NEVER YOUNG @ Teatro Cantiere Florida: dov’è Lolit* oggi? intervista a Francesca Macrì di Biancofango

La Compagnia Biancofango, nata nel 2005 dall’incontro tra Francesca Macrì e Andrea Trapani esplora la cosiddetta Costellazione Lolit* da anni: dalla Biennale del 2020 col debutto di ABOUT LOLITA (recensito su Gufetto al Teatro India di Roma) fino all’ultimo spettacolo NEVER YOUNG che abbiamo visto al Teatro Cantiere Florida il 9 novembre. L’indagine di Biancofango è andata intrecciando con audacia l’universo multiforme del mito di Lolita, con i racconti delle età di passaggio, l’adolescenza e la terza età, corteggiando l’ibridismo insito in quelle fasi della vita in cui etichette e identità sembrano superate dalla metamorfosi in atto: periodi ricchi di creatività, pericolo e perdita di innocenza, quando il tempo diventa una frontiera da cui osservare senza veli il nostro presente e le sue contraddizioni. Affascinati dalla poesia, violenza, speranza e disincanto che si aggrovigliano in un tutt’uno inscindibile nella messa in scena di NEVER YOUNG, abbiamo intervistato Francesca Macrì che ci accompagna con le sue parole attraverso le fasi di questo importante progetto.

Il progetto da ABOUT LOLITA a NEVER YOUNG

NEVER YOUNG, un progetto di Biancofango
NEVER YOUNG, un progetto di Biancofango

Sandra Balsimelli: Da dove nasce l’urgenza di un progetto così articolato ispirato a Lolita e quali sono state le fasi da ABOUT LOLITA, fino all’ultima docu-performance NEVER YOUNG?

Francesca Macrì: L’urgenza di lavorare a questa progettualità viene da molto lontano. Lolita è una figura, un mito, che ha rappresentato e continua a rappresentare così tante cose nel panorama culturale e sociale che ci attraversa, che per affrontarlo abbiamo scelto di andare per gradi. Nasce così quella che noi chiamiamo Costellazione Lolit*, un viaggio nei meandri di una figura letteraria che è riuscita a diventare una parola sul vocabolario. Iniziamo e chiudiamo la nostra Costellazione Lolit* con due spettacoli.

ABOUT LOLITA

ABOUT LOLITA di Biancofango
ABOUT LOLITA di Biancofango

ABOUT LOLITA che ha debuttato nel 2020 alla Biennale di Venezia e che affronta la figura di Lolita nell’immaginario culturale dell’Occidente. Qui Lolita è lo straordinario romanzo di Nabokov, è l’immagine della ragazzina in costume da bagno che guarda senza pudore la macchina da presa e lo spettatore dell’ancora più noto, forse, film di Kubrick. Lolita è una ragazzina che ciascuno di noi ha conosciuto, almeno una volta, nella vita, è un mito, un modo di dire, una proibizione, un implicito non esplicabile, un fatto scabroso, un trafiletto nella cronaca nera, un peccato, è il ricordo delle bambine che siamo state, è la violazione dell’infanzia e al contempo il disegno di un’infanzia e di una preadolescenza che ancora facciamo fatica ad accettare nella loro sconvolgente sessualità. Dunque non una riscrittura del romanzo e tantomeno un ri-attraversamento della celebre sceneggiatura da cui Kubrick ha tratto il film, ma una drammaturgia originale che rielabora tutto questo e prova ad andare oltre.

NEVER YOUNG

NEVER YOUNG ha debuttato, invece, al Festival Operaestate 2024 ed è un affondo nei nostri tempi, una docu-performance dentro una sezione della società che troppo spesso ci dimentichiamo essere il futuro: la pre-adolescenza. Dov’è oggi Lolita/Lolito/Lolit*? Dove lə possiamo incontrare nella comunità che ci circonda? NEVER YOUNG è un salto verso il futuro nel tentativo di abitare un presente complesso, multiforme, agitato, dentro cui sentiamo tuttə – senza ordine di età – il bisogno di urlare con forza il nostro essere qui ed ora. In mezzo ci sono stati 4 anni di laboratori con adolescenti, preadolescenti e giovani che ci hanno consentito di affrontare il tema, di parlarne con i diretti interessati e raccogliere molto materiale documentario. Questa attività laboratoriale è stata affiancata anche da esplorazioni artistiche. Nascono così GAME OVER e ON LOLIT* ROAD, due progetti speciali, due fuori formato, due installazioni performative. Attraverso queste installazioni performative abbiamo provato a immaginare incontri reali e poetici tra generazioni diverse: under 17, over 60 e la casualità dello spettatore che entrando uno alla volta dentro il lavoro era il testimone di un incontro generazionale e contemporaneamente il portatore di un peso in grado di modificare l’equilibrio della singola performance.
Aggiungo che la presenza della musica in questo viaggio dentro una sezione del nostro presente è stata fondamentale. Giovanni Frison, giovane e talentuoso musicista con un orecchio speciale per il performativo e il teatro ha consentito sia nelle installazioni performative che nello spettacolo Never Young di costruire con la sua musica un paesaggio dentro cui questo tema poteva vivere con la forza espressiva di un quadro di Rothko. 

NEVER YOUNG – teaser

NEVER YOUNG: generazioni a confronto

S.B.: Avete incontrato tanti giovani e tanti meno giovani: che immagine del rapporto tra le diverse generazioni avete auto?

F.M.: Sul palco, con NEVER YOUNG, contemporaneamente si affrontano più generazioni. Cosa le accomuna? Cosa le separa? Questa da principio è stata la domanda. Il passato si confonde con il presente e non riesce a mettere a fuoco il futuro. D’altronde, la società di oggi ci impone nuove domande, agita nuove rabbie e fa uscire dal vaso di pandora quelle mai domate del passato che si accumulano senza mai trovare una via d’uscita. Ma c’è una nuova generazione che arriva e pretende un dialogo. Cosa ci vuole dire, per dirla con Agamben, questa generazione che viene? Cosa gli abbiamo consegnato noi, Padri Storici? Cosa la politica? Cosa il mondo disinibito e a perenne consumo del web? Cosa le nuove tecnologie? Si può ancora parlare di Padri? Insieme alla generazione di over 60 abbiamo provato non tanto a rispondere a queste domande, quanto ad abitarle e abitandole abbiamo cercato una possibilità, forse nuova, di dialogo attraverso l’arte.

Un viaggio senza giudizio per NEVER YOUNG

NEVER YOUNG docu-performance Dov’è Lolit* oggi? un progetto di Biancofango
NEVER YOUNG docu-performance Dov’è Lolit* oggi? un progetto di Biancofango

S.B.: Chi sono i giovani di oggi? Che idea vi siete fatti in questo percorso di ricerca?

F.M.: I giovani di oggi, come quellidi ieri e di domani, sono una compensazione drammaturgica di qualcosa che è cominciato ben prima di loro. Il compito, il bisogno, il desiderio che covano di reagire, in tutti i modi che conoscono e scelgono di inventarsi, a questo passato che li incalza è innanzitutto un tentativo di dialogare. Prima di provare sgomento o paura di fronte a questo loro modo di essere e di fare, proporrei di fare lo sforzo di chiedermi dove sono le nostre responsabilità di adulti. Prima di chiedersi: ma quando è successo tutto questo? Proporrei di chiedersi: dove ero/cosa facevo mentre accadeva tutto questo? E a chi si dichiara scioccato nell’apprendere questa realtà, rispondo con le parole lungimiranti di Marida Lombardo Pijola: “non ditemi che li ho spiati, erano in piazza, erano nella piazza virtuale, su internet, dove si espongono ogni giorno rovesciando in rete un’onda di pensieri, emozioni, rivelazioni, provocazioni, immagini, confessioni, dialoghi, segreti”. Aggiungo: per trovarli basta fare click.

S.B.: Uscite da questo viaggio con speranza? O i segnali che avete raccolto sono inquietanti?

F.M.: Né speranza, né inquietudine. Abbiamo iniziato questo viaggio con il solo doveroso compito di non giudicare mai, ma di conoscere, cercare di capire, confrontarsi per portare sul palcoscenico una fotografia in movimento in grado di dialogare con il reale. Il futuro non compete solo ai giovani, il futuro è un atto di responsabilità che riguarda tutte e tutti, al di là dell’età anagrafica.

Riflessioni su NEVER YOUNG e LOLIT*

NEVER YOUNG, un progetto di Biancofango
NEVER YOUNG, un progetto di Biancofango

Assistendo al confronto tra generazioni diretto e a tratti spietato grazie alla complessa indagine sull’universo Lolit* si è costretti a prendere coscienza di una frattura profonda e silente che è avvenuta tra la generazione dei padri e quella dei figli. È forse meno evidente e brutale di altri passaggi generazionali del secolo scorso, se si pensa che oggi giovani e adulti condividono abitudini, media, condividono ansie e paure similmente indotte dall’età liquida in cui viviamo che dissolve identità, confini e aspettative, ma è profonda e dolorosa, ha cambiato il linguaggio, l’affettività, ha alterato i codici di comunicazione. Se in passato i giovani si ergevano a manifesto di un’alternativa irriverente e utopica al modello ereditato dalla tradizione, oggi è l’assenza di alternative la loro bandiera, il loro cinismo la nostra punizione per non aver saputo coltivare speranze e aver derogato ai loro occhi al ruolo che si aspettavano incarnassimo. Il mondo dei padri ha tradito le speranze dei figli, asservendosi ai più gretti impulsi, rinunciando alla responsabilità di indicare un oltre da perseguire? E ora? Possiamo contestare il nichilismo e la fragilità giovanile non avendo saputo incarnare un modello da seguire, un’etica su cui misurarsi, un’icona da imitare o distruggere? Occorre fare proprio l’intento di questo lungo percorso, osservare senza giudicare, provando a riannodare il filo tra esseri umani smarriti su un sentiero senza segnaletica, coltivando la speranza che insieme si possa trovare soluzioni creative per una ricerca condivisa della felicità e del senso. Con un groppo alla gola però e uno strano senso di irrisolto che forse ci accompagnerà a lungo.

NEVER YOUNG una docu-performance Dov’è Lolit* oggi?

un progetto di Biancofango
drammaturgia Francesca Macrì e Andrea Trapani
regia Francesca Macrì
con Marco Gregorio Pulieri, Irma Ticozzelli, Andrea Trapani, Sara Younes, Cristian Zandonella
e con la partecipazione di un coro di cittadini
musica, sound design e live electronics Giovanni Frison
aiuto regia e collaborazione artistica Lorenzo Profita
assistente alla regia Giorgia Azzellini
light design Massimiliano Chinelli
produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Fattore K
con la collaborazione produttiva di OperaEstate
in collaborazione con Teatri di Vetro e Atcl Lazio
un ringraziamento speciale a Lorenzo Letizia

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