Due per un delitto di Francesco Bartolini @ La Tribuna: il magistrato dubbioso e altri personaggi

Una Torino percepita, quasi mai menzionata, spesso solo evocata dalla struttura sociale fa da sfondo a questa storia intrigante che vede il Magistrato Luca Fabiani alle prese con una strana indagine e al contempo gli fa correre il rischio di essere lui l’indagato grazie ad una casualità condizionata dal fascino di una giovane giornalista.

Si sa che è bene che i magistrati non parlino con gli operatori dell’informazione, ma a volte uno strappo alla regola può essere necessario se si è chiamati ad intervenire sulla scena di un apparente suicidio che però potrebbe essere anche un “delitto perfetto”, un reato con così tanti colpevoli che nessuno potrebbe esserlo in sede di giudizio anche se ci sono testimonianze a sfavore dell’uno o dell’altro dei presunti colpevoli.

Madame B è austera, ma, come in tutti i gialli che si rispettino, ha un segreto nell’armadio, così come tutti i comprimari di questa storia hanno qualcosa da nascondere all’investigatore che, a sua volta, non vorrebbe si sapessero alcuni fatti della propria sfera privata e che, per motivi a latere della storia, sa il vero nome di Lola.

Il morto è un benefattore al secondo matrimonio, un imprenditore truffaldino, un cinico senza cuore o tutti e tre questi personaggi? Perché tutti i suoi collaboratori hanno una venerazione per lui ma al contempo nascondono una aggressività mal gestita? Come potrà Globo, il cane frutto di infiniti incroci di razze, essere utile alle indagini? Sono solo alcune delle domande che accompagnano il lettore di un libro che si legge tutto di un fiato, di quelli che scorrono via in una notte insonne o che, se la lettura inizia dopo cena, corrono il rischio di renderla tale al lettore che, pagina dopo pagina, cercherà di arrivare alla fine della storia.

Bartolini di mestiere fa il magistrato e per questa sua prova di romanziere, dopo un lunghissimo elenco di pubblicazioni giuridiche, sceglie il legal thriller con uno stile classico hard boiled alla Dashiell Hammett, una scrittura fluida e vagamente vecchio stile, con una costruzione della frase rigorosa ma scorrevole e avvincente. Il racconto fornisce anche, in chiave perfettamente accessibile al lettore, vari tecnicismi sul sistema giuridico italiano con i punti di vista di avvocati e Pubblici Ministeri, spesso presi dal loro battagliare ma con il non detto che li porta repentinamente su strade del pensiero che nemmeno loro forse credevano possibili.

La vicenda ha personaggi di contorno che raccontano con la loro presenza aspetti del carattere di un protagonista forse preso da se stesso, forse solo con poco tempo per gli altri, e dipinge un ambiente fatto di rapporti umani condizionati dal ruolo e dalla necessità di tenere per sé anche i piccoli fatti connessi con il proprio ruolo professionale. Ma sono poi loro che ci raccontano anche di differenze sociali che differenziano la società torinese, di figli di un Dio minore che non hanno lo spazio riservato a quelli della buona borghesia, del sapersi accontentare di un lavoro sicuro ma senza grilli per la testa, contrapposto al rancore per ciò che si potrebbe avere se si fosse “nati bene”.

Francesco Bartolini è un limpido narratore che ci prende per mano e ci guida, ci presenta Luca Fabiani e ci lascia fare la sua conoscenza, come se fosse il nostro condomino che ci sembra sempre un viso familiare quando lo incontriamo alle cassette della posta ma al quale non avevamo prestato attenzione fino a che non abbiamo avuto l’occasione di fermarci e studiarne meglio la persona. E quando alla fine del libro lo lasciamo la speranza è di ritrovarlo in seguito per farci raccontare di come quella volta ha scoperto un assassino di un apparente suicida che forse non era vivo pur essendo in vita.

Il delitto perfetto non esiste, ma sarebbe un delitto farsi sfuggire l’occasione per leggere questo bel romanzo. Il delitto perfetto non esiste, ma Bartolini lo commetterebbe non continuando a raccontarci le storie del Dott. Fabiani, del suo cane Globo, della Lola e di tutto quel giro di abiti di grisaglia, toghe, carte bollate, forze dell’ordine che girano intorno a loro, in una Torino dove la vita scorre imperturbabile come il Po che la attraversa, salvo poi rovinare in un moto impetuoso per una perturbazione di troppo.

 

EDITORE La Tribuna

AUTORE Fabrizio Bartolini

COLLANA Legal Thriller

ANNO DI PUBBLICAZIONE 2020

PREZZO euro 20

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