Camilla, la Cederna e le altre a cura di Irene Soave @ Bompiani: una, nessuna e centomila

Irene Soave raccoglie in Camilla, la Cederna e le altre gli articoli pubblicati nella sua lunga carriera da Camilla Cederna, giornalista, cronista, opinionista, che con il suo occhio spiritoso, irriverente e profondamente analitico ci mostra la rivoluzione delle donne attraverso gli anni.

“La mia ambizione era quella di descrivere come un entomologo descrive un insetto, catalogando stereotipi, comportamenti, linguaggi, forme, abitudini particolari”.

In questo articolo:

Camilla Cederna, chi?

Definita dai suoi colleghi in mille modi possibili – fra tutti ricordiamo “merlettaia”, “zitella”, “mitomane” – Camilla Cederna proviene da una famiglia alto borghese di Milano, una famiglia solida culturalmente come dimostra il fatto che sua madre, Ersilia Gabba, sia tra le prime donne in Italia a conseguire una laurea. Cederna, dopo la laurea in letteratura latina, inizia a scrivere nel 1939 e la sua è una carriera inarrestabile: diventa una firma prestigiosa per L’Europeo, poi per l’Espresso, su cui ha una rubrica di costume intitolata Il lato debole, poi collabora con Panorama.

È una giornalista fine e raffinata, come dimostrano i suoi scritti, ma è anche una donna libera, che prende posizione di fronte ai fatti di cronaca dell’epoca – basti pensare al suo libro Pinelli. Una finestra sulla strage, che tante critiche e contestazioni le procurerà subito dopo l’assassinio del commissario Calabresi; per non parlare delle sue considerazioni sulla morte di Giangiacomo Feltrinelli, che la portarono a un durissimo scontro con Indro Montanelli.

Per capire meglio questa professionista della parola, così complessa e arguta, Bompiani ha pubblicato un volume prezioso a cura di Irene Soave: a lei va dato atto di un ottimo lavoro di ricostruzione della poetica e del lavoro di Cederna, come ben illustrato dall’Introduzione, dettagliata, precisa e necessaria per chi poco sa della storia professionale e umana della giornalista.

Camilla, la Cederna e le altre è un vero e proprio viaggio attraverso gli articoli che portano la sua firma, a partire da La moda nera, pubblicato il 7 settembre 1943, con un tempismo pessimo rispetto agli eventi immediatamente successivi, che permette di conoscere la leggerezza scaltra e sagace della penna cederniana.

Uno tira l’altro

Uno dietro l’altro si susseguono i pezzi così profondamente diversi fra loro, ma tutti accomunati da uno stile limpido, divertito e mai serioso. Cederna crea piccoli bozzetti di vita sia quando si occupa di personalità famose – segnaliamo a tal proposito Anna Magnani sono io, un ritratto unico e intimo dell’attrice più importante della nostra cinematografia, un ritratto, dicevamo, che ci restituisce una donna non solo fiera, sanguigna, popolana, come vuole la vulgata, ma soprattutto una donna viva, insicura, stanca fin troppo umana – sia quando racconta di donne comuni, quelle che seguono le diete americane, l’ereditiera, la nobile: è un excursus incredibile perché attraversa intere decadi e ci mostra come la donna, cresciuta e immersa in una società profondamente patriarcale e maschilista, cambi nel suo stare, nel suo vivere, nel suo pensare. La ex bella (1958) è in questo senso un ritratto triste ma anche attuale: “infelice, inquieta, sola”, viene trascurata dal suo tempo e mentre leggiamo pensiamo a tante, forse troppe donne che sono diventate ombra, nonostante per un momento siano state regine.

Sono tutti gioielli inanellati, uno tira l’atro, come le ciliegie: gustosi, pastosi, freschi, così sono questi articoli.

Un manuale di scrittura

Scorrendoli, ci si rende conto di come ogni parola sia scelta, curata, mai scontata. In ogni pagina è possibile imparare qualcosa su come affrontare il mestiere della scrittura, che sia essa articolo di costume – esempio limpidissimo è Le pervestite (1967) sulle sfilate di moda a Parigi – o articolo di commento. Una notte in questura nel 1969 è in questo senso un vero e proprio tuffo nell’atmosfera e nel grigiore cupo e mortifero dei momenti successivi all’attentato alla Banca dell’Agricoltura a Milanpo e alla morte di Giuseppe Pinelli: Cederna offre un racconto pieno di immagini che lasciano anche nel lettore quella sensazione di “confusa stanchezza” che la giornalista afferma di avere dopo quella lunga notte.

Specchio, specchio delle mie brame

Certo è che questo volume racchiude un perfetto e minuzioso panorama sulle donne, su come l’universo femminile si sia mosso in oltre cinquanta anni di storia. Uno specchio che racconta le evoluzioni e i passi indietro, senza mai stancare chi ci guarda dentro.

Crediamo sia emblematico in merito alla questione Chi è C.C.? e Perché mi occupo di tritolo, entrambi del 1972. Nel primo Cederna scherza su tutte le etichette che le sono state affibbiate nel  corso del tempo, da quelle più gentili – donna elegante e raffinata, scrittrice spiritosa e intelligente – a quelle che tutto sono tranne che gentili – “la maga Circe di uno zitellaggio mal sopportato” raggiunge forse il primo posto in quanto a critica mal posta, piena di pregiudizi e basata su idee maschiliste e quindi ancora più sciocche.

Nel secondo invece Cederna si espone dopo l’attacco frontale di Montanelli. Quello che colpisce è la necessità di affermare la propria professionalità, perché sembra nessuno la ricordi se non come merlettaia del costume. E poi ancora difendere le proprie posizioni, non perché all’improvviso si è atttratte dagli uomini che profumano di bombe ma perché si è cittadine attive, oltre che croniste.

Non si può allora non sorridere amaramente pensando a quanto sia drammaticamente attuale tutto questo per le donne: ancora oggi siamo immersi in quella cultura patriarcale che all’epoca attaccava Cederna per le sue posizioni, accusandola di essere poco credibile. Una cultura che oggi continua imperterrita a sbeffeggiare e ridicolizzare le donne, le minoranze in genere, sia umanamente che professionalmente, perché si decide di non sopravvivere e basta, di non stare zitte. Cederna viene attaccata perché non sposata, non madre, troppo chic, improvvisamente anarchica: quante ancora oggi vengono attaccate per motivi differenti, ma comunque simili nella sostanza?

Viaggiare nel tempo attraverso questo specchio così voluminoso e limpido dà a ognuno di noi la possibilità di scoprire i cambiamenti avvenuti, ma ancora non concretizzati totalmente, perché i condizionamenti sociali, economici e culturali della nostra società esistono ancora e a farne le spese sono sempre quelle figure umane che forse oggi sarebbero ancora raccontate con sagacia e attenzione da Camilla Cederna.

 

CASA EDITRICE: Bompiani

CURATRICE: Irene Soave

COLLANA: Amletica leggera

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2021

PREZZO: euro 19,00

 

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