Manager of magic: in memoria di Bob Wilson

“Il mondo sembrava diminuito di valore” scrisse Gabriele d’Annunzio per la morte di Richard Wagner: e come negarlo, all’indomani del giorno in cui Bob Wilson ci ha lasciati? Drammaturgo (ultima produzione recensita su Gufetto) e grande artista: “What interests me about theater is that it brings together all the arts” ha dichiarato in una recente intervista presso la Hauser and Wirth Gallery, specificando che si tratta di un crocevia fra architettura, pittura, luce, poesia, danza, musica e filosofia: tutte le arti si innestano e si ramificano nel grande opus del teatro, proteiforme, metamorfico.

Bob Wilson: crocevia di tutte le arti

Odyssey, Robert Wilson 
Premiered 2012, National Theater of Greece, Athens, Greece
Premiered 2013, Piccolo Teatro Milano, Italy
Odyssey, regia di Robert Wilson, 2012, National Theater of Greece, Athens
Premiered 2013, Piccolo Teatro Milano, Italy

Crocevia di tutte le arti è la maestosa opera che Bob Wilson ha, nella sua vita, avuto la forza e la cultura, la fantasia e la follia di comporre. Eventi teatrali multiformi dalle radici e dai dettagli di ascendenza classica, dal romanticismo wagneriano, in cui musica, testo, movimento, spazio, tempo, riescono a creare dimensioni inaudite – oppure a riportare il silenzio, perché “if you slow things down, you notice things you hadn’t seen before”. Nominare i vertici della sua fantastica galoppata performativa – forse del tutto inutile, ma come farne a meno?

Wilson: guardare le nuvole

Opera in four acts by Robert Wilson and Philip Glass
Premiered on July 25, 1976 at the Festival d’Avignon, Avignon, France
Einstein on the beach, opera in four acts by Robert Wilson and Philip Glass
Premiered 1976 at the Festival d’Avignon, Avignon, France

Un solo grande evento non si può non nominare. Einstein on the Beach, datato 1976, con la collaborazione di Philip Glass e la coreografia di Lucinda Childs – niente punto focale narrativo, ma storie associative, non lineari, eppure infinitamente catturanti, tanto che vedere lo spettacolo per la prima volta significava balzare in un’altra – crudele, affascinante, sconfortante dimensione. Edwin Denby recensendo il capolavoro wilsoniano dichiarò che si trattava di un’emozione simile a guardare le nuvole, quando vediamo qualcosa sopra di noi, nel cielo, ci attira, ci interessa eppure qualcos’altro sta accadendo anche altrove e qualcuno dice: “guarda là!” e non possiamo evitare di guardare. Un fascio di storie associative, eppure un’opera profondamente unitaria: non una biografia, ovvio, ma una strana, vibrante “rimessa in vita”. Perché di vita, nel teatro di Bob Wilson, si parla sempre.

a slow man

Il nucleo fondante è proprio un eschileo pathei mathos (πάθει μάθος), sofferenza e conoscenza: dalla balbuzie dolorosa che il giovane Bob subì come un tormento nacque, paradossalmente, tutto. Una danzatrice, Byrd Hoffman, lo aiutò, osservando che buona parte della balbuzie avrebbe potuto essere risolta evitando la fretta, rallentando l’articolazione delle parole, coltivando la lentezza.  E fu insieme guarigione e metodo, che il giovane Bob Wilson diffuse, nel suo lavoro all’Austin State Hospital for the Mentally Handicapped: e poi nuovi innesti e contagi, l’estate a Parigi, al lavoro con George Mc Neil, che gli insegnò l’intuizione di Stravinsky, ovvero che tutte le arti sono interconnesse: e poi gli studi di architettura, alla Pratt , e Martha Graham, la grande depressione, il tentativo di suicidio, e poi, fino a ieri, il teatro.

Manager of magic: la magia del teatro di Wilson

The Black Rider: The Casting of the Magic Bullets, Opera by Robert Wilson, Tom Waits, and William S. Burroughs. Premiered on March 31, 1990 at the Thalia Theater, Hamburg, Germany
The Black Rider: The Casting of the Magic Bullets
Opera by Robert Wilson, Tom Waits, and William S. Burroughs
Premiered 1990 at the Thalia Theater, Hamburg, Germany

Quale teatro? Antonin Artaud aveva chiesto ai registi di diventare “managers of magic”: Robert Wilson aveva risposto alla chiamata. Nei suoi spettacoli ci sono oggetti misteriosi utili a incantare, oggetti invisibili – gli attori li vedono, il pubblico li vede nei loro occhi – oggetti dotati di propria volontà, sedie che cadono da sole o da sole si spostano – oggetti realistici che compiono immagini surreali, come porre un computer su un tavolo barocco. Nei suoi spettacoli c’è, sempre, musica, ma non solo musica: suoni – le diverse declinazioni di un vetro rotto, ad esempio – voci naturali e voci registrate, voci che non ci parlano, che solo parlano, un soundscape immersivo, disturbante, attraente, catturante.

Wilson: la parola e il silenzio

Hamletmaschine, By Heiner Müller, Robert Wilson
Hamletmaschine, By Heiner Müller, Robert Wilson
Premiered 1986 at New York University, New York
Italian version premiered 2017 Festival dei Due Mondi, Spoleto

Ci sono dialoghi che qualcuno ha definito autistici, irrelati, una distanza emozionale imbattibile, emozioni travolgenti ingabbiate e distanziate in schemi formali e metaforici indistruttibili e zero comunicazione diretta. Ci sono ripetizioni insistite perché nella ripetizione c’è, sempre, segreta, la variabile e la diversità: e la persistenza, e la fluidità. C’è una riproduzione realistica perfetta in una dialettica mai risolta con la landa di sogno che ogni spettacolo crea e di cui traccia i confini. C’è il silenzio: Anne Bogart nel suo libro su Wilson ce lo mostra in prova, in silenzio assoluto, mentre il silenzio avvolge gli attori e la scena intera, e lo sguardo si concentra su una cosa, una sedia, con una tale intensità che sembra di sbirciare l’intimità profonda della mente di ciascuno dei presenti.  E, nel teatro di Bob Wilson, c’è, sempre, il trauma. L’esistenza stessa si pone come problema: l’assurdo, l’alienazione, l’ansia, la solitudine, il confronto con la morte, rotolano nel suo teatro come grandi onde.

Oltre la luce di Bob Wilson

Mary Said What She Said, di Robert Wilson con Isabelle Huppert
Mary Said What She Said, di Robert Wilson con Isabelle Huppert
Opening 2019 at Espace Cardin, Paris (Théâtre de la Ville)

Nel teatro di Bob Wilson c’è sempre la luce: regie di luce architettoniche, azzurri da Beato Angelico, rossi vibranti e colori ancora da nominare e forse da scoprire. C’è sempre la lentezza, che apre con forza l’accesso a un’altra dimensione in cui, come scrisse un poeta greco, gli dei permettono a ognuno di noi di diventare chi siamo. E c’è sempre un mistero, ah sì, profondo,  un problema, e la spiegazione del problema, che non hanno  bisogno di parole, ci sono già, come se fosse possibile averli intravisti nei sogni, che si richiamano e si riprendono e ci sono montagne da valicare e cieli da solcare e alla fine una specie di cuore pulsante, che è la chiave di tutto il lavoro e che spesso è impossibile trovare e ancor più impossibile comprendere ma è inevitabile percepire e reagire a lei con affascinata emozione e anche, sì, con dolore. Inaccettabile pensare che la liturgia di questa arte sia conclusa: che i mille Pessoa che si alternavano sul palco della Pergola ne siano stati l’ultima incarnazione. “Antonin, è proprio vero, non ci sono più capolavori”, scrisse Raymond Carver: e tremano veramente le mani, come nel prosieguo della poesia, a scrivere questo.

Pessoa Since I’ve Been Me by Robert Wilson, texts by Fernando Pessoa
Pessoa Since I’ve Been Me by Robert Wilson, texts by Fernando Pessoa
World Première 2024 at the Teatro della Pergola, Florence, Italy

A proposito di Robert Wilson su Gufetto

PESSOA – SINCE I’VE BEEN ME

regia, scene e luci Robert Wilson
testi Fernando Pessoa
drammaturgia Darryl Pinckney
costumi Jacques Reynaud
con Maria de Medeiros, Aline Belibi, Rodrigo Ferreira, Klaus Martini, Sofia Menci, Gianfranco Poddighe, Janaína Suaudeau
co-regia Charles Chemin
collaboratrice alla scenografia Annick Lavallée-Benny
collaboratore alle luci Marcello Lumaca
sound design e consulente musicale Nick Sagar
trucco Véronique Pfluger
stage manager Thaiz Bozano
direttore tecnico Enrico Maso
collaboratrice ai costumi Flavia Ruggeri
consulente letterario Bernardo Haumont
assistente personale di Robert Wilson Liam Krumstroh
commissionato e prodotto da Teatro della Pergola – Firenze e Théâtre de la Ville – Parigi
coprodotto da Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Bolzano, São Luiz Teatro Municipal de Lisboa, Festival d’Automne à Paris
in collaborazione con Les Théâtres de la Ville de Luxembourg
Teatro della Pergola, Firenze, 2 maggio 2024

JUNGLE BOOK

da Il libro della giungla di Rudyard Kipling
una creazione Théâtre de la Ville – Paris
regia, scene e luci Robert Wilson
musica e testi CocoRosie
costumi Jacques Reynaud
co-regia Charles Chemin
in scena  Heza Botto, William Edimo / Gaël Sall, Naïs El Fassi, Yuming Hey, Laetitia Lalle Bi Benie, Valia Beauvieux, Olga Mouak, Nancy Nkusi, François Pain-Douzenel
musicisti Vincent Leterme, Asya Sorshneva, Tez, Douglas Wieselman
scene, accessori e costumi realizzati dall’Atelier del Théâtre du Châtelet, Paris
produzione Théâtre de la Ville – Parigi
coprodotto da Les Théâtres de la Ville de Luxembourg (Luxembourg – LU), Les Nuits de Fourvière, Festival international de la Métropole de Lyon (Lyon – FR), Düsseldorfer Schauspielhaus (Düsseldorf – DE), Manchester International Festival (Manchester – UK), Teatro della Pergola (Firenze – IT), deSingel (Antwerp – BE), Festspielhaus St. Pölten (St. Pölten – AT)
Teatro della Pergola, Firenze, 6 febbraio 2022

MARY SAID WHAT SHE SAID

regia, scene e luci Robert Wilson
con Isabelle Huppert
testo Darryl Pinckney
musica Ludovico Einaudi
costumi Jacques Reynaud
co-regia Charles Chemin
collaborazione alla scenografia Annick Lavallée-Benny
collaborazione al disegno luci Xavier Baron
collaborazione alla creazione dei costumi Pascale Paume
collaborazione ai movimenti Fani Sarantari
sound design Nick Sagar
make up design Sylvie Cailler
hair design Jocelyne Milazzo
traduzione dall’inglese Fabrice Scott
scene e accessori realizzati da Atelier Espace et Compagnie
costumi realizzati da Atelier Caraco
calzature realizzate da Repetto
produzione Théâtre de la Ville – Parigi
coprodotto da Wiener Festwochen – Vienna, Teatro della Pergola – Firenze, Internationaal Theater – Amsterdam, Thalia Theater – Amburgo
in collaborazione con EdM Productions
Teatro della Pergola, Firenze, 13 ottobre 2019

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