Per il cartellone del Teatro Vascello di Roma fino al 22 marzo va in scena LA STORIA per la regia di di Fausto Cabra: uno spettacolo che dà forma al romanzo di Elsa Morante attraverso una realizzazione ben eseguita che tuttavia manca un po’ di coraggio nell’approfondire alcuni aspetti solamente accennati.

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LA STORIA di Fausto Cabra: ambientazione e luci
Il Teatro Vascello presta il suo palco più grande per uno spettacolo che di imponente non ha solo il nome. Roma è infatti lo sfondo e l’attrice protagonista di questo racconto; la Città viene rielaborata con delle sottili scelte registiche che riescono a portare alla luce ciò che doveva chiaramente comparire e in ombra quello che si poteva anche intendere.
La scena, a cura di Roberta Monopoli, si costruisce tutta intorno a un quadrante in cui ogni vicenda si esprime. L’ambientazione, spoglia di ogni veste, è lo spazio in cui gli attori si muovono e dove si lascia il compito a quest’ultimi di riempirla con l’aiuto delle loro solide interpretazioni.
I personaggi infatti, nati dalla penna della Morante, mostrano fin da subito la capacità di utilizzare appieno quel luogo. I loro corpi entrano al servizio della storia che viene narrata. E la sensazione che l’adattamento ricorda, è proprio quella di sfogliare quelle pagine, dal momento che il regista ha intenzione proprio di rimandare il pubblico al romanzo originale. Tuttavia i corpi giocano un ruolo fondamentale.
In particolare il corpo di Ida in cui il grande lavoro con le luci di Marco Renica e Fausto Cabra sottolinea la violenza sessuale che subisce e porta in evidenza un tema fondamentale dello spettacolo: il modo in cui una donna possa perdere il controllo anche su ciò che naturalmente deve essere una sua scelta, come fare un figlio.
Dalla STORIA di Elsa Morante la drammaturgia rielaborata da Cabra al Teatro Vascello

Rielaborare uno dei testi più esemplificativi del ‘900 non è sicuramente un lavoro banale. Come anche dargli una forma scorrevole in cui venga rispettata la struttura narrativa e dare anche spazio alla sperimentazione, necessaria per la buona riuscita di un’opera come questa.
Marco Archetti ha svolto questo compito in modo più che soddisfacente. I tre attori presenti sul palco affollano il palco del teatro con l’insieme di parole e gesti dei loro personaggi. La scelta anche della cornice iniziale, della donna che aspetta il suo volo, è un’idea interessante che trova senso solo alla fine, con il definitivo addio dei tre protagonisti dalla loro vita verso un’America che finalmente possono raggiungere.
gli attori di La Storia di elsa morante, in scena
Solo tre interpreti sul palco, come nel romanzo della Morante solo loro tre rappresentano, a modo loro, una famiglia unita che ha condiviso piccole gioie e grandi tragedie. Alberto Onofrietti, Franca Penone e Francesco Sferrazza Papa portano rispettivamente Nino, Ida e Useppe come non solo attori ma anche narratori della loro stessa storia. Penone riesce particolarmente in questo, nella sua versatilità nel mostrare la timida forza che la donna nasconde.
In generale lo spettacolo è ben fatto, con una cura nell’esprimere il suo linguaggio, composto da molte parole, e la sua particolare attenzione ai confini del corpo. Tuttavia, forse, sarebbe stato più interessante marcare di più la cornice e non relegare questa scelta a solo un’espediente iniziale, mettendo così più in luce il rapporto solo accennato tra lei e Iduzza.
LA STORIA: CREDITs E DATI ARTISTICI
liberamente ispirato a La storia di Elsa Morante, edito in Italia da Giulio Einaudi Editore
By arrangement with The Italian Literary Agency
drammaturgia Marco Archetti
regia Fausto Cabra
con Franca Penone, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa
scene e costumi Roberta Monopoli
drammaturgia del suono Mimosa Campironi
luci Marco Renica, Fausto Cabra
video Giulio Cavallini
regista assistente Anna Leopaldo
consulenza movimenti scenici Marco Angelilli
produzione Teatro Franco Parenti, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival, Centro Teatrale Bresciano
LA STORIA – Teatro Vascello
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