quando questa danza si interrompe. Quando restiamo incastrati in un’unica postura esistenziale – il senso di inadeguatezza, la paura, il senso di colpa -, perdiamo la capacità di muoverci, o meglio, perdiamo la capacità di essere consapevoli di ciò che è stato e di ciò che siamo e, di conseguenza, di farne qualcosa di utile per cambiare. La sofferenza è proprio in questa rigidità: l’incapacità di scivolare verso un altro stato, di cambiare passo, di tornare a danzare.
Luciano e Raffaele, il gioco di specchi in Oscillazioni
Centrale per capire appieno questi concetti è il rapporto fra i due personaggi principali, Luciano, un terapeuta alle prese con il lavoro e la sua vita privata, e Raffaele, il paziente che seguiamo con tenerezza per tutto il tempo della narrazione.
Al centro c’è la loro relazione terapeutica, che oscilla e procede per passi falsi e salti in avanti. In questo possiamo dire che sta il cuore del volume: Luciano e Raffaele conducono per mano il lettore in un viaggio di scoperta e di rispecchiamento. Entrambi sono costretti, all’interno della relazione terapeutica, a fare i conti con sé stessi e a spingere un po’ più avanti la loro capacità di guardarsi e guardare l’altro.
Se Raffaele, il paziente, è sfidante, strafottente, evitante, dall’altra Luciano, il terapeuta, tende la mano costantemente e, cosa che rende la narrazione ancora più interessante, sbaglia approccio, si maledice, si arrabbia e poi fa i conti con i suoi errori.
Oscillazioni: la teoria che si fa “carne”
Questa struttura a specchio permette al lettore di vedere immediatamente la teoria applicata alla carne viva dell’esperienza: ogni concetto psicologico viene illustrato da un gesto, un dialogo o un silenzio, rendendo la lettura un percorso non lineare, ma circolare. Si procede per accumulo di intuizioni, il rigore della teoria si fonde con la fluidità del racconto.
Dimaggio offre in questo modo uno spaccato veritiero che chiunque abbia fatto terapia nella sua vita può riconoscere, ma anche chi non l’ha mai fatta rimane affascinato da questa costante perdita e ricerca di equilibrio.
Oscillazioni: uno stile pop e profondamente umano
Ciò che rende Oscillazioni una lettura preziosa è la lingua: lontana dal gergo accademico, attinge a piene mani dalla cultura pop, dal cinema e dalla letteratura, è divertente, ironica e appassionata e soprattutto profondamente umana, cosa che rende concetti complessi accessibili a chiunque. Siamo di fronte a una sorta di diario clinico e di confessione: seguiamo i processi di Raffaele e, contemporaneamente, esploriamo le difficoltà e i tentativi di Luciano.
Nulla viene tralasciato, nulla è dato per scontato. In questa scelta narrativa, possiamo chiaramente percepire una profonda onestà intellettuale: Dimaggio racconta con estrema chiarezza le difficoltà che sorgono in una relazione terapeutica e non fa sconti a nessuno.
Cosa resta quindi alla fine di Oscillazioni? Un profondo senso di liberazione, perché è sotto gli strati di etichette che ci siamo costruiti, di storie che ci siamo raccontati o ci hanno raccontato, è proprio lì sotto che si può sentire qualcosa che vibra, che ci chiama, quel qualcosa va seguito per tornare a muoversi, perché, come dice Pina Baush, dobbiamo danzare, altrimenti siamo perduti.
CASA EDITRICE:Raffaello Cortina Editore
AUTORE: Giancarlo Dimaggio
COLLANA: Storie di psicoterapia
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025
PREZZO: euro 22,00


