La misura del mondo è il tema per questa 23° edizione della fiera PLPL e rende omaggio alla ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Marco Polo, viaggiatore veneziano che intraprese un lunghissimo viaggio lungo La Via della Seta e autore de Il Milione, resoconto di dei suoi viaggi in Asia.
Da questo capolavoro della letteratura di viaggio ai romanzi classici contemporanei, l’edizione 2024 di Più libri più liberi è dedicata all’immaginazione che è misura esatta del mondo e di ciò che esso contiene. Se leggere è percorrere nuovi territori e pensieri, i libri ne diventano la carta geografica.
Per questa edizione abbiamo scelto di percorrere questo lungo viaggio attraverso il vasto continente asiatico e seguiremo i cinque eventi dedicati proprio al grande viaggiatore Veneto.
Contenuti
Eventi e approfondimenti sulla figura di Marco Polo a PLPL
Gufetto ha scelto di seguire alcuni momenti informativi sulla figura del viaggiatore veneziano, eventi che spaziano dalla figura storica a quella letteraria suggerendo diverse interpretazioni della sua opera.
Raccontare Marco Polo – Editori veneti
Il 4 dicembre alle ore 15.00 presso lo Stand Editori Veneti sono intervenuti Chiara Finesso Presidente, l’assessore Cristiano Corazzari e il giornalista Giovanni Montanaro.
Montanaro ha concentrato l’evento sulle differenze più importanti tra Europa e Asia che il mercante veneziano ha riportato. La culla di tutta l’epopea di Polo nasce da Venezia, una città che diventa una delle più importanti del mondo, arrivando a comandare i mercato e le monete nel Mediterraneo e diventandone l’emporio. Ogni merce esotica, utile o pregiata, passava proprio da Venezia. Un centro logistico fondamentale per gli scambi. I veneziani, abilissimi mercanti, creano due tipologie di impresa: quella denominata “colleganza” dove ci sono due soci (uno che parte per acquistare le merci e uno che resta per poi rivederle) e la tipologia “fraterna”, quella che oggi chiamiamo a conduzione famigliare. Ed è di quest’ultimo tipo l’impresa della famiglia di Marco Polo. Sarà proprio assieme al padre e allo zio che intraprenderà, a soli diciassette anni, il viaggio della sua vita.
IL VIAGGIO DI mARCO POLO A PIù LIBRI PIù LIBERI
Quello di Marco è l’approdo in un mondo che ha grandezze colossali. L’impero cinese, già nel 1200, aveva un territorio e una popolazione vastissima. Per capirne le proporzioni basta dire che Venezia aveva sessantamila abitanti. Pechino ne contava già un milione in un territorio di oltre ventisei milioni di chilometri. Marco Polo incontra religioni, civiltà, luoghi che oggi sono perfino scomparsi. Viene a contatto con cose sconosciute, dal rinoceronte di Sumatra al muschio per creare profumi, arrivando perfino al petrolio. Parla moltissimo delle donne e delle differenze di queste nelle varie società. Un mondo variegato sicuramente. Donne guerriere, regine e variopinti costumi sessuali, tutto molto distante (e diverso) dalla cultura cattolica dalla quale proviene. La totale lontananza, questo mondo opposto, fatto comunque da uomini e donne, è il vero nucleo di meraviglie de Il Milione. Non è solo un libro sulle differenze di un mondo tra Europa e Asia o delle differenze interne all’Asia stessa, ma parla soprattutto di quanto in realtà siamo simili.
Marco Polo non è stato il primo veneziano in Cina. A dire il vero, quando vi arriverà, il più alto numero di europei è composto da genovesi, ma è stato il primo a scriverne.
l’istituto storico del medioevo ci parla delLa misura del mondo
Marco Polo e gli altri – la misura del mondo 08 dicembre ore 15.30 presso lo Stand Regione Lazio. Intervengono Antonio Musarra e Salvatore Sansone. A cura di Istituto Storico per il Medioevo.
Ci ha colpito di questo evento l’approfondimento storico attorno alla figura di Marco Polo. Siamo stati curiosi di scoprire quale direzione avrebbe questo approfondimento.
Quella tra Antonio e Salvatore è stata una vera “passeggiata” assieme a Marco Polo per quello che noi europei chiamiamo Oriente. La domanda che è venuta fuori nello scambio fra i due accademici è stata: Quanti Marco Polo conosciamo? Perché di Marco Polo e il suo Milione ne abbiamo sentito parlare tantissimo, al punto che è diventato un personaggio fondamentale per la cinematografia e per sceneggiati televisivi (ricordiamo quello prodotto da Rai e diretto da Montaldo) e la sua figura è stata sempre studiata.
MARCO POLO, UN’ICONA
Marco Polo quindi diviene fin da subito un’icona che è arrivata fino a noi. Personaggio influente anche quando viene incarcerato a Genova dove conoscerà Rustichello da Pisa, scrittore professionista di scarsa notorietà a cui racconterà le sue memorie. Perché il Milione non è un’opera scritta da Marco Polo, ma solo narrata. Diventa lecito quindi, come suggerisce Sansone, chiedersi quanto in questa opera sia tutto frutto del viaggiatore veneziano oppure ci sia anche la fantasia dello scrittore professionista che lo ha redatto. Si passa da un primo piano realistico (le memorie di Marco) a un secondo piano (quello immaginario di Rustichello) che potrebbero essersi fusi assieme dando vita a quello che è stato un vero best seller medievale. Ci sono tantissime copie manoscritte in moltissime lingue che hanno attraversato la storia e sono arrivate nelle nostre mani.
MARCO POLO E LA DIMENSIONE LETTERARIA
Marco Polo dunque incarna una certa perfezione letteraria. Un’idea seminale che ha proprio ispirato tutta la fiera di PLPL del 2024.
Da un punto di vista storico, Marco Polo è per lo più un mistero. Sulla sua vita reale la documentazione pervenuta è davvero scarsa. Uno dei documenti più interessanti che abbiamo è certamente il suo testamento olografo, dal quale possiamo ricavare alcuni dati biografici essenziali per alcune ricostruzioni. Ad esempio, che ha raggiunto l’età di settant’anni, che si fosse sposato e che da questo matrimonio ha avuto tre figlie. Che dai suoi viaggi in Asia ha riportato una serie di oggetti che lascia proprio alle figlie. Che ha avuto uno schiavo tartaro, portato con sé da i suoi viaggi e che viene affrancato. Possedeva grandi ricchezze, certamente. Questa scarsità di elementi (davvero pochissimi rispetto ad altri personaggi suoi contemporanei) costringe gli storici a leggere Il Milione stesso in senso biografico.
mARCO pOLO: LA VITA
C’è chi ha preferito tacere la sua biografia e presentare un profilo che sottolineasse maggiormente l’immaginario orientaleggiante che Il Milione tramanda. Ragionevolmente cosa si può dire di concreto su questo viaggiatore? Che nasce nel 1254, quasi certamente a Venezia da una famiglia di mercanti. Colui che diede avvio all’impresa di famiglia commerciando con le Asie è Marco il Vecchio sfruttando la presenza di Venezia a Costantinopoli durante la Quarta Crociata insediandosi nella penisola di Crimea. Questo era un luogo che possedeva un ruolo geopolitico fondamentale: dava accesso alle grandi steppe settentrionali e alle vie dell’ambra, alle vie delle pelli e al grano delle regioni oggi conosciute come Ucraina. Ed è così che si spiega la partenza del padre di Marco (Niccolò) quando aveva sei anni. Lo ritroverà dieci anni dopo. Nel 1266 pare che Niccolò e il fratello Matteo (zio di Marco) avessero raggiunto la Capitale della dinastia mongola che governa la Cina di quel tempo. Sappiamo che al ritorno a Venezia, nel 1270, il padre si risposa (la madre di Marco è pressoché sconosciuta e pare sia morta poco dopo la sua nascita) e l’anno successivo, ripartirà di nuovo con il fratello, ma portandosi dietro il figlio diciasettenne.
Sarà il viaggio della vita, che li terrà lontani da Venezia per ventiquattro anni.
il viaggio di Marco Polo ne il milione
Questo quarto di secolo viene appunto raccontato ne Il Milione. Si suppone che Marco visiterà tutta la Cina ricoprendo incarichi per Qubilai Khan e fondatore di Khanbaliq (odierna Pechino).
Il problema principale su cui gli storici mettono il focus è la veridicità dei dati tramandati da Polo attraverso Il Milione. Non si sa se siano elementi di natura autoptica oppure se egli abbia messo all’interno dei quattro libri che compongono il testo originale particolari che gli sono stati raccontati.
Il Milione è costituito da capitoli costruiti in maniera aneddotica: sono oltre duecentocinquanta capitoli, ciascuno dedicato a un singolo argomento. Il primo libro che parla del difficoltoso viaggio verso oriente, che prevedeva numerose tappe all’interno di territori, sì pacificati, dell’immenso impero mongolo, ma pieno di insidie. Il secondo libro che ha suscitato l’interesse anche degli studiosi cinesi sulla figura di Marco Polo, dei quali abbiamo numerose pubblicazioni atte a verificare la veridicità dei suoi testi attraverso la comparazione delle cronache dell’epoca, ci racconta del Qubilai Khan, della vita a palazzo, delle tradizioni delle meraviglie di Khanbaliq, dei suoi canali e commerci. Marco Polo si interesserà molto alle religioni presenti nell’impero, soprattutto alle costole cristiane orientali, ma non parlerà mai del confucianesimo. Insomma, in questo libro descrive la società nella sue vesti più disparate.
Gli altri due libri sono dedicati alla descrizione della Cina Settentrionale e Meridionale. E qui sorgono anche dubbi sulla veridicità che egli abbia davvero compiuto per conto del Khan questa serie di viaggi, in particolare le città sulle coste del Mar Cinese meridionale.
il milione, fra Polo e Rustichello
Certamente dobbiamo leggere Il Milione come un’autorialità condivisa tra Polo e Rustichello, verità e immaginazione. Marco Polo dunque mercante e figlio di mercanti, viaggiatore non colonizzatore, scopritore delle civiltà e tradizioni asiatiche, condottiero al servizio del Gran Khan, prigioniero dei genovesi, coautore di un manoscritto straordinario, marito e padre, ricco e rispettato cittadino veneziano.
Stiamo parlando di un personaggio che fu contemporaneo a un altro grande viaggiatore italiano (ma il cui viaggio è avvenuto nell’aldilà) che era Dante Alighieri e all’artista Giotto.
Dante e Marco, inventori di viaggi, uno orizzontale e uno verticale. Questo non solo per contestualizzare Polo, ma anche per evidenziare il Milleduecento è stato un secolo di grandissima importanza per l’Italia.
Più libri più liberi – le presentazioni dei libri su Marco Polo
Gufetto seguirà anche le presentazione di alcuni volumi legati alla figura di Marco Polo.
Marco Polo torna in Cina – Gaspari Editore
Sempre il 5 dicembre ore 17.30 saremo alla presentazione del libro Venezia-Pechino: Marco Polo torna in Cina di Marco Gandini. Intervengono l’autore e Orietta Volpi. A cura di Gaspari Editore.
Abbiamo scelto di seguire questo evento perché fonti autorevoli ci hanno detto che si tratta di un volume che per la prima volta analizza l’impatto che la figura di Marco Polo esercita nella percezione del mondo cinese.
Cosa lo ha spinto a raccontare un Marco Polo moderno? L’autore ci risponde che voleva ripercorrere il viaggio de Il Milione con un Marco digitale in contrapposizione di un Marco medievale.
Il Marco digitale ripercorrerà il viaggio (che per motivi di tempo sarà di sola andata) partendo da Venezia fino a Pechino, attraversando Acri, poi Turchia, Iran, Afghanistan, un pezzo di Tagikistan e infine in Cina. Questo viaggio ha anche tappe al di fuori del viaggio, perché lo stesso Marco Polo ha scritto così il suo viaggio.
Molti studiosi, tra l’altro, dell’Ottocento e del Novecento hanno decretato che in certe località il viaggiatore medievale non è passato. Ad esempio, parla del Cashmere, la zona settentrionale del Pakistan, Samarcanda, dove probabilmente sono passati in realtà il padre e lo zio quando lui era rimasto, bambino, a Venezia.
Il Marco digitale ripercorre queste tappe per raccontarle come le possiamo vedere oggi.
Nel libro c’è sempre un collegamento con ciò che si vede con il punto di partenza, cioè la città lagunare.
Le cose interessanti che sono state una scoperta per entrambi i Marco, sono certamente la presenza di religioni: Polo in particolare, parla dei musulmani che vengono chiamati Saraceni, i cristiani Nestoriani e degli idolatri, che si differenziano dalle prime in quanto erano politeiste. Quella però forse più interessante è una religione presente in Siria: lo zoroastrismo, precedente alle tre grandi religioni monoteiste.
Una delle differenze tra i due viaggi sono sicuramente che oggi ci sono possibilità di locomozione che nel medioevo erano impensabili, non solo in qualità di velocità, ma anche di sicurezza. Certamente ci sono molte barriere ancora oggi, non solo di natura puramente geografica, ma di natura politica e burocratica, dovute anche ai conflitti che oggi infuocano il Medioriente. Sappiamo che due americani hanno rifatto questo viaggio nel 1993 e un inglese nel 2002 e avevano bisogno di lettere di presentazione da mostrare ai signori della guerra locali per attraversare porzioni di territori. In questo, probabilmente, il viaggio del Marco medievale era snellito dal possesso di una Piastra d’oro rilasciata dal Khan che funzionava come lasciapassare nella vastità del territorio cinese.
Ma se il Polo medievale avesse avuto uno smartphone dove avrebbe fatto un selfie? Sicuramente, risponde l’autore, lo avrebbe fatto assieme a Qublai Khan a Shangdu una città a cui dedica parecchio spazio nella sua descrizione ne Il Milione. Un luogo con un circuito di tre muri fortificati al cui centro c’era il palazzo del Gran Khan.
L’autore rivela che cii ha messo più di un anno e mezzo per scriverlo e che la ricerca è stata difficile anche per le contraddizioni nelle fonti.
La casa editrice ci interessa per le sue guide di viaggio tarate solo su territorio italiano.

VENEZIA-PECHINO: MARCO POLO TORNA IN CINA
Marco Polo: un viaggio nel tempo -Interlinea Edizioni
Il 6 dicembre ore 15.00 sarà la volta della presentazione del libro “Marco Polo o l’invenzione del mondo. Un’idea di letteratura” di Gian Luca Favetto. A cura di Interlinea Edizioni.
Di questo evento ci interessava la riflessione di Favetto intorno alla figura storia di Marco Polo e sul processo creativo che ha portato e su come nasce la letteratura attorno e dentro a Il Milione.
La storia di Marco Polo inizia dalla fine quando viene incarcerato a Genova. Qui ha la fortuna di incontrare, ormai quarantaquattrenne, di condividere la sua prigionia con Rustichello da Pisa.
Il Milione non è un testo che è stato scritto di prima mano, ma non è mai stato neppure dettato. Rustichello redisse il testo rielaborando le memorie che Polo gli narrava. La cosa particolare è che il testo originale non esiste più. Ci sono arrivati 145 codici, di cui solo due sono in toscano. Il più antico del 1303 conservato presso la Bibliotheque Nationale de Paris e li altri 143 sono in francese, in tedesco, molti, la maggior parte, in latino. Pensiamo a quante manipolazioni che rivelano diversità tra le varie edizioni. Ed è questa la sua straordinarietà, intrinseca nella sua precedenza alla stampa, nella sua natura amanuense che lo ha fatto crescere e diversificare.
Polo, nei suoi diciassette anni, intraprende il viaggio del dilettante che si avventura alla scoperta del mondo. Ha uno uno sguardo non coloniale, e finisce tutto nel libro che rimane di lui, Il Milione, un libro scritto orale, grazie al quale è diventato un protagonista della letteratura. Nel testo di Favetto ci sono molte voci. C’è il narratore, c’è Marco Polo, ci sono il padre e lo zio, ci sono le figlie, Kublai Kan, Rustichello e la principessa Kokachin. È il racconto di un lungo viaggio andata e ritorno verso paesi pieni di meraviglie, di scoperte e di nuove visioni, che in qualche modo ha cambiato anche il modo di pensare al viaggio e all’avventura, anche letteraria.

Marco Polo: un viaggio nel tempo
Consiglio di lettura: Marco Polo – Il Milione (la descrizione dettagliata del mondo) edizione Marsilio
Se cercate una buona edizione in italiano moderno per leggere il noto testo “Il Milione” vi consigliamo l’edizione da poco uscita di Marsilio con traduzione di Giordano Tedoldi, postfazione di Renata Pisu. L’abbiamo letta e sentiamo di consigliarvi questo libro per avvicinarvi ad un testo considerato storicamente come difficile da approcciare.
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