MIGRAZIONE @ Festival Indivenire 2026: il tema dei traumi di coppia secondo l’AMAranta Indoors 

Ambientato sulle rive del Lago Priviterra, Sergio (Marcello Spinetta) e Gustav (Christian Di Filippo) si danno appuntamento per assistere al rituale d’accoppiamento dei germani reali e alla loro successiva migrazione. Si vedono per la prima volta dopo essersi conosciuti tramite il forum “BIRDWATCHING&WILD.COM”. Gustav in realtà è Claudio, ex marito di Tecla (Viola Carinci), attuale compagna di Sergio.

MIGRAZIONE, presentato all’interno del Programma del Festival InDivenire, è uno studio tratto da “I Creditori”, opera semisconosciuta di August Strindberg, e pare avere come intento primario marcare l’accento (in chiave tragicomica) sulla tematica dei traumi di coppia e sulle dinamiche di potere in ambito relazionale.

Di seguito il nostro giudizio sullo Studio messo in scena e sul suo potenziale per diventare spettacolo!

MIGRAZIONE (FESTIVAL INDIVENIRE) :
il lavoro sulla drammaturgia e la regia alternata

MIGRAZIONE - locandina spettacolo Festival Indivenire 2026
MIGRAZIONE – locandina spettacolo Festival Indivenire 2026

Lo studio di AMAranta Indoors, che si concretizza di fatto nella rappresentazione del 27 Aprile presso la Sala White di Spazio Diamante, presenta interessanti peculiarità e un discreto potenziale di sviluppo ai fini di uno spettacolo completo.

Il lavoro sulla drammaturgia originale risulta efficace nella messa in scena, con un utilizzo di un linguaggio più attuale, moderno, senza però perdere il contatto con il testo autentico. È una lingua alleggerita, non povera.

È altrettanto apprezzabile il tentativo di una regia alternata da parte della compagnia: i tre personaggi dell’opera non sono mai in scena contemporaneamente, questo dà modo all’attore del personaggio in quinta di curare la regia dei suoi colleghi.

Lo spazio scenico per MIGRAZIONE

L’utilizzo dello spazio scenico è interessante, soprattutto da un punto di vista geometrico: il palco appare dalla platea quasi come un circuito automobilistico, con i due attori in scena che tramite movimenti circolari inseguono e vengono inseguiti, conservando e ribaltando le dinamiche di potere presenti all’interno dello studio, costruendo un gioco continuo tra vittima e carnefice.

Lascia un po’ in dubbio l’occupazione dello spazio in momenti clou: considerata l’architettura della sala, la scelta di svolgere determinate azioni in pieno proscenio ha privilegiato solo gli spettatori della prima fila, costringendo in più occasioni il pubblico più discosto ad alzarsi in piedi nel tentativo di capire cosa stesse accadendo. 

Senza infamia e senza lode il lavoro alle luci di Adriano Antonucci. Cinque fari frontali e due a pioggia, efficaci nel delineare il contesto rurale della rappresentazione ma non nello scandire il tempo del giorno e della notte, entrambi presenti nella drammaturgia.

L’interpretazione di Viola Carinci, Marcello Spinetta e Christian Di Filippo AL FESTIVAL INDIVENIRE 

Buio, luce. Entrano in scena Sergio prima, Gustav poi. Scenografia minimalista: una sedia da campeggio posta al centro del palco e il contesto scenico ben delineato dai suoni curati da Filippo Conti.

Si certifica una grande padronanza del corpo e dei movimenti scenici da parte di Spinetta e Di Filippo, abbinati a tempi comici perfetti, così naturali da non apparire mai forzati o fuori luogo. C’è molta chimica tra i due: il ritmo è sempre alto e il pubblico è preso sin da subito.

Stesso discorso vale per la Carinci: l’attrice sin dal suo esordio in scena non risulta mai scoordinata e un esperto utilizzo del corpo attoriale non fa che aggiungere dettagli importanti e necessari ai fini della comprensione del personaggio di Tecla.

Unica nota dissonante è l’utilizzo della voce, non riferendosi alla tecnica vocale (impeccabile per tutto il trio) quanto alla scansione sillabica: in più occasioni è stato difficile capire le esatte battute pronunciate dai personaggi, costringendo lo spettatore a porgere l’orecchio verso palco.

MIGRAZIONE ha il potenziale per essere spettacolo?

Lo studio in sé ha molto potenziale e sarebbe molto interessante poterlo vedere sotto forma di spettacolo completo; gli attori hanno dimostrato nel complesso una grande sintonia scenica e un approfondimento minuzioso riguardo le peculiarità caratteriali e fisiche dei personaggi interpretati.

Per quanto riguarda la Regia, se da una parte la scelta di applicare una regia a rotazione possa ritenersi interessante, dall’altra il rischio è quello di avere un risultato poco omogeneo nella rappresentazione finale.

Per l’interpretazione suggeriamo di affinare la scansione sillabica e rivedere la scelta di svolgere determinate azioni in pieno proscenio.

CHI È AMARANTA INDOORS?

Christian Di Filippo, Marcello Spinetta e Marta Cortellazzo Wiel, tutti formatisi presso l’Accademia del Teatro Stabile di Torino. Ecco i capi saldi del collettivo AMAranta Indoors, una realtà in continua evoluzione, che ha come obiettivo quello di dare vita a opere capaci di dialogare con il presente dei giorni nostri, tramite la sperimentazione di varie forme di scena.

Sono attivi su Instagram come: amaranta_indoors

MIGRAZIONE: CAST E DATI ARTISTICI

Un progetto di “AMAranta Indoors”

Drammaturgia e Regia: Viola Carinci, Christian di Filippo, Marcello Spinetta

Con Viola Carinci, Christian di Filippo, Marcello Spinetta

Aiuto Regia: Marta Cortellazzo Wiel

Suoni: Filippo Conti

Che cos’è il Festival Indivenire? – tutte le recensioni di Gufetto

Il Festival organizzato ideato da Alessandro Longobardi con la direzione artistica di Giampiero Cicciò presenta ogni sera 1 o 2 studi di massimo 30 minuti presentati da alcune compagnie e collettivi teatrali scelti attraverso un bando.

Ogni sera fino al 7 maggio il pubblico può votare lo studio più promettente e soprattutto, dibattere con la Compagnia a fine spettacolo per comprendere il significato della messa in scena e le scelte stilistiche.

Il Festival viene recensito da tutti i redattori di Gufetto nell’ambito del progetto di formazione interna alla visione e alla scrittura critica col supporto dei Redattori-Gufetti senior.

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