Una donna ribelle è la protagonista di questo romanzo edito da Nutrimenti. L’autrice, Chiara Mezzalama, ci fa immergere in un viaggio lungo una vita, ballando tra gli Stati Uniti e l’Italia alla ricerca della propria realizzazione.
Contenuti
L’inadatta: una bandiera di identità
Cosa significa sentirsi inadatta?
È una domanda centrale, come dimostra il titolo del nuovo romanzo di Chiara Mezzalama. La storia della sua protagonista è la storia di una donna che parte da una sensazione perenne di inadeguatezza a tutto ciò che la circonda.
E invece di farne un cruccio, ne fa una bandiera per liberarsi dagli schemi familiari e sociali che la vorrebbero altro da sé.
L’inadatta: storia di Grace
Grace, la nostra inadatta, viene da una famiglia di media borghesia della California, che tenta di sopravvivere a un padre rientrato traumatizzato dalla Seconda Guerra Mondiale e a una madre controllante e con altissime pretese.
Grace sente che non è roba sua, che in quel pezzetto di mondo non c’è spazio per lei. Deve trovare il suo posto e ci prova: si sposa giovanissima e ha una figlia, il matrimonio però naufraga molto presto e la figlia le viene sottratta con l’inganno dall’ex in combutta con la sua stessa madre.
Entra in contatto con il jazz e il mondo afroamericano, scappa a New York dove sente che può essere libera da tutto ciò che prima la opprimeva. E dove trova l’amore della vita, Sam, un trombettista della band di John Coltrane.
E poi, per superare un dolore, l’ennesimo, eccola partire per Roma, dove cerca di nuovo di realizzare i suoi sogni e ci riesce, anche se le fatiche non sono mai finite.
In tutto questo vagare, geografico ed emotivo, uno solo è l’appiglio di Grace: la danza. L’altra grande protagonista del romanzo, che rivela la sua potenza e le sue qualità salvifiche ogni volta che Grace sembra sul punto di cedere. È solo attraverso la danza e il suo corpo che Grace smette di sentirsi inadatta e semplicemente è.

L’inadatta: la struttura narrativa
I capitoli scorrono veloci e la scrittura, tutta centrata sull’io narrante di Grace, è godibile.
Si alternano più livelli narrativi: il filo dei ricordi di Grace passa attraverso gli anni ed è la guida per chi legge. A fare da contrappunto sono i capitoli di stacco, in cui una parte della vicenda viene raccontata da qualcun altro. Non è importante il chi, ma il come.
Queste parentesi sono ben congegnate perché ci permettono di entrare nella vicenda al di fuori del punto di vista di Grace. Ci permettono di vederla di scorcio, di osservarla e capirla un po’ meglio. Vederla anche al di fuori della sua stessa percezione, con i suoi limiti, i suoi momenti no.
Le parole degli altri rafforzano l’immagine di una donna costantemente alla ricerca di qualcosa, inquieta eppure in qualche modo sempre splendente.
L’inadatta: essere artista per una donna
Un punto interessante è la difficoltà che Grace affronta nel suo essere danzatrice e coreografa.
La fatica che fa come essere umano si riflette chiaramente anche nella fatica che sente come professionista: in più di un’occasione, la vediamo quasi arrendersi, gettare la spugna di fronte a un sistema complesso e poco accogliente. Eppure, ogni volta, trova una giusta alleanza o uno spiraglio in cui ritornare a sé.
Perché il vero sé di Grace è la danza. È tutto ciò che colma i suoi vuoti, che fa emergere il desiderio di andare ancora un pezzettino più avanti, nonostante le giunture che iniziano a scricchiolare, il cuore infranto o la voglia di riposare e basta.
Questa peculiarità le permette di resistere alle incertezze, di non abbandonare la sua vocazione e accettare il prezzo che essere danzatrice comporta.
Grace sceglie sempre e comunque la danza, perché attraverso essa ha trovato l’autenticità e l’essenza del suo io. Non cede ai ruoli che la società vorrebbe affibbiarle, non cede ai compromessi con le persone che la circondano. Prosegue.
Paga caramente questa scelta, ma in essa in qualche modo in molte possono rispecchiarsi.
CASA EDITRICE:Nutrimenti
AUTRICE: Chiara Mezzalma
COLLANA: Greenwich
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025
PREZZO: euro 17,10


