IL GIARDINO DI VIRGINA WOOLF. Alla scoperta delle storie nel verde di Monk’s House

Per chi ama la scrittura di Virginia Woolf, la Storia del Giardino di Monk’s house – il giardino dei coniugi Woolf situato nel Sussex inglese – scritta da Caroline Zoob e pubblicata in Italia da Ippocampo, rappresenta un’inedita chiave di rilettura di tutta la sua produzione, che scopriamo ispirata in gran parte dalla vita del giardino, ai suoi scorci, colori, profumi, aneddoti . Il giardino, affidato alle cure di Leonard Woolf fino alla sua morte,  dopo varie vicissitudini passò in gestione al National Trust nel 1980, che lo restituì al pubblico grazie all’opera di affittuari come i coniugi Zoob.  Caroline Zoob decide di riscoprire l’inedita storia della casa e del Giardino di Monk House e divulgarla al pubblico, con un taglio del tutto nuovo.

Un unicum narrativo e visuale reso possibile dall’attenta lettura dei diari di Virginia e di Leonard da parte dell’autrice, che permette così all’aspirante visitatrice o visitatore di arrivare al giardino e conoscerne struttura (immutata dal 1969 anno della morte di Leonard), composizione botanica, colori e profumi, tanto quanto i ricordi degli amici e dei famigliari dei Woolf, che hanno ispirato la quotidianità di Virginia fino al giorno del suicidio. Le passeggiate dell’autrice per arrivare alla scrivania del suo studio in fondo alla tenuta, su cui ha composto alcune delle opere più celebri della narrativa internazionale, diventano concrete agli occhi del lettore, a cui viene offerta una selezione di fotografie del giardino attuale, negli scatti di Caroline Arber, e come già detto il racconto delle fasi dell’evoluzione del giardino stesso, che cambiò molto durante i primi anni alla tenuta proprio grazie agli interventi dei Woolf. 

Nelle parole di Virginia «Io e Leonard abbiamo comprato un campo e stiamo facendo progetti ambiziosi di ogni genere per metterci terrazze, chioschi, stagni, ninfee, fontane, carpe, pesci rossi, statue di signore nude e polene di navi da guerra che si riflettano in laghi ombrosi».

 Il Giardino rappresentava per gli Woolf l’estensione naturale della casa e delle loro personalità culturali, in cui profusero con amore il loro tempo libero. Curioso l’episodio in cui si racconta che Virginia all’inizio non volesse neppure comprare la casa, finendo invece poi per innamorarsene, così come scoprire il talento di Leonard per il giardinaggio, ricordato a tutt’oggi dal nipote che nella prefazione evoca con affetto l’atmosfera dei pomeriggi trascorsi all’aria aperta con gli zii.

Molto apprezzati nel testo anche i rimandi al legame tra Virginia Woolf e Vita Sackville West, altra celebre poetessa e giardiniera. Il libro è il racconto di una donna che riscopre un’altra donna nella sua essenza più personale e legata alla natura, regalando a chi legge una sensazione di intimità che fa scaturire la voglia di rileggere i testi di Virginia, a caccia di rimandi nascosti al suo giardino a Monk House.

Attraverso la ricerca in chiave storica della documentazione sul giardino – da sempre creazione votata all’effimero, eppure destinata a durare – viene data enfasi alla straordinaria umanità e dolcezza alla sua illustre proprietaria, grande autrice femminista che rivoluzionò il ‘900.

Caroline Zoob,  autrice del libro, assieme al marito è stata l’affittuaria del National Trust per dieci anni all’ex tenuta dei coniugi Woolf, permettendo così al pubblico di conoscerne storia e ammirarne fioriture. Questa sua pubblicazione è un invito per tutti a riscoprire un lato inedito di Virginia Woolf, e magari a organizzare un viaggio con destinazione il celebre giardino di Monk House.

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