Antologia di poesia femminile americana contemporanea a cura di Alessandra Bava@Ensemble edizioni: Incontro con la Poesia, al femminile.

 

Difficile pensare ad un posto più adatto de La Casa Internazionale delle Donne di Roma per fare la conoscenza di queste tredici poetesse americane, i cui versi arrivano al pubblico italiano grazie alla cura e alla traduzione di Alessandra Bava, con l’aiuto di Adelaide Basile. Raccolte in un ordine geografico, dall’est coast al west coast, che  traccia in una mappa ’immaginaria la “W” di Woman, troviamo le voci di Nikky Finney, Patricia Smith, Joy Harjo, Diane Seuss; e ancora, Natalie Diaz, Mahogany L. Browne, Maggie Smith, Aimee Nezhukumatathil e Jennifer Givhan, per finire con Francesca Bell, Alexis Rhone Fancher, Wendy Xu, e Kelli Russell Agodon.

Autrici molto apprezzate nel loro paese, con età che vanno dai trenta ai sessant’anni, alcune delle quali vincitrici di premi come   il National Book Award per la Poesia, l’Academy of American Poets Wallace Stevens Award o finaliste al Premio Pulitzer.

Un’antologia che, forse, senza internet, non sarebbe nata.

Arrivata a loro grazie alla curiosità mossa dalla sua passione per la poesia, Alessandra Bava racconta di come sia stato semplice entrarci in contatto. Una volta intercettate tramite i social network, ognuna ha accolto con entusiasmo l’idea di essere pubblicata in Italia e conosciuta anche all’estero.

Sicuramente è sempre alto il rischio che la traduzione di un testo poetico ne tradisca il significato, ma quando questo compito viene assunto da una poetessa, quale è Alessandra Bava, si può star certi che sarà posta un’attenzione particolare a dettagli essenziali, come il suono delle parole e la loro lunghezza e che l’ analisi dei testi partirà dal contesto in cui l’autore si trova, nel tentativo di   tirare fuori l’essenza dei versi originali per restituirli in una forma che gli si avvicini quel tanto perché il lettore ci si possa immergere e capirli.

Queste tredici voci sono molto diverse tra loro e, per questo, rappresentative della grande eterogeneità del panorama americano. Parlano di tutto, il tema può essere il sesso come una donna che si occupa dei figli, la maggior parte di loro racconta attingendo dal personale.

Pur amando ognuna delle poetesse tradotte, nello svelarci la sua predilezione per Patricia Smith e NikkY Finney, entrambe afroamericane, la curatrice dell’antologia ne mette in risalto la loro predisposizione al misurarsi con l’impegno sociale. Della seconda, nel libro troviamo una poesia su Donald Trump, che per la prima volta appare pubblicata, non essendo uscita neanche in America, dove è stata portata in giro dall’autrice soltanto in occasione dei suoi reading.

In particolare le donne afroamericane, come anche le native americane, sono depositarie di una tradizione orale molto antica, che non ha perso vigore neanche durante gli anni del duro lavoro nelle piantagioni, quando, nell’unico momento di riposo si cantava e raccontavano storie. Una capacità di story telling che è rimasta molto forte anche quando si esprime con la poesia.

 Se guardiamo a quelli che sono i temi portanti di questa antologia, ebbene, ci sono tutti, espressi in modo diverso e con prevalenza diversa: quello del corpo, quello politico quello della famiglia e della vecchiaia, che si coniugano con il tema della rivendicazione dei diritti delle donne.

Adelaide Basile fa notare come nelle poesie che compongono la raccolta, i luoghi più descritti sono quelli domestici perché le donne, non possiamo negarlo, li vivono moltissimo. Tra le varie stanze della casa, quella che ritorna maggiormente è la cucina. Wendy Xu, attentissima al linguaggio, rappresenta soprattutto l’interno della casa.  Con Alexis Rhone Fancher, il tavolo della cucina diventa il luogo stesso della trasformazione, intorno a cui si nasce, si cresce e si muore.

Al contempo, però, la poesia che nasce dalle donne si è riappropriata di un canone da sempre tipizzato come maschile.  La stessa Alexis, in un altro testo, parla di sesso con una tranquillità tale che spiazza gli stessi americani, il cui concetto di morale spesso appare meno elastico del nostro.

Anche nella poesia che Patricia Smith dedica al padre, in cui racconta di un momento felice in cui sono insieme in cucina e lui le insegna  a preparare un piatto, sotto la vista della mamma intenta a fare le pulizie,  improvvisamente irrompe una violenza reale, raccontata con lucidità: da una frase, ci si accorge che si tratta di un ricordo di un padre che è morto perché gli hanno sparato in testa.

Per troppo tempo segnata dal non aver avuto una rappresentatività nel mondo letterario (in Italia solo negli anni ’70 inizia a comparire qualche poetessa donna nelle antologie), in cui il femminile veniva relegato al ruolo di oggetto dell’ispirazione e della poetica, la donna poetessa ottiene il proprio riconoscimento attraverso un processo faticoso, ce lo racconta, prima tra tutte Virginia Woolf.

Ed è probabilmente questo il motivo per cui questa antologia è pervasa dall’evocazione di altre donne, anche non letterarie, tra cui Frida Kahlo, come a creare un legame che unisce tutte le donne presenti tra le pagine e i versi.

Colpisce che l’unico riferimento ad un uomo sia a Charles Bukowsi.

Antologia di poesia femminile americana contemporanea, per chi ama la poesia, è un oggetto prezioso perché raccoglie versi mai tradotti prima, nati da alcune delle penne  più interessanti dell’attuale panorama poetico statunitense femminile.

 

 

 

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