MANSON @Teatro delle moline: Fanny e Alexander si confrontano con la fine del sogno hippie

Manson di Fanny & Alexander sbarca al teatro delle Moline. Una prova convincente di Andrea Argentieri che, a partire dalle interviste originali di Charles Manson e grazie ai particolari dispositivi drammaturgici già sperimentati dalla compagnia, riesce a creare uno spettacolo coinvolgente e sfaccettato.

Manson: una mente enigmatica

Charles Manson è una delle figure più emblematiche della cultura di massa americana. Racchiude in sè tutte le contraddizioni della sue epoca, dove desiderio di liberazione, appelli all’amore libero e i risvegli spirituali convivevano con edonismo estremo, violenza e desiderio diammirazione.

Nella prima parte dello spettacolo la sala è buia e conosciamo la biografia di Manson attraverso scritte proiettate, dalla nascita fino al momento del processo. La madre prostituta che abbandona il figlio, il via vai tra orfanotrofi e riformatori, la vita da piccolo criminale che si evolve in quella di improbabile musicista/santone della sua family composta da giovani ragazzi e ragazze emarginate.

Una messa in scena immersiva per manson al teatro delle moline

Lo spettatore è coinvolto grazie a una precisa drammaturgia sonora unita a un complesso gioco di luci: rumori di sirene e latrati di cani si alternano a canzoni psichedeliche e urla, immergendo gli spettatori nel delirio paranoide della setta e nel suo confuso mix di controcultura, uso di droghe e di violenza, fino ad arrivare alla terribile notte dell’eccidio di Cielo Drive, che pose fine ai sogni della controcultura americana.

FAnny e alexander rendono il pubblico giuria

Solo nella seconda parte compare Andrea Argentieri nei panni di Manson. Il dispositivo drammaturgico, già usato in passato dalla compagnia, è semplice ma efficace. Ogni spettatore, a turno, può rivolgersi direttamente all’attore tramite una serie di domande distribuite all’ingresso in sala. Sia le domande che le risposte sono tutte prese dal processo o da interviste durante la carcerazione , donando sincerità al personaggio e alla scrittura; per aderire ancora meglio al personaggio originale, le risposte sono date in inglese.

manson, lo spettacolo: argentieri magnetico e inquietante

Non vi è spazio per l’interpretazione ma si cerca la completa fusione fra l’attore e il personaggio. La parlata lucida e folle, il corpo controllato ma imprevedibile, lo sguardo magnetico e inquietante, l ’ironia seguita da lunghi silenzi: tutto concorre a restituire il fascino e la complessità di Charles .

Il lavoro della drammaturga Chiara Lagani è stato quello di selezionare un collage da cui emergessero tutte le sfaccettature della personalità di Charles e del modo in cui vedeva società chelo giudicò: i deliri mistici, la violenza, il razzismo da un lato, l’esclusione e il perbenismo dall’altro. Nel corso dello spettacolo indaghiamo a fondo tutti questi temi, e il coinvolgimento diretto permette di sentirsi pienamente coinvolti, di essere testimoni e giudici allo stesso tempo.

Interrogarsi su questa figura risulti ancora necessario, per specchiarci nelle forme del male che creiamo ogni giorno come collettività e mettere in dubbio le nostre certezze.

Manson-cast e dati artistici

Uno spettacolo di Fanny & Alexander

ideazione, regia, luci, progetto sonoro

Luigi Noah De Angelis

drammaturgia, costumi

Chiara Lagani

con Andrea Argentieri

Visto al teatro delle Moline il 19 Gennaio 2025

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