IL POZZO VALE PIÙ DEL TEMPO: il temibile futuro gotico di Ginevra Lamberti

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Esce per Marsilio Editore il nuovo lavoro di Ginevra Lamberti Il pozzo vale più del tempo , un romanzo che ci trasporta in un mondo devastato dal clima, dove una bambina impara a crescere e a difendersi. Un’ambientazione da “nuovo gotico” a carattere ambientale, che ci mette in guardia su cosa potremmo diventare.

  • Ecco di cosa parla e perchè ve lo vogliamo consigliare.

Il pozzo vale più del tempo – la trama

In un mondo in disfacimento, devastato da temperature desertiche, la protagonista che accompagnerà i lettori in questo romanzo dall’impalcatura moderna e preveggente è Dalia, una bambina di otto anni che, dopo un incidente dove quasi ci rimette la vita, passa molti giorni ricoverata in quel che resta di un vecchio ospedale.

Una volta dimessa, torna a casa solo per scoprire che non c’è più nessuno ad aspettarla. Rimasta sola non le resta che chiedere rifugio alla vecchia Fioranna, che ha fatto la maestra e che le farà da tutrice. Fioranna insegna a Dalia a leggere e a sopravvivere, ma soprattutto, a come seppellire un corpo. Dalia cresce, e la vita la spinge a recarsi là dove ci sono nuovi insediamenti, sulla montagna, e arriva al Villaggio dei Pozzi.

Privata dall’incidente dell’olfatto ed essendo in grado di trattare i corpi morti diventa l’assistente del macellaio Biagio e, in breve, anche la dama di compagnia dell’eccentrica Orsola, che ha occupato un vecchio e dismesso albergo. Sulle montagne manipoli di persone diverse e poco comuni cercano di ricostruire apparati di civiltà e, anche se grazie alle doti di un tenace rabdomante si trova l’acqua, non ci sono medicinali. Nella pianura, le cose sono ben diverse.

La civiltà arranca all’interno di contesti di sopravvivenza e nell’organizzazione criminale. Hanno armi e medicine, ma mancano acqua e cibo. Quando la fame è la preoccupazione principale, tutto diventa commestibile e molti tabù alimentari non trovano più ragione di essere considerati normativi.

Ginevra Lamberti e la Distopia a portata di realtà

Ginevra Lamberti eleva i cambiamenti climatici alla narrativa dell’orrore. Si potrebbe definire questo testo l’apripista per un nuovo gotico, dove l’Altro non è sovrannaturale, ma è climatico.
Sarebbe un errore definirlo fantascienza: la verità è che potrebbe essere un temibile “futuro prossimo e possibile”.
Così come vorremmo escludere la definizione di distopico: è il costante e continuo allarme meteorologico con tutte le sue conseguenze (sociali, migratorie e alimentari) a cui già stiamo assistendo oltre i vicini confini europei. In una recente intervista l’autrice ha parlato di “eco gotico” che sentiamo di abbracciare come nuovo filone.

la prosa di lamberti, tra orrore e poesia

Lamberti, le cui narrazioni sono dense sia in cifre stilistiche che emotive, intesse l’idea di un futuro dove il passato cerca di farsi strada per tornare a essere presente, ostacolato, però, dalla mancanza di beni e di leggi. Un Veneto prosciugato il suo, non solo dall’acqua, ma anche dall’umanità.
La prosa è magnifica, adagiata su un fraseggio che riesce a conquistare il terreno poetico, mentre è intenta a raccontare l’orrore di come un essere umano può violarne un altro. O pensare di cannibalizzarlo. Senza dubbio la ricerca storica che le è servita a costruire i personaggi di Biagio e Ronaldina va a intrecciarsi al resto del parco personaggi che Lamberti riesce a creare con la sola fantasia, popolando le pagine di creature tanto vivide quanto realistiche.

Umani sull’orlo della fine che alla fine però non (vogliono) credere e che si prodigano a ricostruire, oltre che a sopravvivere.

Il pozzo vale più del tempo di ginevra lamberti
Consigliato perché

È un romanzo che si distacca in tema e cifra dal carezzamento autobiografico che ha abitato la bibliografia di Lamberti. In quest’opera sfoggia con successo la sua capacità di inventare e catturare la curiosità del lettore con una trama davvero avvincente e personaggi variegati.
Un libro su cosa potremmo diventare e del perché dovremmo evitarlo. Non ci sono retoriche spicciole. Vista la direzione del nostro presente, la scrittrice ne immagina le conseguenze. Il cambiamento climatico è una realtà che stiamo vedendo e che ancora troppo poco ci sta allarmando. Autunni che cessano di manifestarsi, inverni primaverili ed estati titaniche. Come potrebbe la nostra società accettare di perdere ciò che oggi è dato per scontato, come aprire un rubinetto o aver frigorifero funzionante?  

Nel futuro immaginato da Lamberti non ci sono Bartertown nel deserto e neppure giustizieri a bordo di automobili armate, solo il più banale degli orrori: arrivare semplicemente vivi al giorno dopo. È una storia che racconta molto di ciò che spaventa senza dimenticare quanto siano potenti e importanti altruismo e umanità.

Sicuramente un’opera diversa da ciò che si trova di solito nelle librerie, indirizzato a chiunque, proprio per la natura ibrida che saggiamente (e magistralmente) la giovane autrice è riuscita a creare.

Chi è Ginevra Laberti

Ginevra Lamberti, classe 1985, editorialista del quotidiano Domani e scrittrice per Nottetempo La questione più che altro, (2015) e per Marsilio Perché comincio dalla fine (2019, premio Mondello 2020) e Tutti dormono nella valle (2022). I suoi romanzi sono stati tradotti in Germania, Cina, Francia, Regno Unito e Brasile.

“IL POZZO VALE PIù DEL TEMPO è stato proposto per la LXXVIII edizione del Premio Strega da Jonathan Bazzi

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