In Mentre siamo morti (Voland, 2025) José Ovejero costruisce una costellazione di racconti autobiografici e narrativi che interrogano il legame tra memoria, violenza e formazione individuale. Attraverso episodi familiari, scolastici e politici, la scrittura diventa uno strumento per attraversare ciò che resta vivo proprio mentre tutto sembra già morto.
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Mentre Siamo Morti@Voland: dentro la violenza

Mentre siamo morti è una raccolta di racconti e testi autobiografici che ricostruiscono l’infanzia e l’adolescenza del narratore nella Spagna degli ultimi anni del franchismo e della transizione democratica. Attraverso una serie di episodi apparentemente autonomi, Ovejero mette in scena una crescita segnata dall’autorità, dalla paura e da una violenza quotidiana interiorizzata come norma educativa e sociale. La famiglia è il primo spazio in cui questa violenza si manifesta: il padre incarna un potere maschile e punitivo, modellato da un’epoca che legittima l’umiliazione e la disciplina come strumenti formativi; la madre e la nonna partecipano, con silenzi e rancori, a un sistema affettivo incapace di protezione. La scuola, il quartiere, i rapporti tra coetanei e i riferimenti politici dell’epoca – dalla repressione implicita alla radicalizzazione ideologica – ampliano questo scenario, mostrando come la violenza privata rifletta un clima storico più ampio. Gli animali domestici, ricorrenti nel racconto, diventano figure simboliche della condizione umana: vittime mute di un mondo che educa alla sottomissione o alla fuga. La memoria individuale si intreccia così alla storia collettiva, restituendo il ritratto di una generazione cresciuta all’interno di strutture autoritarie anche quando il regime stava formalmente finendo.
Mentre Siamo Morti@Voland: introspezione di una famiglia
Il libro di Ovejero si colloca in una zona di confine tra racconto autobiografico, memoir e narrazione letteraria, rifiutando la forma del romanzo tradizionale a favore di una struttura frammentaria e insistente. Il genere è quello della prosa breve, ma ogni testo dialoga con gli altri come se facesse parte di un unico, doloroso discorso sulla formazione dell’individuo.
Il tema dominante è la famiglia, rappresentata non come luogo di protezione ma come primo laboratorio della violenza. Il padre incarna un’autorità opaca, rancorosa, incapace di affetto, che esercita il potere attraverso l’umiliazione e il controllo; la madre e la nonna, figure meno centrali ma decisive, partecipano a una catena di silenzi e complicità che rende la violenza sistemica e ineludibile. Gli animali (cani, tartarughe, uccelli) diventano metafore evidenti e disturbanti della condizione dei figli: creature addomesticate, imprigionate, destinate alla fuga o alla follia.
La violenza non è mai spettacolarizzata: Ovejero la racconta con una scrittura asciutta, analitica, priva di compiacimento, che lascia al lettore il compito di misurare il peso etico dei gesti narrati. Il metodo dell’autore non è quello della denuncia esplicita, ma dell’accumulo: episodio dopo episodio, emerge una tesi chiara e inquietante, ovvero che la brutalità non è un’eccezione, ma un linguaggio appreso, tramandato, normalizzato.
Nel panorama letterario contemporaneo, Ovejero può essere accostato a una linea di scrittura europea che interroga la memoria familiare come spazio di conflitto – da Annie Ernaux a Emmanuel Carrère, ma con una voce più secca e disillusa, priva di ogni tentazione consolatoria. La scrittura diventa qui un atto di precisione morale: ricordare non per assolversi, ma per non mentire.
Mentre Siamo Morti@Voland: non per tutti
Mentre siamo morti è un libro esigente ma necessario, di lettura non sempre agevole sul piano emotivo, ma estremamente lucido e coerente sul piano letterario. Non è un testo consolatorio né rassicurante: procede per colpi brevi, lascia ferite aperte, costringe il lettore a confrontarsi con la propria idea di famiglia, educazione e responsabilità.
I numerosi racconti molto brevi non permettono al lettore di entrare appieno nella situazione perché subito si conclude e si passa a una storia successiva
La prosa di Ovejero è limpida, controllata, mai indulgente; proprio questa sobrietà rende il libro profondamente disturbante. La lettura richiede attenzione e disponibilità a sostare nel disagio, ma in cambio offre una riflessione rara sulla violenza come fatto culturale prima ancora che individuale. È un libro consigliabile a lettori giovani e adulti che non cercano una storia edificante, ma una letteratura capace di interrogare, senza attenuanti, ciò che siamo stati e ciò che continuiamo a trasmettere.
TITOLO: Mentre Siamo Morti
AUTORE: José Ovejero
EDITORE: Voland
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025
PREZZO: €18,00
PAGINE: 160


