MEIN KAMPF @ Teatro Argentina: Massini nello spazio tra due voci

All’interno della stagione teatrale 2025-2026 del Teatro Argentina di Roma, il noto autore e interprete Stefano Massini porta in scena MEIN KAMPF, un testo che si propone di adattare il libro di Adolf Hitler.

L’uomo che emerge dallo spettacolo è un giovane disilluso, tradito dai propri ideali ed emarginato dalla società in cui ha sempre vissuto. Nel caos dell’Europa successiva al Trattato di Versailles il ragazzo trova un varco e uno angolo rimasto scoperto, che nessuno aveva ancora pensato di occupare: la paura. Con questa alleata, comincia a pensare alle parole della sua storia.

Lo spettacolo andrà ancora in scena in giro per l’Italia: il Tour prevede come prossime tappe: Padova (Teatro Verdi): 25-29 marzo 2026, Cremona (Teatro Ponchielli): 22 marzo 2026.

MEIN KAMPF: drammaturgia e ambientazioni

Stefano Massini in scena al Teatro Argentina per Mein Kampf – foto Filippo Manzini

In una sala nera, con una piattaforma bianca che funge da terra a cui ancorarsi e da cui anche fuggire, Massini gioca con la parola “identità” in uno spazio che ne è privo.

I non-luoghi che Hitler (Massini) attraversa passano nell’ombra delle scene costruite da Paolo Di Benedetto, in perfetta armonia con la luce che accende il palco nei momenti di maggiore tensione; Manuel Frenda, infatti, esegue un notevole lavoro nel creare un mondo di bianco e di nero, dove le sfumature vengono man mano fatte scomparire.
Su questa piattaforma, dove l’interprete si assesta, si ha quasi l’impressione di vedere un libro aperto, con un angolo un po’ spiegazzato. D’altronde, come afferma il protagonista durante lo spettacolo, si tratta della “storia di un libro che ne ha uccisi cento milioni”.

Ed è proprio un libro, o qualcosa che gli assomiglia, a dominare la scena del teatro: Hitler lo calpesta, ci cammina sopra, vi urla contro e lo vive, come solo un uomo che l’ha creato (o, nel suo caso, scritto) potrebbe fare. Non c’è alcun contraddittorio oltre lui e la sua voce. Ogni storia che racconta è parte di una trama molto più complessa che risponde alla domanda ricorrente di tutta l’opera: da dove si comincia per cambiare la storia?

Massini risponde a questo interrogativo con le parole originali del dittatore nazionalsocialista. Ne emerge un’Europa sconfitta dalla Prima guerra mondiale, divisa tra la fame operaia e l’estraneità borghese. Ma soprattutto affiora il pericolo, e il dubbio, che queste parole a lungo nascoste siano molto più vicine alla modernità di quanto ci aspetteremmo, ricordando quanto un libro possa celare le idee di una persona finché non viene letto.

MEIN KAMPF: l’interpretazione di massini

Massini in scena per MEIN KAMPF – foto Filippo Manzini

Stefano Massini si conferma un interprete di grande talento, capace di reggere il peso di un intero spettacolo che richiede continui cambiamenti legati all’evoluzione del personaggio e al ruolo di chi, al contempo, spiega al pubblico il messaggio dell’opera.

Il rischio che la rappresentazione diventasse più una lezione di storia che uno spettacolo è stato ampiamente evitato: ciò dimostra la bravura della regia e della scrittura della sua firma.

Tuttavia, se il momento in cui la sua ombra appare sul fondo del palco crea un effetto ottico ben riuscito, si esce dalla sala con la sensazione che si sarebbe potuto proseguire su quella scia, rendendo in alcuni momenti la narrazione più incisiva attraverso un uso ancora più completo dei mezzi disponibili. La sala si sporca solo con i vetri rotti e i libri tagliati che cadono dall’alto a rappresentazione inoltrata.

MEIN KAMPF: le conclusioni sullo spettacolo di Stefano Massini

Nel complesso, MEIN KAMPF è uno di quegli spettacoli da vedere, in cui linearità e pulizia sono così solide da mostrare appieno le grandi potenzialità dell’attore in scena. Massini conosce il teatro e ne dà prova: anche servendosi unicamente delle parole di un libro, disegna una storia che racchiude i drammi del secolo scorso e, insieme, quelli della nostra attualità.

CHI È STEFANO MASSINI?

Classe 1975, Stefano Massini è oggi uno dei drammaturghi italiani più apprezzati sulla scena internazionale. Dopo la formazione teatrale, iniziata come assistente di Luca Ronconi, conquista la ribalta mondiale con Lehman Trilogy, testo messo in scena in numerosi Paesi, fino al trionfo a Broadway con il Tony Award 2022 per la migliore opera teatrale; unico italiano vincerlo nella storia.

La sua scrittura intreccia analisi sociale e coscienza civile, cifra riconoscibile anche in altre sue opere come Eichmann. Dove inizia la notte e Cuore di Cane. Parallelamente all’attività di autore e interprete, Massini è diventato un volto noto della rete televisiva La7, dove interviene nel programma di Corrado Formigli con monologhi sul contemporaneo che portano il teatro all’interno del linguaggio mediatico.

Sotto le recensioni su Massini dalla redazione di Gufetto:

mein kampft DATI ARTISTICI

uno spettacolo di e con Stefano Massini
tratto da Mein Kampf di Adolf Hitler

scene Paolo Di Benedetto
luci Manuel Frenda
costumi Micol Joanka Medda
ambienti sonori Andrea Baggio

foto Filippo Manzini

produzione Teatro Stabile di Bolzano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana

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Leonardo Chiaventi

Laureato in archeologia alla Sapienza, vado nei teatri per capire quell' attualità che nei banchi di scuola non ho mai studiato. Scrivo per diletto con la speranza di farne un lavoro.