A vent’anni dalla sua prima edizione francese, L’USO DELLA FOTO arriva finalmente in Italia grazie alla pubblicazione di L’Orma Editore, nella traduzione di Lorenzo Flabbi.
Contenuti
L’uso della foto: Nature morte
Ne L’uso della foto, composto a quattro mani dal premio Nobel per la letteratura Annie Ernaux e Marc Marie, fotografo e giornalista, compaiono quattordici scatti fotografici nati da un gioco tra amanti: catturare l’immagine della composizione di abiti gettati a terra aggrovigliati, scarpe slacciate, tavole da pranzo non sparecchiate e lenzuola sgualcite, lasciata dietro di loro nell’urgenza della passione e del desiderio.
Attorno alle fotografie pubblicate nel libro, scelte tra più di quaranta scattate fra il 2003 e il 2004, Ernaux e Marie sviluppano un dialogo che, attraverso la scrittura autobiografica di entrambi, concede a chi legge l’accesso nello spazio intimo della loro relazione, senza alcuna discrezione.
Eppure in nessuna delle immagini è rappresentata esplicitamente l’esperienza sessuale, i corpi vengono sottratti allo sguardo diretto di chi legge non comparendo mai.
L’uso della foto: Oltre l’inquadratura
Le fotografie restituiscono frammenti che espandendosi nelle parole che le accompagnano raccontano la storia che sta oltre i margini dell’obiettivo, sono le descrizioni di Ernaux e Marie ad evocare quello che non viene catturato nello scatto e a far sì che ciò che si è consumato resti lì, ad abitare l’immagine.
Viene da chiedersi se la coscienza del gioco sia riuscita a preservarne la spontaneità oppure in un certo modo e ad un certo punto abbia innescato una consapevole performatività, divenendo, perché no, un ulteriore elemento di complicità.
L’uso della foto: Qui ed ora

Quando inizia la relazione con Marc Marie, Annie Ernaux ha sessantatré anni ed un tumore al seno. La malattia, raccontata senza tracce di retorica, si inserisce come una terza presenza nella relazione, ma senza definirne o alterarne l’intimità, piuttosto mescolandosi con momenti di vita potenti. Il corpo di Ernaux, segnato dal cancro, viene raccontato senza alcun velo.
Senza nessuna corsa contro il tempo e la morte, ma cercando di preservare l’essenza di ciò che vivono, i due amanti compongono un diario personale che si sviluppa in un percorso visivo ed emotivo narrato a due voci. Sin dalle prime pagine si avverte la natura fugace del loro rapporto ed è in questa ipotesi della fine che l’amore assume la sua espressione più vitale.
L’uso della foto: Un diario a due voci
L’uso della foto è una lettura intensa. La scrittura è attraversata dall’entusiasmo dei nuovi incontri: Ernaux e Marie si osservano, si scoprono, si accolgono in uno spazio che progressivamente diventa familiare anche per chi legge. Entrambi si raccontano in un modo profondamente personale, come se non dovessero mai essere letti, scrivendo per sé nel gesto privato di ricordare.
L’uso della foto: Uno spazio sospeso
E’ il 2003 quando si conoscono, l’anno dell’invasione dell’ Iraq e mentre il mondo è attraversato da tragici conflitti, dentro queste fotografie troviamo lo spazio sospeso, quasi protetto, costruito da Ernaux e Marie. Nel momento geopolitico che stiamo attraversando, ritrovarsi immersi nell’intimità di queste pagine è quasi di conforto. Tutto ciò che viene evocato dalle immagine catturate e dalla memoria restituita attraverso scrittura – i calici di vino, i viaggi, la musica che riempie le stanze – è una traccia della loro condivisione spensierata mentre fuori ogni cosa procede con la sua violenza.
Per quell’inevitabile circostanza per cui la storia sempre ritorna, L’uso della foto, seppure pubblicato vent’anni fa, è’ una lettura che oggi porta a riconnettersi alla necessità di sottrarre tempo al rumore del mondo e custodire i momenti che ci appartengono.
L’USO DELLA FOTOGRAFIA – L’ORMA EDITORE
Brossura con alette
novembre 2025
168 pagine
isbn 9791254761427
traduzione di Lorenzo Flabbi


