Delitto al Conservatorio di Franco Pulcini @ Marcos y Marcos: quando i tasti di un pianoforte suonano un giallo

Franco Pulcini, autore di questo giallo edito da Marcos Y Marcos, è un musicologo di fama internazionale e in questo suo Delitto al Conservatorio è proprio il mondo della musica a essere messo sotto la lente di ingrandimento, con una notevole ironia che in più di una occasione fa sorridere il lettore.

Tutto ruota attorno all’omicidio del maestro Richard Hadowitz, austriaco integerrimo, scopritore di talenti unici e maestro di pianoforte severissimo e almeno in apparenza sgradevole e antipatico.

La sua morte avviene in un modo originale, se non addirittura creativo: aprendo una borsa di Hermes, viene aggredito a colpi di morsi da un Black Mamba, velenosissimo serpente, che non contento si dà alla fuga generando panico nel comprensorio dove Hadowitz vive.

Ma la fine del maestro scompagina il mondo della musica milanese, tutto preso dalla Piano World Cup – Prodigy Child, un concorso per bambini prodigio che si sfidano fra virtuosismi e fari abbaglianti.

Abdul Calì è il commissario chiamato a indagare in questo scenario: un personaggio placido, cheto come l’acqua, grande osservatore e comunicatore. Si destreggia fra collaboratori pigri e strafottenti, bambini prodigio dalla grande intelligenza, suore e puttane, alla ricerca dell’assassino.

Il mondo che Pulcini descrive è accattivante con le sue paillettes e i suoi salamelecchi, ma – e in questo è il merito maggiore dell’autore, a nostro avviso – cela una competizione votata al massacro di questi giovanissimi talenti, come se la loro vita dipendesse strettamente dalla posizione delle mani sui tasti e dall’interpretazione più o meno meccanica di un pezzo di fronte a un pubblico impellicciato e un po’ incartapecorito.

Ai bambini – Ming Li, Mitja, Maria Rosa – ci si affeziona perché sono una sorpresa nella sorpresa: la loro bravura conclamata viene superata dalla loro capacità di rispondere ai colpi e alle pressioni, dalla loro schiettezza e dallo sguardo divertito e ribelle che hanno e che trasmettono pienamente al lettore.

L’indagine in sé passa in secondo piano, perché ciò che veramente diverte e attira è vedere Calì destreggiarsi in questo mondo infiocchettato, dove però basta girare l’angolo o aprire un regalo per trovarsi addosso un serpente velenoso.

Calì – e tramite lui Pulcini – conduce sapientemente il lettore nelle pieghe più oscure, dove gli adulti, a cominciare dai genitori dei prodigiosi pargoli, sono tendenzialmente folli e senza scrupoli.

La pacatezza della scrittura, così dettagliata e orchestrata come fosse un’unica grande composizione con armonie e disarmonie, alti e bassi, crescendo e diminuendo, è funzionale alla storia vera, che non è tanto la ricerca dell’assassino, quanto piuttosto le meschinità che si susseguono in un mondo così complesso e tradizionale.

Il finale è un vero colpo di scena: chiaramente non lo sveliamo, ma possiamo dire che qui l’ironia che attraversa tutto il romanzo raggiunge il suo apice e fa sorridere impunemente il lettore, soddisfatto finalmente che tutti i nodi siano venuti al pettine e che tutti, compreso il serpente, possano trovare un po’ di pace.

 

EDITORE: Marcos Y Marcos

AUTORE: Franco Pulcini

COLLANA: Gli Alianti

ANNO PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO: 18 euro

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