Dopo la stagione numero zero del nuovo Teatro Magma (recensita su Gufetto) torniamo al The Square, accogliente spazio polivalente a due passi da Piazza delle Cure, per assistere a ORPHANS del britanico Dennis Kelly. A portarlo in scena è Nuovo Teatro Tempesta, giovane compagnia teatrale che Gufetto ha già avuto modo di conoscere con QUESTA NOSTRA GIOVINEZZA.
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ORPHANS: la prima nota stridente

Nel buio della sera l’insegna di neon colorati del The Square e la luce violacea soffusa dell’atrio sono particolarmente invitanti: sembra quasi si tratti dell’entrata di un circolo segreto, magari un po’ difficile da trovare, ma accogliente. A fare gli onori di casa è il direttore artistico dello spazio Roberto Caccavo. In sala siamo a pochi centimetri dalla scena: un confortevole salotto di un appartamento e sul divano è seduta una donna in vestaglia e pantofole, che annoiata guarda lo schermo del suo cellulare. La sua insoddisfazione è il primo elemento che stona, che ci distoglie dalla piacevolezza in cui siamo stati immersi fino a quel momento e il segnale che quel che vedremo, benché ambientato in un’apparentemente rassicurante cornice casalinga, non sarà affatto confortante.
ORPHANS: una ventata di aria gelida

Sulla destra della scena, dalla parte opposta del divano, un’elegante tavola apparecchiata per due aspetta Helen (Giulia De Giorgio) e il marito Danny (Gabriele Bagnoli) per festeggiare – scopriremo poco dopo – la seconda gravidanza della donna, che sotto la vestaglia, svela un lungo abito rosso per l’occasione. Ma l’accogliente salotto di casa è in realtà un confortevole rifugio in cui asserragliarsi. La pericolosità del mondo esterno violento e razzista arriva insieme a Liam (Marco Bartolini), il fratello di Helen: l’uomo confuso, agitato e con la maglietta tutta sporca di sangue, irrompe come una ventata d’aria gelida in casa della coppia, dando spiegazioni poco chiare e progressivamente incoerenti. Ma la storia del giovane non è l’unica a essere carica di tensione, incomprensioni, non detti. Il titolo stesso indica il punto di inizio, ORPHANS, la causa ineliminabile della ferita ancora aperta e bruciante nelle vite di questi tre personaggi, con un passato difficile: orfani vittime di continui spostamenti tra strutture e famiglie affidatarie. Ma è anche una condizione sociale e umana che rende vani tutti gli sforzi di salvarsi.
ORPHANS: da rifugio a prigione
Attraverso ORPHANS di Dennis Kelly il collettivo Nuovo Teatro Tempesta compie un viaggio difficile all’interno dell’animo umano, delle sue zone più oscure e dolenti. Il testo dell’autore britannico è infatti un lento sprofondare, un’indagine a ritmo serrato su tutto ciò che c’è sotto la superficie, sottile, fragilissima della vita. Infatti se è vero che il male e la violenza sono solo là fuori, ci chiediamo: anche tra le pareti di casa ci sono mostri altrettanto spaventosi? Tutta la vicenda si svolge all’interno dell’appartamento di Dannis e Helen; tutto l’orrore della pericolosa e violenta città, testimoniato dal sangue sulla maglietta, non lo vediamo mai davvero. È rimettendo insieme i pezzi, che con arte questo testo dissemina a poco a poco tra i dialoghi pieni di tensione, che scopriamo che la violenza è lì davanti a noi: così il rifugio si fa prigione. La crudeltà dei personaggi appare tanto più sconvolgente quanto più caldo e accogliente, normale è il salotto, scenografia unica di tutto il dramma. ORPHANS ci costringe a chiederci: fino a che punto si è disposti a spingersi per proteggere i nostri e qual’è il prezzo da pagare?
ORPHANS: intenso dramma nero

Nuovo Teatro Tempesta porta in scena con grande intensità questo dramma nero, che scandisce con attimi di buio tra una scena e l’altra, come a voler marcare con decisione ogni passo verso il baratro. Marco Bartolini, anche regista dello spettacolo, dà vita ad un Liam del tutto alienato dalla realtà, ma reso estremamente credibile e umano dall’agitazione febbrile e dalla rabbia lasciata trapelare durante tutta la sua performance, tenendola sempre sotto controllo per renderne ancora più d’impatto l’esplosione finale. Giulia De Giorgio e Gabriele Bagnoli conferiscono a Helen e Danny una recitazione quasi meccanica che, se all’inizio può apparire fredda, con il procedere sempre più serrato del dramma risulta efficace nel rendere la palpabile e pesante tensione all’interno dello coppia e la distanza che sembra farsi sempre più incolmabile.
Visto al The Square il 15 febbraio 2025
ORPHANS
di Dennis Kelly
con Giulia De Giorgio, Gabriele Bagnoli, Marco Bartolini
Regia di Marco Bartolini
Produzione Nuovo Teatro Tempesta


