A un secolo dalla nascita e dalla drammatica fine del foglio clandestino “Non Mollare” fondato nel 1925 da Carlo e Nello Rosselli, Ernesto Rossi e Nello Traquandi con la collaborazione di Piero Calamandrei, i Chille de la Balanza propongono all’interno del Festival Non Mollare- Storie differenti nel cartellone dell’Estate Fiorentina la suggestiva rappresentazione teatrale NON MOLLARE scritto e diretto da Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza e interpretato con intensità dai bravi e giovani attori della compagnia, Mattia Bartoletti Stella, Martina Capaccioli, Matteo Nigi, Manuel Rossi, Rosario Terrone, Francesca Trianni e Gloria Trinci (musiche e suoni Francesco Lascialfari, luci Sandro Pulizzotto). In una messainscena immersiva e interattiva il pubblico è condotto in un viaggio all’indietro e, a tratti, in avanti fino al nostro distopico presente, sulle tracce della Notte dell’Apocalisse, pagina forse un po’ dimenticata della storia fiorentina.
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NON MOLLARE: Un viaggio interattivo che abbraccia un secolo

Un viaggio itinerante nella Firenze di cento anni fa, sulle note delle marce fasciste del tempo, accompagna il pubblico a seguire le vicende foglio clandestino Non Mollare, fondato, in reazione alla chiusura del Circolo di cultura, dai fratelli Rosselli, Gaetano Salvemini e Ernesto Rossi. Il giornale ebbe breve ma intensa vita e fu distribuito dal gennaio all’ottobre del 1925, quando la repressione fascista stroncò le vite di quasi tutti gli attivisti che gli erano circolati intorno, a partire dalla famigerata Notte di S Bartolomeo del 3 ottobre 1925 e dalle giornate di violenza sistematica che le seguirono.
La scena di NON MOLLARE di Chille de La Balanza
In NON MOLLARE di Chille de La Balanza, i giovani attori inscenano in mezzo al pubblico, in più occasioni direttamente coinvolto, l’affannato rincorrersi del volantinaggio e delle attività di propaganda antifascista di giovani dissidenti, e delle violente operazioni di repressione della libera opinione e del diritto di stampa, ad opera di scherani in camicia nera, intenti a bruciare la stampa clandestina e a perseguitare, senza esclusione di colpi, chiuque la diffonda. La scena si sposta nel tempo e nello spazio regalandoci istantanee di un mondo sempre più stretto nellamorsa della dittatura e dei suoi marziali e geometrici imperativi, alternate agli squarci di ossigeno e colore della meglio gioventù disobbediente, capace di pensiero critico ed entusiasmo politico, disposta al rischio della vita pur di difendere la perduta dignità del paese. Gli attori si muovono tutto intorno al pubblico, lo chiamano in causa, costringendolo a rendersi testimone passivo delle violenze perpetrate e dei furtivi tentativi di diffondere parole nuove che smonitno la retorica del Duce e dei suoi slogan trionfali, negli anni dello smaschermanento del regime, dopo il Delitto Matteotti. Dopo un lungo e immaginario dialogo tra il nostro presente e le voci autorevoli degli antifascisti illustri come Salvemini, il pubblico è richiamato a ricevere e diffondere altre parole, parole contemporaneee che invitano a custodire, nel nostro tempo smemorato e disanimato, i valori della democrazia e della libertà.
NON MOLLARE: UN’INTERESSANTE SFIDA DRAMMATURGICA

Lo spettacolo si apre con le parole di Amedea Landi vedova di Gaetano Pilati, imprenditore edile e sindacalista, entusiasta diffusore dei numeri del Non Mollare che, nonostante il clima intimidtorio del tempo, ebbe il coraggio di riconsocere in tribunali gli assassini del marito e prosegue alternando alle testimonianze delle vittime delle violenze fasciste, le riflessioni lucide e velate di ironia dei grandi uomini che, negli anni della tempesta, hanno saputo sognare un’Italia e un’Europa libera e lottare per esse. Fatta eccezione per poche battute di raccordo, lo spettacolo realizza un’interessante sfida dammaturgica, drammatizzando le parole autentiche del tempo, estratte dal foglio clandestino, dalle pagine dei grandi autori, dai famigerati discorsi del Duce, dai verbali dei processi e trasformandoli nell’intreccio realistico dei dialoghi quotidiani di chi percorreva le strade d’ Italia in quei giorni. Gli attori riescono a cesellare con cura parole complesse, nate per essere lette, declamate o sussurrate di nascosto agli angoli delle strade, senza perdere la freschezza del vissuto dei protagonisti del tempo che hanno avuto in destino d’esser giovani in un’epoca di scelte drammatiche e radicali. La loro passione politica, le loro risate irrivirenti, la loro paura, i loro amori nascenti si aprono ad incarnare le istanze di cambiamento da cui sarebbe nata l’Italia nell’immediato dopo guerra. Un lavoro importante di ricerca d’archivio e di selezione di un vasto materiale documentario, svolto per la maggior parte dagli attori stessi della compagnia, si traduce in scena e rievocazione e si slancia in avanti, immaginando un’intervista impossibile tra i protagonisi di quel tempo e i giovani dei nostri giorni. L’inivito non sembra esser solo quello a non dimenticare, ma, piuttosto, a vigilare, come ricorda alla fine della rappresentazione Claudio Ascoli, a osservare con sguardo critico il presente e i rigurgiti di autoritarsimo, mai del tutto sopiti, che lo attraversano e sembrano essergli endemici.
NON MOLLARE: «Chi riceve il bollettino è moralmente impegnato a farlo circolare»”

“Non mollare” diventa quindi un monito di una inquietante attualità. I 22 numeri del foglio clandestino che portava scritto in calce “esce quando può”, con ironico riferimento alla precarietà della sua stessa esistenza e di quella dei suoi autori ci richiamano ad essere testimoni e custodi della fragilità della democrazia e a custodirne i valori. Alla fine dello spettacolo, riuniti insieme agli attori, ci colpisce la loro riflessione sulla propria coetaneità coi protagonisti rappresentati. Inquietudine e speranza si intrecciano in questo passaggio del testimone attraverso tutto il secolo, consegnandoci il compito difendere i luoghi cardine della democrazia, come le scuole, le università, i teatri, gli spazi comunitari della cultura, di cui i Chille de la Balanza sono, dal 1998, instancabili animatori, nello spazio di S. Salvi, ex manicomio di Firenze. Luohi ed esperienza da custodire e presidiare come beni preziosi. Facendo nostro il motto del giornale ci congediamo da S.Salvi e dalle sue Storie differenti ricordandoci che «Chi riceve il bollettino è moralmente impegnato a farlo circolare»”
Visto il 3 settembre, Festival Storie differenti, San Salvi, Firenze
NON MOLLARE
produzione Chille de la balanza
scritto e diretto da Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza
con Mattia Bartoletti Stella, Martina Capaccioli, Matteo Nigi, Manuel Rossi, Rosario Terrone, Francesca Trianni e Gloria Trinci
musiche e suoni Francesco Lascialfari
luci Sandro Pulizzotto


