Ogni volta che il buon Teatro ci invita andiamo e l’Arcobaleno rimane uno dei pochi Teatri che ospita ancora la qualità. Il foyer dell’Arcobaleno è gremito e assiepato di intenditori che non hanno intenzione di perdersi il Pirandello di Ennio Coltorti. Nel parterre notiamo uno dei più grandi attori Italiani: Pino Micol. L’uomo, la bestia e la virtù è l’unico testo comico dell’autore oltre Cecè (ma è un atto unico e non si fa spesso se non in coppia con dell’altro proprio perché atto unico e quindi breve). Lo spettacolo ha debuttato il 30 gennaio.

Contenuti
La trama diversamente umoristica
L’autore di Girgenti si cimenta in quello che lui stesso definirà un apologo anche se qui non ci sono animali in realtà o quanto meno nell’accezione pura, neppure antropomorfi ma solo un uomo brutale nei modi tanto da farlo sembrare una bestia e altri due che hanno atteggiamenti poco civili. La moglie del capitano e Paolino, rivelano tutta l’ipocrisia nascondendo una gravidanza frutto indicibile del loro rapporto clandestino. In tono farsesco e inusuale, Pirandello non spreca l’occasione per perorare la sua causa e poetica: l’uomo indossa malamente la maschera. Filtro per nascondere e far sembrare vera la bugia. Se si scoprisse quel figlio la vergogna più grave non sarebbe l’adulterio ma la posizione sociale del trasparente professor Paolino che verrebbe irrimediabilmente compromessa. Al capitano non importerebbe nulla anzi non importa più della moglie. La commedia non fu ben accolta dal pubblico che non era abituato al quel Pirandello comico. Ma col tempo fu compresa e apprezzata come spesso accadeva all’autore.

La fede laica per l’autore
Il testo è fedele. Non è stato rimaneggiato. Violato, com’è accaduto per il film di Steno e come accade e accadrà mille o meglio un milione di volte. Ogni tanto mi torna in mente quel Gabbiano di Dini all’Argentina, che poco o niente aveva a che fare con quello di Cechov (titolo a parte). Sono altre commedie e allora perché non dargli un altro titolo? Forse per goderne della popolarità e catturare pubblico? Qui Ennio Coltorti è fedele al testo e all’autore. Non aggiunge e non toglie. L’Italia è l’unico paese dove l’attore “re-cita” e quindi cita per la seconda volta il testo dell’autore con la propria interpretazione. Che succede quando gli sceneggiatori citano di nuovo? Citazione al cubo…

Interpretazione puntuale e brillante
Gli attori sono bravi, puntuali, non eccedono e filano come su rotaie di ferro. Ci piace Jesus Emiliano Coltorti nel ruolo del trasparente professor Paolino (figlio nella vita di Ennio). Ci diverte Adriana Ortolani nel ruolo della virtuosa signora Perella. Non ci stupisce Ennio Coltorti, ma solo perché ogni volta è diversamente bravo nei ruoli ai quali dà voce e corpo, qui è la bestia o capitano Perella. E bravi tutti: Riccardo Graziosi, Anita Pititto, Valentina Martino Ghiglia, Greta De Bortoli, Tito Marteddu, Nathan Macchioni.
Costumi e scene
Mi piacciono le scene di Ennio Coltorti che cambiano davanti gli occhi del pubblico senza pudore, anzi con un gioco armonico che rapisce. Non c’è nessun segreto se non la magia del Teatro che si rivela in quella rara contemporaneità che gli appartiene: è una forma artistica dove gli attori e gli spettatori vivono lo stesso respiro. Respiro contemporaneo appunto.
Spettacolo da vedere.
Info
Dal 30 GENNAIO AL 15 FEBBRAIO 2026
Venerdì e Sabato ore 21 – Domenica ore 17,30
L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTù
Di Luigi Pirandello
Regia Ennio Coltorti
Con Ennio Coltorti, Jesus Emiliano Coltorti, Adriana Ortolani
e con Riccardo Graziosi, Anita Pititto, Valentina Martino Ghiglia, Greta De Bortoli, Tito Marteddu, Nathan Macchioni
Scene Ennio Coltorti – Costumi Annalisa Di Piero
Produzione CASTALIA (Centro di Produzione)
Foto di Enzo Manniccia


