Lunedi 29 settembre alle ore 20,30 presso il Cinema Adriano di Roma è stato presentato in anteprima il film L’ATTACHEMENT – LA TENEREZZA, opera della regista Carine Tardieu. Il film, tratto dal romanzo L’Intimité di Alice Ferney, è stato presentato nella sezione Orizzonti dell’ultima Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia e ai Rendez-vous di Roma. Interpreti del lavoro di Tardieu, Valeria Bruni Tedeschi, Pio Marmaï, Vimala Pons, Raphaël Quenard, e al suo debutto cinematografico, César Botti.
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LA TENEREZZA: la vita in scena

Sandra (Valeria Bruni Tedeschi) è una donna di cinquant’anni, indipendente, emancipata e single per scelta, convinta che la sua vita non abbia spazio per legami familiari profondi. Vive da sola, con i suoi libri, le sue abitudini, un senso di solitudine protetto. Quando la vicina di casa incinta le chiede di occuparsi per qualche ora del figlio maggiore, Elliot, perché deve recarsi in ospedale a partorire, la routine di Sandra viene sconvolta: la donna muore nel momento del parto, lasciando Alex (padre vedovo), i due bambini (Elliot e la neonata Lucille) e una vita spezzata. Sandra, quasi senza volerlo, entra in quella famiglia disorientata, ne segue le biforcazioni con rispetto ed equilibrio, divenendone una presenza essenziale, affettiva, premurosa, fino a cambiare sé stessa.
Un film dalle tinte empatiche

Il film di Carine Tardieu tratta tematiche universali, mattoni costituenti la vita di tutti i giorni. LA TENEREZZA, in fin dei conti, scava nella complessità dell’esistenza e lo fa attraverso chiavi che riguardano la solitudine, la maternità non convenzionale, come le vicende delle stesse coppie, vittime della transitorietà dei sentimenti. Tardieu sviscera tematiche che guardano alla fragilità umana, alla gestione del dolore della perdita, passando anche, inevitabilmente, sull’impermanenza delle cose e dei sentimenti, fatto questo che esula spesso alla comprensione umana. Tutto ciò avviene in un ambiente espressivo empatico e soprattutto senza pietismi melodrammatici e con una certa nota di realismo. Lo sguardo tenue ma vitale della regista francese penetra i misteri dell’esistenza e delle relazioni, al pari di un raggio di sole in un vicolo buio.
Una sceneggiatura convincente

Oltre alle prove attoriali, delle quali parleremo dopo, ciò che convince maggiormente in questo lungometraggio sono la sceneggiatura e i dialoghi. L’adattamento dal romanzo pare gestito in maniera efficace, come anche la riproposizione delle atmosfere. I dialoghi sono misurati e sempre adeguati allo svolgimento della storia, miscelando momenti poetici con altri dal tono più realista. Unico appunto, ma forse non è un difetto, il ritmo a volte discontinuo, nel quale, momenti significativi della pellicola sopraggiungono troppo in fretta.
La forza del film: il Cast

Il successo espressivo del film, a nostro parere, è da ricercare nel cast ben assortito che sotto la sensibile direzione di Carine Tardieu riesce a dare il meglio di sé. Il motore è rappresentato da Valeria Bruni Tedeschi, che in questa occasione getta i panni della donna insicura, per vestire quelli della donna di mezza età equilibrata: non un’eroina, né tantomeno un esempio da emulare, bensì, una donna dei nostri giorni, consapevole del proprio posto nel mondo, che gradualmente si apre agli altri, ai sentimenti, si emoziona, creando un rapporto speciale con il piccolo Elliot. Quest’ultimo, interpretato da César Botti, per la prima volta davanti ad una macchina da presa, colpisce per la sua ingenua e saggia espressività. Notevole la prova di Pio Marmaï nel complesso ruolo di Alex, impegnato sia nella gestione del dolore per la perdita della moglie che nel ruolo di padre, mentre cerca di dare ordine alla sua vita sentimentale (questo, forse, il punto dove tutto avviene troppo velocemente).
Conclusioni
L’ATTACHEMENT – LA TENEREZZA è un film che commuove senza essere manipolatorio; tocca il cuore con autenticità, e questo lo rende un film importante capace di rammentare che la tenerezza non è un sentimento banale, visto spesso come un sottoprodotto dell’amore, ma un moto dell’anima capace di rigenerare vite in difficoltà. Il film evidenzia anche l’importanza dell’incontro, visto come un’occasione che permette di assumere nuovi punti di vista, un mescolamento di vita dal quale può nascere qualcosa di unico, un’entità, che si può collocare anche al di fuori dai canoni consueti, e comunque la si voglia considerare, guarda sempre al futuro. Il bel lavoro di Carine Tardieu è consigliato alla sensibilità di chi è disposto a immergersi in una storia che parla di dolore ma anche di speranza, di rapporti costruiti e, a volte ritrovati, capaci di edificare affetti inaspettati e rinvigorenti.
L’ATTACHEMENT – LA TENEREZZA
Tratto dal romanzo L’Intimité di Alice Ferney
Regia: Carine Tardieu
Sceneggiatura: Carine Tardieu, Raphaële Moussafir, Agnés Feuvre
CAST
Alex: Pio Marmaï
Sandra: Valeria Bruni Tedeschi
Emilia: Vimala Pons
David: Raphaël Quenard
Elliot: Cèsar Botti
Madre di Cécile: Catherine Mouchet
Madre di Sandra: Marie-Christine Barrault


