È andato in scena il 14 ottobre al Teatro Dehon, lo spettacolo del narratore Roberto Mercadini: una furia di parole, di descrizioni e di inciampi, un viaggio in uno dei libri più importanti nella storia dell’umanità: Moby Dick di Herman Melville.
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Due persone con la lettera M: Mercadini e Melville
Ci sono delle analogie a volte nella vita che lasciano, chi analizza, perplesso: queste analogie sono lì per caso oppure c’è un significato profondo?
Mercadini è un narratore (ma anche uno scrittore) ed il suo cognome inizia con la lettera M.
Melville è uno scrittore (ma anche un narratore) ed il suo cognome inizia con la lettera M.
Queste due cose hanno un nesso logico? Possono essere oggetto di ricerca o di impalcatura narrativa oppure sono delle cose che ci sono solamente perché ci sono?
Roberto Mercadini narra le vicende partendo da piccolezze, dettagli, cose apparentemente inutili da considerare ma che risultano alla fine della storia, la parte fondamentale. Si può dire che Mercadini riesce a fare grande narrazione e letteratura partendo da una pulce, il che è molto difficile, come ci dice Melville, sebbene molti abbiano tentato. Si può dire che parta da un’onda per arrivare ad uno tzunami, che parta da un pesciolino rosso per arrivare al più temibile capodoglio della letteratura, il terrore dei mari e del capitano Achab, la balena bianca: Moby Dick.
Moby Dick: la balena bianca
Roberto Mercadini ci porta in un mondo altro: in un modo di mare, di marinai, pieno di ossessioni e di intrecci eppure limpidissimo. Racconta Moby Dick dicendo che parte da un errore, come nella storia dell’umanità, il più grande romanzo dell’ottocento parte, ed è disseminato, di errori (voluti non voluti?) forse però è meglio così, vista la grandezza dell’opera.
Oltre alla storia principale Melville tratta di tante storie, di tanti impedimenti che si accostano alla storia principale (incontri con altre navi, incontri con altre balene, monologhi interiori), si potrebbe dire che Melville parla di storie dentro le storie e forse possiamo iniziare a capire che non condivide solo l’iniziale del cognome con il narratore Mercadini che dice di sé: “Raccont storie (che contengono storie (che contengono altre storie))“
Moby Dick subisce costantemente dei rallentamenti nella storia, che tuttavia la arricchiscono: sono dettagli forse la vera storia?
Melville unisce anche spiegazioni, come se dovesse giustificarsi, ecco perché si parla di errore.
Mercadini ci porta in questo grandissimo romanzo, analizzandone i punti salienti e facendo un resoconto di quella che è la storia, la storia è gigante perché il tema è gigante, perché la balena è enorme.
La messa in scena è semplicissima, sempre bello ascoltare Roberto che scioglie i nodi, ci semplifica romanzi enormi ed indora la pillola, un po’ come nel De Rerum natura, quando Lucrezio sostiene che bisogna far poesia per addolcire la medicina cattiva che deve ingoiare l’ammalato, Roberto Mercadini è il nostro miele che addolcisce le ottocento pagine che tutti quanti dovrebbero leggere per stare meglio, come fosse una medicina.
Dati artistici
Scritto e diretto da Roberto Mercadini
Prodotto da SILLABA
distribuzione Terry Chegia


