MIO SOLE @ Teatro delle Spiagge. Un dialogo senza fine

Apppuntamento sul finale di stagione al Teatro delle Spiagge con MIO SOLE, uno spettacolo di e con Rossana Gay (che abbiamo recensito su Gufetto al Festival Il Respiro del Pubblico): un monologo intenso e appassionato, a tratti flusso di coscienza, che indaga e svela il lato surreale, poetico e onirico della scrittrice Anna Maria Ortese.

MIO SOLE: i nomi e le stanze

MIO SOLE, di e con Rossana Gay
MIO SOLE, di e con Rossana Gay

Una stanza come tante: un piccolo scrittoio, una piccola lampada e una gabbia con un dentro un pennuto. Di stanze ce ne sono tante, quello che conta è lo stato d’animo con cui si sta dentro; un po’ come il proprio nome di battesimo, non è detto che debba per forza corrispondere a come davvero siamo e ci sentiamo. Può non bastare una vita a trovare quello appropriato, quello che calza per noi. “ Sto cercando il nome del cuore, quello legato al destino” chiosa Rossana Gay dal palco, a ricordarci che anche l’appellativo imposto dai nostri genitori può generare uno stato d’ansia e di frustrazione da cui non c’è via di uscita. Lo studio in cui si svolge il monologo, la ricerca del nome, la luna e il sole, anche se ormai da tempo malato, anche se pronto a risucchiare la Terra, rappresentano in questa piéce teatrale la comfort zone in cui l’unico interlocutore è un uccello di stoffa in una gabbia.

MIO SOLE: un dialogo interiore

Partendo dall’Elogio degli uccelli delle Operette Morali di Giacomo Leopardi, il monologo diviene un dialogo interiore, dove il pennuto è costretto ad ascoltare la padrona di casa e a fingere di intervenire, mostrandosi anche interessato, di tanto in tanto nel flusso di coscienza della Gay. Nessuno si sente in diritto di poter entrare nella relazione tra la donna e l’uccello, quasi come se anche l’animale in gabbia supportasse – e sopportasse – la proprietaria in uno stato di assenza di ansietà: rinunciando anche a fare semplicemente un giro nella stanza quando ne ha la possibilità. Il rapporto tra i due, seppur grottesco e irreale, è molto puro o per dirlo in termini contemporanei, non è tossico. È una relazione basata sulla voglia di stare insieme, senza pretese, senza che l’altro faccia o dica cose. Il legame è tanto sincero che la Gay non teme di riferire, di curarsi, non ha paura di parlare dei suoi alti e bassi: dopotutto la maggior parte della gente è malata e neanche sa di esserlo.

Nonsense e mimica in MIO SOLE

Rossana Gay in MIO SOLE
Rossana Gay in MIO SOLE (foto tratta dal profilo facebook dell’attrice)

Il denaro ha ormai mutuato i tempi – ci svela l’attrice – Non si fa più niente per spirito di liberalità, il denaro compra anche l’infinito. Viene da aggiungere che con i soldi si può addirittura comprare un sole malato, impallidito ormai. La Gay riesce nell’impresa non semplice di condurci in un mondo connotato dal nonsense, in una realtà altra, con semplici oggetti di scena di vita quotidiana, resi strani, grotteschi, paradossali. Apprezzabile ed encomiabile l’uso florido del corpo, tra mimica e comicità, ottenuta con pochi e semplici elementi farseschi, degni del panorama clownesco. La Gay regala la sua anima e il suo amore per le opere di Anna Maria Ortese nel cuore della notte, nell’intimità di una stanza della casa, una stanza tutta per sè avrebbe scritto Virginia Woolf. Un omaggio appassionato ad una autrice, vero proprio caso letterario, ancora oggi inclassificabile per la critica in un genere. La Gay esalta lo spirito solitario, il bisogno di libertà di Anna Maria Ortese, capace di una straordinaria empatia nei confronti degli ultimi: si deve aver cura delle anime e delle cosienze, dice la Ortese-Gay, le anime dovrebbero uscire dalle case, non dovrebbero nascondersi e dovrebbero essere accolte, tutte. Ma in fondo è proprio vero che forse la miglior cosa è fare finta di niente.

MIO SOLE Rossana Gay
Rossana Gay in MIO SOLE

Un paese, come non deve mancare di corsi d’acqua, di sorgenti, di nuvole, deve avere cura, o consentire la crescita, di anime, coscienze, grazia, linguaggi puri, ombre azzurre, altissime: o perirà. Si asciugherà il suolo, se mancano acque e foreste; si perderà la nazione se mancano anime e coscienze. (Corpo celeste, Anna Maria Ortese)

Visto il 10 aprile 2025 al Teatro delle Spiagge, Firenze

MIO SOLE

di e con Rossana Gay
Liberamente tratto dalla vita e le opere di Anna Maria Ortese

image_pdfSCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF