All’arena del Sole va in scena METADIETRO, nuovo spettacolo del duo teatrale Rezza – Mastrella, che come sempre coinvolge e si fa amare da tutto il teatro, già sold out. L’ammiraglio Antonio Rezza si dimena su una barca che sta affondando, in balia delle onde e dei protagonismi di voci pre-registrate, nell’habitat essenziale e tremante di vita di Flavia Mastrella succede di tutto: viaggi in mare, viaggi nello spazio, esplorazione e morte, resurrezione ed evoluzione.
Quando tornerà in scena METADIETRO e dove? Scoprite sulle pagine del duo Rezza-Mastrella le prossime tappe della tournée dello spettacolo!
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Rezza – Mastrella: ad Arena del sole l’incontro tra es ed io all’Arena del Sole

Rezza (in completo blu) incontra Daniele Cavaioli (in completo verde) quasi per caso, gli ricorda qualcosa ma non c’è tempo. Essendo i colori naturalmente complementari, finiscono presto per rappresentare una metafora a mio avviso particolarmente puntuale se si pensa alla stratificazione dell’impalcatura scenica: l’imprevedibilità, l’esplorazione, il pensare in divagare si esemplificano nell’incontro tra i due, laddove l’uno (Rezza) mette in mostra l’es, il manifesto in superficie, altamente esposto agli stimoli esterni e, si diceva, in balia dell’imprevisto, dell’esplorato, del pensato.
L’es non incontra più l’inconscio, che in questo nostro lungo presente pare sotterrato ed escluso dall’esistenza, bensì incontra l’io, un entità che non è in più in grado di comunicare con l’es e che risulta incomprensibile e inaffidabile; ma allo stesso tempo agente che conferma e suggerisce l’es, in una danza comunicativa allegorica che racconta il rapporto dei “vegetali” del nostro tempo con l’introspezione e ancora più semplicemente con il pensiero.
Es ed io si scontrano, si ostacolano, si tendono continue trappole che vanno a volte a buon fine, a volte cascano nel fraintendimento.
Le questioni che l’es vorrebbe raccontare (la bandiera, la guerra -Palestina e Russia-, il rapporto del nostro paese con la cronaca nera) sono infantilmente palleggiate all’io, fino a cadere nello stereotipo dell’Italia che lavora, perché i vegetali sono fatti di questo: non saranno mai in grado di guardare oltre il proprio naso se si rifiutano visceralmente di tentare.
È il trionfo del bisogno disperato degli stereotipi, delle etichette, degli schemi ereditati, del già noto come palliativo che solleva dalle tensioni quotidiane e da quelle lontane, e fa dimenticare le aberrazioni del mondo.

metadietro: condanna ed ombrelloni
Rezza ci dice, guardandoci negli occhi, che siamo condannati alla sintesi estrema, quella degli artifici, della comunicazione un tanto al chilo, della tecnologia; non è più tempo di pensiero, e il ritmo incalzante e costante dello spettacolo racconta bene questo futurismo 2.0 che non è più un movimento culturale ma una realtà diffusa e condivisa; non più una posizione da sostenere, ma lo stato assopito in cui versa la cultura stessa.
Metadietro si pone contrario alle semplificazioni: se una volta il pubblico andava al cinema per rifuggire dalla realtà, Rezza la edulcora e la traduce in risate, ma lascia evidente l’amarezza dei limiti: il pubblico, come la gente, non è fatto dagli altri ma da ognuno di noi, che dovremmo annegare nel mare insieme, da berne cosi tanto da piazzare la prima fila di ombrelloni a trenta centimetri dalla prima fila di morti.
Anche l’Io ha diritto ad una sua resurrezione, ad un suo angelo.
Ma ha bisogno prima di morire.
metadietro – cast e dati artistici
di Flavia Mastrella Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Daniele Cavaioli
habitat Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli
luci e tecnica Alice Mollica
voci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci
montaggio traccia sonora Barbara Faonio
mix traccia sonora Stefano Falcone
macchinista Eughenij Razzeca
organizzazione generale Tamara Viola, Stefania Saltarelli
metalli Cisall
foto Flavia Mastrella, Annalisa Gonnella, Giulio Mazzi
ufficio stampa Artinconnessione
produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella
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