N-EGO @Torino Film Festival: un viaggio surreale tra le pieghe della contemporaneità

Dopo la presentazione in concorso alla 42ª edizione del Torino Film Festival, il 5 maggio 2024 è uscito in sala n-Ego, lungometraggio opera seconda di Eleonora Danco, del quale è anche protagonista. Il film è prodotto da Ines Vasiljević e Stefano Sardo per Nightswim, co-prodotto da Jean Bréhat e Fabrizio Mosca per Tessalit Productions, in collaborazione con Rai Cinema, con il contributo di Mic – Ministero della Cultura e di Lazio Cinema International e distribuito da Lo Scrittoio.

N-Ego: un film che sfida le convenzioni narrative

All’interno di ambientazioni riconoscibili, Roma, Sperlonga e Terracina, una Eleonora Danco spersonalizzata da una calza sul volto e avvolta da una cartuccera munita di flaconcini di farmaci si aggira inquieta negli spazi urbani con una sceneggiatura in mano che pian piano perde fogli, alla ricerca di ispirazione e di una produzione che finanzi il film. Durante questo pellegrinaggio dai toni onirici, incontra una serie di individui le cui storie e confessioni riflettono le sue paure e desideri più profondi. Il film si sviluppa così, attraverso interviste e incontri che, pur sembrando casuali, si intrecciano in un mosaico emotivo che esplora temi come l’identità, la solitudine e la ricerca di senso. Il film attraverso un linguaggio sperimentale e straniato che guarda la lezione dell’arte concettuale europea, indaga, quindi, sui conflitti tra l’individuo e la società.

Al centro della profondità dell’individuo

Come si sente dire nel film, il nucleo dello stesso è “il rapporto tra immagine e assenza” dove all’interno di questa istanza Eleonora Danco realizza un percorso dialogico, intra e interpersonale, che attraverso domande, spesso scomode, che rivolge ai suoi eterogenei interlocutori cerca di andare in profondità, oltre le apparenze, oltre le menzogne che gli individui hanno imparato a raccontarsi per resistere alla dispersione interiore indotta dalla società. I personaggi che appaiono sullo schermo ci parlano, incalzati dalla Danco, di tematiche afferenti all’incapacità di opporre resistenza nei confronti delle malattie, da condizioni sociali svantaggiate, memorie affioranti, menzogne, disillusioni e mistificazioni. Un coro polifonico di voci, che, ognuna a suo modo, pone l’accento sui rischi connessi alla difficoltà di mantenere intatta l’integrità personale di fronte alle incertezze della vita.

Uno stile e un linguaggio originale

Dal punto di vista tecnico n-Ego si distingue per una regia sicuramente originale e un uso creativo degli strumenti cinematografici. Degna di nota la fotografia di Martina Cocco e Francesco Di Pierro, la quale si connota per inquadrature rigorose, che a volte ricordano Sorrentino, e l’uso sapiente di luci ed ombre, le quali contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, a tratti ipnotica. Se la macchina da presa è utilizzata nelle interviste prevalentemente per immagini centrate, nel seguire la “marionetta” interpretata dalla Danco si mette al servizio della narrazione interiore della protagonista, enfatizzando il dualismo tra la realtà e la dimensione onirica. Il montaggio si dimostra funzionale alla narrazione non convenzionale andando a determinare con efficacia il ritmo narrativo del film.

Tra estetica dell’immagine ed emotività visiva

All’interno del contesto cinematografico italiano attuale, n-Ego si confronta con tendenze che mirano ad una narrazione meno lineare e più frammentata, privilegiando l’effetto estetico e l’emotività visiva, pur mantenendo un certo rigore e una spiccata coerenza formale. Tale ambizione tecnica e stilistica, se da un lato testimonia la capacità di innovazione degli autori, dall’altro potrebbe risultare di difficile accesso per un pubblico abituato ad un linguaggio cinematografico più convenzionale. Interessante la sensibile danza metaforica messa in scena dall’autrice, che riesce ad aprire squarci significativi sulla tragedia umana fatta di sguardi e parole, silenzi e voci con le quali ogni personaggio esplicita le proprie luci e le proprie ombre interiori.

n-Ego: un film coraggioso che esplora l’animo umano

Il film di Eleonora Danco si configura, dunque, come un film audace e significativo, il quale, dopo un giustificato spaesamento iniziale, induce lo spettatore a riflettere sul proprio Io e sulle dinamiche relazionali che ri/definiscono l’identità personale. La regista, in questo lavoro, ha saputo fondere un approccio tecnico rigoroso con una narrazione libera ma densa di simbolismi, riuscendo a creare un’opera che, pur non essendo esente da difetti (forse la durata), si distingue nettamente per il suo coraggio innovativo. Un film capace di fornire innumerevoli spunti di riflessione, attraverso un linguaggio certamente sperimentale, riuscendo nell’operazione di mantenere comunque un delicato equilibrio stilistico tra sperimentazione e una narrazione coerente.

n-Ego

Regia: Eleonora Danco

Soggetto: Eleonora Danco

Sceneggiatura: Eleonora Tanco, Marco Tecce

Fotografia: Martina Cocco, Francesco Di Pierro

Montaggio: Marco Tecce

Costumi: Alessandro Lai

Selezione Musiche: Marco Tecce

Suono: Valerio Tedone, Stefano Civitenga, Adriano Alampi

INTERPRETI

Eleonora Danco, Antonio Bannò, Luca Gallone, Federico Majorana, Filippo Timi, Elio Germano

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Sergio Battista

Musicista, critico cinematografico e saggista, interessato ad un approccio multidisciplinare delle arti. Nelle sue esperienze intreccia costantemente l'interesse, e la passione, per la musica, la fotografia, la scrittura e il cinema, soprattutto nelle loro interazioni con il potere.