STORIE MERAVIGLIOSE DI GIOVANI GRECI @ PLPL 2022: il nuovo libro di Laura Pepe

Giovedì 8 dicembre si è svolto, all’interno della Fiera Più libri Più liberi 2022, l’incontro di presentazione del nuovo libro di Laura Pepe, edito da Laterza. Storie meravigliose di giovani greci è un affascinante percorso attraverso i miti e le tragedie greche in cui l’autrice racconta la gioventù nell’antichità, cercando di analizzare “l’età del troppo” in rapporto all’oggi. A moderare l’incontro Maura Gancitano.

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Storie meravigliose di giovani greci, copertina

LAURA PEPE: chi è l’autrice di Storie meravigliose di giovani greci presentato a plpl 2022

Professoressa presso l’Università Statale di Milano, dove insegna Diritto romano e diritti dell’antichità, Laura Pepe è una storica e accademica che negli ultimi anni si è dedicata a un’ampia opera di divulgazione della storia antica, attraverso studi, ricerche e manuali per le scuole. Nel tempo ha poi dedicato parte della sua attività anche ai media, radiofonici e televisivi, collaborando soprattutto con Focus Tv. Nel corso degli anni, ha pubblicato numerosi volumi fra cui ricordiamo Atene a processo: il diritto ateniese attraverso le orazioni giudiziarie, pubblicato da Zanichelli nel 2019 e La voce delle Sirene: i Greci e l’arte della persuasione, edito da Laterza nel 2020.

Quest’anno, sempre con Laterza, pubblica un volume sulla giovinezza, intitolato Storie meravigliose di giovani greci.

STORIE MERAVIGLIOSE DI GIOVANI GRECI: chi sono i nostri eroi?

Attraverso le pagine, possiamo così conoscere le storie di giovani uomini e giovani donne che nell’antichità hanno segnato un passaggio, perché hanno messo in crisi la tradizione, hanno spinto avanti con le loro pretese, le loro ambizioni, i loro desideri una civiltà, capovolgendone a volte la struttura dalle fondamenta. Esempio su tutti il giovane Alessandro Magno, che ha fatto ciò che nessun altro prima di lui aveva fatto: costruire l’impero più vasto dell’antichità; ha sognato l’impossibile e lo ha realizzato, lui, un giovane, che poi sarà imitato dai vecchi.

Ma come lui, anche tutti gli altri segnano una transizione nel mondo presentatoci dall’antichità. Attraverso la bella intervista condotta da Maura Gancitano, autrice, filosofa, divulgatrice e co – fondatrice di Tlon insieme ad Andrea Colamedici, Laura Pepe ci introduce nelle loro storie, che procedono per opposizione o parallelismi.

Così ecco comparire Achille, il giovane baldanzoso, presuntuoso, bello e implacabile, segnato dal suo destino di morte. Proprio lui, cui è dedicato il primo celebre verso dell’Iliade, “cantami o Diva l’ira funesta del Pelide Achille”, è l’eroe che conserva la giovinezza morendo presto, per inseguire l’immortalità della gloria. A lui fa da contraltare, in un perfetto binomio, Telemaco, il figlio di Ulisse: timido, mite, obbediente, non si stacca mai dalla casa paterna, rispettando quel padre mai conosciuto – Ulisse è partito per la guerra di Troia che il figlio era appena nato -, inseguendone le poche tracce e rispettandone sempre e comunque la figura.

Entrambi rappresentano i due modi diversi di far andare avanti la storia: c’è chi la fa balzare in avanti e chi invece la fa proseguire dritta ed entrambi sono necessari al proseguire, il primo rende la storia rivoluzionaria, il secondo rende la storia un cammino placido e rassicurante.

STORIE MERAVIGLIOSE DI GIOVANI GRECI: il passaggio, o della giovinezza

È quindi centrale il tema del passaggio, cioè il modo in cui i giovani trasformano la storia. Esempio perfetto è Oreste, colui che, nel mito, segna il passaggio fra due forme diverse di dike (giustizia): prima di lui, c’è la dike che è perennemente vendetta, come nella fase omerica della storia antica. I padri uccidono i figli e viceversa, in un percorso reiterativo che non sembra avere soluzione. Dopo Oreste, invece c’è la dike modernamente intesa, quella che viene esercitata nei tribunali. È proprio per proteggere Oreste, reo di avere ucciso sua madre Clitennestra, a sua volta colpevole dell’omicidio del marito Agamennone, che la dea Atena istituisce il tribunale dell’Aeropago. Si può dire che è la prima elaborazione di filosofia del diritto, ma è pur vero, come fa notare Pepe, che anche dopo questo passaggio epocale in cui sono gli uomini a esercitare la giustizia, assumendone la responsabilità, ciò non toglie che anche in questa nuova forma di diritto non ci sia violenza. Giustizia, cioè, non è senza emozioni e senza vendetta.

Ogni passaggio porta a un cambiamento che sembra, come in fondo ci racconta l’autrice, un modo alternativo per incanalare le energie e la violenza che sono insite nella storia umana.

Ecco allora che anche l’eroina per eccellenza, Antigone, diviene in qualche modo portatrice sì di una forma di ribellione ma non in nome di un diritto umano: perfettamente tratteggiata nel volume, la giovane non è colei che va contro le leggi dello Stato per affermare un diritto inviolabile. La sua è una scelta di sangue: come lei stessa afferma, non bisogna sotterrare il marito o il figlio, men che meno uno schiavo. È suo fratello che va sotterrato a prescindere da tutto e tutti, quindi il suo gesto è eversivo, ma in nome di un privilegio che lei stessa riconosce a pochi altri.

STORIE MERAVIGLIOSE DI GIOVANI GRECI: il mito che pone sempre domande

Ecco dunque il nocciolo della questione, forse il vero acme del lavoro di Pepe: esplorare il mito per ricordarci come, fin dall’antichità, esso non sia mai portatore di soluzioni, ma sempre e solo di domande. Quando ci si chiede quindi oggi chi è una moderna Antigone, è più che legittimo differenziare l’oggi dal passato: le donne in Iran che combattono agguerrite oggi compiono un’azione politica che riguarda un diritto universale e che è sorretta da molti uomini, soprattutto giovani; Antigone nel mito è invece sola e la sua è una battaglia puramente familiare. Oggi le battaglie sono sempre pubbliche, o quantomeno dovrebbero esserlo.

In questa rete che attraversa i miti, la giovinezza appare quindi portatrice sempre e comunque di altro, esattamente come lo è ancora oggi. È l’età del troppo, l’età dell’eterno “work in progress” e molto spesso questo è il motivo per il quale si ripete che i giovani dovrebbero solo obbedire agli adulti, in teoria più saggi, più esperti, più lungimiranti.

La questione che viene posta è semplice e diretta: è davvero così? E se invece, finalmente, abbandonassimo i cliché sulla giovinezza, spostassimo la prospettiva, cambiassimo sguardo? Cosa vedremmo?

Semplice: che sono i giovani (e la questione non è semplicemente anagrafica, perché si può essere giovani anche di spirito) a far progredire il mondo, con le loro richieste folli, le loro ambizioni assurde, i loro sogni impossibili.

Chissà che come i giovani hanno fatto la storia della Grecia, sia finalmente giunto il tempo in cui ai giovani oggi si dà la possibilità di fare altrettanto.

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EDITORE: Laterza

AUTORE: Laura Pepe

COLLANA: I Robinson/Letture

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2022

PREZZO: euro 20,00

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