LE MADRI @ Teatro della Limonaia: Stabat Mater

LE MADRI debutta in lingua italiana all’interno di Intercity Festival, atteso appuntamento annuale del Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, alla sua 37ema edizione. Scritto da TKB e rappresentato con la regia di Dimitri Milopulos, lo spettacolo racconta l’incontro tra due solitudini, sullo sfondo di una Dublino inedita, dura e violenta, che si fa luogo dell’anima. Due madri, legate da un tragico appuntamento con il destino dei propri figli. Lo spazio di un tribunale, mentale prima ancora che reale, dove tutti scagliano pietre e sputano sentenze. 

A cura di Michele D’Ambrosio e Alessandra Panzini

LE MADRI: dal foyer alla scena

Il foyer, da anticamera di attesa tra chiacchiere e saluti di inizio stagione, diventa parte della storia quando il buio invade gli occhi degli astanti contribuendo ad affinare i sensi e l’ascolto. E al riaccenderci delle luci siamo contemporaneamente pubblico dello spettacolo e folla della narrazione, in mezzo a cui si muovono smarrite due donne, due figure antitetiche e distanti già dall’abbigliamento e dalle movenze. Le seguiamo accompagnandole nel luogo della loro coscienza: un palcoscenico buio. La scenografia prevede solo due sedie immerse nella nebbia agli angoli opposti del proscenio. I sentimenti che accompagnano lo spettatore dall’inizio della rappresentazione sono l’ansia e la fretta mentre il pubblico ricopre il ruolo di giuria popolare sin dalle prime battute.

Le madri lo sanno

La narrazione si dipana in una declinazione cinematografica, con interventi sonori e scelte musicali contemporanee che danno dinamicità ad una rappresentazione evocativa che trae la sua forza da controluce, fumo, superfici mobili che si materializzano dallo sfondo nero. Un contrasto scenografico sostenuto e intensificato da quello tra le due protagoniste, Silvia Frasson e Barbara Esposito, due madri, due storie diverse ma sovrapponibili, incastonate in un contesto di miseria dove “le circostanze sono il filtro della vita”, dove ognuna cerca e combatte per il riscatto sociale e l’affrancamento dei propri figli da un destino che sembra ineluttabile. Il contrasto e la dicotomia tra la Frasson e l’Esposito dipanano maggiormente nella apparente spavalderia della prima e nel timor dei della seconda.

Silvia Frasson e Barbara Esposito ne LE MADRI (foto di Enrico Gallina dalla pagina Facebook del regista)

Il tema che dà l’avvio al flusso di coscienza, tanto più crudo e implacabile quanto più intollerabile è la realtà da affrontare, è quello un po’ inflazionato della lotta tra gang, ma originale è lo sguardo che ci viene consegnato: quello del sentimento della maternità e del suo complesso mondo interiore, messo a durissima prova da circostanze di un dolore estremo che nessun genitore vorrebbe mai sperimentare.

La cornice è Dublino, una cornice tuttavia sbiadita e sbilenca, quasi distopica e distogliente dagli elementi di scena utilizzati. Si potrebbe però essere in un qualunque altro posto del mondo dove a far da padrone è il sensazionalismo scandalistico che assorda le coscienze e assolve la società promuovendo ognuno a giudice del proprio vicino.

L’uniformità degli opposti

Se da una parte la narrazione avrebbe potuto risparmiare qualche momento didascalico concedendo più fiducia al pubblico, dall’altra, l’intensità, la forza e la presenza scenica delle attrici hanno dominato la scena per tutta la durata dello spettacolo. È il dettaglio delle parole sferzanti nei loro monologhi e la musicalità espressa nelle frasi che fendono l’aria pronunciate all’unisono che ci permettono di contestualizzare la vicenda e di dare significato al loro materno sentire. Un amore incrollabile che accetta l’inaccettabile e danza come un’altalena tra le vulnerabilità da giustificare e la verità spietata.

Il cast, il regista e la squadra de LE MADRI (foto di Enrico Gallina dalla pagina Facebook del regista)

Vite perdute, sogni non concessi o, peggio, sognati e disperatamente infranti ma come l’umanità da secoli conosce: “ Non importa quello che è stato fatto, siamo madri”.

Le madri, uniche vere veggenti, sanno senza bisogno di sapere e ascoltano solo per l’ultima inevitabile sentenza.

“Si sono presi quello sbagliato”: ma qual è quello giusto? Alla fine chi è il colpevole e chi la vittima? C’è davvero qualcuno che ha più diritto di non perdonare? E’ nella suggestione e nel silenzio dele scene finali che possiamo ascoltare la risposta, quella che dice a tutti, senza distinzione di estrazione sociale, di scelte e di capacità o incapacità di affrancarsi dalla propria realtà, che nel dolore e del dolore è necessario soltanto avere un profondo rispetto e condivisione. Quel che resta alle madri, ai fratelli e al mondo è il giudizio. Siamo resi edotti dei fatti, fin troppo nei minimi dettagli con la narrazione, come fossimo un tribunale a decidere chi si muove meglio tra giudizio e condivisione.

Visto il 13/09/2024 al Teatro della Limonaia

LE MADRI

Rearing is sparing

di TKB

scene, luci e regia Dimitri Milopulos

con Barbara Esposito e Silvia Frasson

aiuto regia Marta Giusti

assistente Federico Franchina

traduzione Lorenzo Bortogallo

con la partecipazione degli allievi della Scuola di Teatro Intercity: Leonardo Calamia, Leonardo Conti, Federico Franchina, Tommaso Fantechi

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